why should I lie?

why should I lie?

Thursday, June 16, 2005

ITALIA
EUROPA
Chi comanda?

Italia

Mussolini aveva capito molto per tempo che, senza il placet dei cattolici, era impossibile gestire un paese come l’Italia.
Lo hanno capito anche i comunisti che nel ’48 hanno accettato senza troppe proteste sia le propagande vescovili che i brogli elettorali più o meno evidenti.
Lo hanno capito evidentemente tutti i democristiani che si sono alternati al governo del paese per una trentina d’anni. De Gasperi, Fanfani, Andreotti ne sono un esempio.
Non lo aveva capito bene Aldo Moro che ha tentato, in un momento non ancora maturo, il colpo di coda del compromesso storico. E’ finito molto, ma molto male.
Non lo aveva capito bene Craxi. Non ha fatto una bella fine neanche lui, anche se, fortunatamente per tutti, in modo del tutto incruento.
I governanti del periodo post mani pulite hanno immediatamente applicato la legge del “buon” governo basato sul placet del Vaticano, ovviamente con tutti i “distinguo” che vedremo più avanti. Certamente tutto ciò ha imposto ad alcuni la ricostruzione d’una verginità perduta parzialmente o totalmente durante i primi ottanta anni del 1900.
I fascisti del MSI, coscienti del fatto che, non solo nei confronti del popolo bensì anche nei confronti del Vaticano, Mussolini e le sue idee socio-centraliste avevano fatto il loro tempo, si sono affrettati a diventare dei centristi-liberaloidi a denti stretti. Il famoso congresso di Fiuggi ha segnato il punto del cambiamento, certamente positivo, non solo perché sotterrava quasi completamente il socialismo nero, ma anche e soprattutto perché così spiazzava la Lega spingendola a rappresentare “gli intransigenti” d’Italia. Complimenti a G.Fini!
I comunisti del PCI, passando attraverso una variegata mostra di vegetali, sono riusciti a creare un mostro che, ancor oggi, non riesce a far dimenticare completamente i tempi in cui, ispirati da Stalin, “mangiavano i bambini”.
C’è voluto del tempo. C’è voluto anche il connubio con un folto gruppo d’ex democristiani di sinistra e di socialisti per creare le premesse per la presentazione al tempio della creatura pluricefala, che chiameremo “cattocomunismo”, frutto, non dell’amore ma della convenienza, a valle della fuitina programmata da Berlinguer e da Moro, ma realizzata da Occhetto, D’Alema, Scalfaro, Mancino, Martinazzoli, De Mita, Rosy Bindi.
Andreotti non ha partecipato in prima persona a tutto questo bailamme un po’ per raggiunti limiti d’età e un po’ perché aveva altre rogne da grattarsi.
Ma coloro che hanno colto i frutti più appetitosi di questo vegetale multifunzioni sono stati, come ben noto a tutti, in primo luogo Prodi, alias “il Professore”, quindi Rutelli, altrimenti detto “er piacione”.
E gli ex comunisti veramente trinariciuti? Alcuni vivono di ricordi, leggi Cossutta & Co.; altri, più attivi, come Bertinotti & Co., sognano di ripristinare in Italia le condizioni una volta favorevoli alla vera lotta di classe quali la “grande” industria metalmeccanica e chimica.
Senza idee, queste sono tramontate: la prima in seguito ad una gestione che dir pessima è dir poco, la seconda per mancanza di ricerca e di materie prime a costi accessibili.
La felice combinazione di papi schierati contro il liberismo capitalistico di stile americano – ma lo IOR allora? – con la situazione di relativa calma politica creatasi con il crollo dell’URSS, ha fatto sì che il potpourri - soprattutto pourri - contenente l’assortimento di vegetali creato dall’inventiva dei sinistro-centristi o centro-sinistrorsi che dir si voglia, fosse ben accetto alle autorità vaticane. Qualche distinguo era certamente d’obbligo: la “teologia della liberazione” somiglia troppo al marxismo. Modelliamola quindi ad uso e consumo dei diseredati italiani e catalizziamo la nascita e la sopravvivenza di ONG - perché ONG e non servizi di Stato? - che evitino infiltrazioni di movimenti diversi da quelli benedetti ed accettati dal Vaticano.
Il centro-destra non è da meno. Superata l’impasse iniziale del 1994-96 quando, quasi masochisticamente, aveva provocato il sollevamento contro i “liberali” di tutti i movimenti cattocomunisti benedetti, non solo dal Vaticano, ma anche dal suo principale sostenitore in Italia Oscar Luigi Scalfaro, il centro-destra è tornato in forze al governo nel 2001. Questa volta la chiave del successo consisteva nell’opportuna leva esercitata sul borghese, sul cattolico, sull’italiano tipicamente incazzato.
Il Vaticano ha adottato nei confronti di questo equivoco schieramento l’atteggiamento del “wait and see”. Quindi, una volta accertato che il governo amava profondamente i principi liberisti della Tatcher, di Bush, del quasi-no-labour Blair, ha deciso di boicottare in pieno il berlusconismo. Schiavo del liberismo, il centro-destra non si conformava allo spirito evangelico predicato dalla Conferenza Episcopale Italiana e propagandato da Avvenire e Osservatore Romano. A poco è valsa la legge sulla procreazione assistita, la famosa legge 40, che predica – e continua a predicare a valle del fallimentare referendum abrogativo – principi pseudo cattolici. Al proposito si ricordi che il cardinale Scola, patriarca di Venezia, ha dichiarato in un’intervista televisiva a Gad Lerner (L’Infedele ultimo numero della stagione) che l’unica modalità di procreazione prevista ed accettata dalla Chiesa è la conoscenza cosiddetta “biblica”, chiamata anche copula o sveltina. A questo punto la CEI che già aveva cominciato a muovere i suoi pezzi da novanta all’interno della coalizione governativa tentando con ogni mezzo di far crollare un sistema ai suoi occhi condannabile dal punto di vista sociale e morale, ha dovuto accontentarsi, almeno temporaneamente, del successo referendario che ha lasciato in vita una legge che regola comunque principi ed attività contrari alla dottrina della Chiesa.
Ha evitato però d’insistere sull’argomento dato che, in occasione del referendum, il suo nemico no.1 di oggi ovvero il liberismo del centro destra, in parte per convinzione e in parte per opportunismo, si era schierato con i cattolici. D’altra parte, un gran numero dei cattocomunisti, ovvero la maggioranza dei sì, s’era schierata contro la raccomandazione dei vescovi. Dunque, meglio sorvolare, altrimenti ci incasiniamo!
Che conclusioni possiamo trarre da questa analisi?
E’ storicamente provato che se si vuole governare un Paese come l’Italia, senza inviare Lamarmora e i suoi bersaglieri – un bravo dal cuore! - il gestore, scelto dal popolo a sinistra al centro o a destra, dovrà preventivamente ottenere il placet, tacito o dichiarato del Vaticano.
Altrimenti?…altrimenti si dovranno affrontare Complicazioni-Etico-Ideologiche…leggi CEI!


Europa

“Una volta c’erano dei politici veri ma un po’ idealisti, che avevano capito tante cose e avevano perciò deciso di fondare un Paese che si chiamava Europa. Pensate, cari nipotini, che si erano illusi di mettere insieme tanta gente - quasi mezzo miliardo di persone - per farle vivere in armonia e con amore per l’interesse comune. Questa cosa avrebbe spinto a dimenticare le beghe dei singoli territori componenti l’Unione, e con l’unità dei programmi avrebbe sviluppato sempre più il benessere di tutti.”
“Che bello, nonno! Come continua la storia?”
“Sapete che non me la ricordo? E’ successo un tal casino che ora, a così pochi anni di distanza mi è difficile ricostruire i fatti. Ma forse con un po’ d’ordine…Sì, proprio così. Innanzi tutto non s’è capito molto bene chi dovesse comandare il Paese. C’era chi credeva che il tutto stesse nelle mani d’un certo Consiglio d’Europa. C’era anche un Parlamento Europeo, che stava da un’altra parte. C’erano anche un mucchio di altri uffici sparpagliati un po’ dappertutto nel Paese. Pensate! Anche un ufficio a Parma per occuparsi di lasagne e tortellini!
C’erano però anche quelli che sostenevano che questa Europa dovesse essere trainata da una coppia di vecchi marpioni, Germania e Francia, che in altri tempi, avevano fatto di tutto per scannarsi tra di loro. A questo punto però la Gran Bretagna, che in quanto a paraculaggine, pardon…agilità mentale…non è seconda a nessuno, pur non conoscendo assolutamente Oscar Luigi, personaggio tipicamente italiano, ha dichiarato “Non ci stò! No. Non ci stò!”
“E allora cos’è successo nonno?”
“Sapete che non l’ho mai capito? Ricordo solo che, dopo cinquant’anni dai primi convegni d’amore, hanno provato addirittura a fare una Costituzione, un po’ raffazzonata, è vero, ma pur sempre una Costituzione. Vedete. Forse in quel momento esatto, era il 2004, invece della Costituzione all’Europa avrebbero dovuto somministrare più un Ricostituente.”
“Perché nonno? L’Europa non stava bene? Aveva qualche malattia tipo la rosolia?”
“Sì. Possiamo anche dire così. Solo che più che la rosolia deve aver avuto un rigurgito di rossolia. Il parlamento che per anni aveva avuto una tendenza a cedere alle tentazioni del liberismo capitalistico si è trovato, quasi per incanto invaso da personaggi pronti a mettere in discussione molto di quello che era già stato fatto.”
“Ma allora, nonno raccontaci, qualcosa funzionava già?”
“Certo! Avevano già stabilito gli standard dei cetrioli e dei pisellini primavera. Avevano forse dimenticato di stabilirne il prezzo in Euro tanto che poi la gente non sapeva se stesse comprando uno yacht o un chilo di piselli, ma si apprestavano a varare misure più importanti anche in altri settori che ora non ricordo. Bruscamente invece il Parlamento Europeo si è popolato d’individui d’origine giornalistica che hanno voluto discutere di problemi sociali, di terzomondo, di extracomunitari e baggianate del genere! Hanno provocato un tale caos che un po’ di regioni del Paese hanno deciso di non approvare la famosa Costituzione. Pensate! L’hanno bocciata con un referendum, anche se quelli che hanno votato sì o no non avevano mai letto quello splendido documento pubblicato in oltre venti lingue diverse.”
“E allora che cosa è successo? E’ arrivata la fatina buona? E il principe azzurro? Racconta nonno, racconta!”
“Certo. Camilla e il principe Carlo hanno invaso le TV di tutto il mondo per mesi e mesi. Poi si è sparsa la voce che la fatina tutto quello che toccava lo trasformava in…beh lasciamo perdere…e allora l’Europa ha preferito continuare a vivacchiare da Cenerentola. Il guaio è che il Lupo Cattivo dagli occhi a mandorla è arrivato ed ha cominciato a ricoprire Cappuccetto Rosso di stoffe colorate, di scarpe di marca e di Solex da polso! Ora aspettiamo che arrivi il Cacciatore per salvare Cappuccetto Rosso. Toh…vi siete addormentati? Ma siamo solo nel 2025 ! Se fate così non arriverete mai a vedere l’Europa!”

Wednesday, June 08, 2005

BANDIERA BIANCA

Il Vaticano ha fatto i suoi calcoli.
Il referendum “italiano(?)” sull’abrogazione di uno-a-quattro articoli della legge 40, legge che regola la fecondazione assistita, qualora si svolgesse in piena libertà di coscienza e senza interferenze dedicate unicamente a far mancare il quorum, darebbe certamente un risultato favorevole ai sì. Lo sappiamo tutti. L’italiano ormai è solamente cattolico “all’incirca”. Si è abituato a vivere con divorzio, anticoncezionali, aborto etc. Per nessuna ragione rinuncerebbe a quelle che, così come in tutti i Paesi del mondo, si chiamano conquiste civili.
La “Humanae Vitae” di Paolo VI aveva solamente deluso la gente che si attendeva un piccolo passo avanti da parte dei capi religiosi. L’ipocrisia di certi gruppi cattolici aveva cercato comunque di mascherare una sconfitta (la pillola la prende la maggioranza delle donne in età fertile, cattoliche o non) in una conquista dello spirito o di chi sa quale altro componente dell’essere umano.
La posizione di Paolo VI relativa alla “pillola” non è cambiata neanche con Giovanni Paolo II. E non poteva essere altrimenti conoscendo meglio il suo personal advisor Ratzinger!

Per quanto attiene al referendum, il Vaticano si guarda bene dal segnalare che tutto il concetto di fecondazione assistita, è rigettato dal management cattolico. In fondo non è questo il tema del referendum: quindi meglio non parlarne. Ripensando alla pillola, pur essendo questa ben lontana dagli embrioni, è ovvio che sia così.

Oggi, il Vaticano è consapevole del fatto che, senza predicare l’astensione vuoi a livello vescovile-cardinalizio vuoi a livello ancora più alto, la battaglia sarebbe perduta. Quindi è logico correre ai ripari.

Ma esortare all’astensione non significa riconoscere che non si ha più fiducia nei propri figli, figli che ormai non si sentono troppo pecorelle più o meno smarrite?
Non equivale questo comportamento a innalzare bandiera bianca e dichiararsi definitivamente sconfitti?
E se – cosa quanto mai improbabile - gli astensionisti non si astenessero a sufficienza, che figura farebbero i nostri capi religiosi?

Sunday, June 05, 2005

In teleferica a Roma
Perché No?

Allo scopo di evitare il caos del traffico e poter così fornire al consumatore una soluzione idonea (?) di trasporto, a San Paolo, Brasile, hanno introdotto il collegamento aereo (!) tra quartieri molto distanti tra loro.
San Paolo è una megalopoli, Roma non lo è, ma è come se lo fosse. Vogliamo dare insieme un’occhiata ai problemi del traffico?
Recentemente è stata fatta a Roma una piccola indagine statistica conseguendo un risultato spaventoso: Roma ha la più alta densità di autoveicoli al mondo cioè 7 auto ogni dieci persone, vecchietti, lattanti ed extracomunitari compresi. Oltre un milione, forse un milione e mezzo di auto è in sosta permanente, fuori dei garage e dei parcheggi, lungo i marciapiedi in prima seconda terza fila, sui marciapiedi, in mezzo alle piazze, in zona pedonale, davanti agli scivoli per disabili…Aggiungiamo moto, scooter e motorini. Tutto ciò, di preferenza, all’interno del Gran Raccordo Anulare.

Immaginate di fermarvi un istante per guardarvi intorno: un mare d’auto, moto, motorini, TIR, bus, rumore, nervosismo, maleducazione, incidenti più o meno gravi, multe e patenti, punti persi e recuperati, Codacons che difendono automobilisti che si sentono vessati, tante macchine con cipolla blu lampeggiante in testa, vigili urbani che issano bandiera bianca e s’imboscano accuratamente. Ma qui tutti tacciono, siano essi ministri, protettori dell’ambiente, assessori o consiglieri.
Immaginate di muovervi - e lo fate ogni giorno - in mezzo a questo gran casino.

Immaginate di stabilire, facendole persino rispettare, corsie preferenziali per autobus e taxi. Verreste sottoposti a linciaggio, e non solo morale, durante l’esecuzione dei lavori! Peggio ancora al momento dell’esercizio.

Immaginate di cominciare a fare buchi sottoterra per le gallerie di quelle nuove linee metropolitane che verrebbero inaugurate da qualche vostro pronipote. Ogni cento metri un reperto storico, un monumento interrato. Ogni cento metri un intervento del Ministero dei Beni Culturali, delle Belle Arti, di Roma Nostra, dei Verdi.

Immaginate invece delle torri in acciaio, alte dai dieci ai trenta metri. Di queste torri, quelle che fungono da ‘stazione’ sono fornite di macroascensori superveloci. Tutte le torri sono collegate tra loro da funi d’acciaio o, in alternativa, da rotaie sospese a un sistema reticolare.

Immaginate cabine con una cinquantina di passeggeri a bordo, che si muovono appese alle funi o alla rotaia ad una velocità di 30-40 km/h - e questo indipendentemente dal traffico auto ‘sottostante’- con una frequenza di una cabina ogni due-tre minuti. Immaginate le stazioni di scambio in quota. Immaginate di voler raggiungere il centro della città partendo da una zona periferica. In dieci-quindici minuti sareste arrivati.
Sareste in questo caso pronti a rinunciare alle due o tre auto per famiglia? Condannereste l’uso di moto, scooter e motorino?

Dove installare il tutto? Per esempio una bella linea Casal Palocco – EUR – FAO. Un’altra linea lungo il raccordo anulare per collegare tra loro tutti gli insediamenti più periferici. Ancora una linea? Termini – Villa Borghese - Stadio Flaminio - Stadio Olimpico. E si potranno così studiare tanti altri percorsi liberi da auto, moto e motorini.

I tempi di realizzazione? Vogliamo dire dai due ai tre anni? La prefabbricazione delle torri, la fornitura delle cabine della teleferica, degli ascensori, dei cavi e dei sistemi di trazione e controllo, sarebbero affidate a ditte specializzate per esecuzione in stabilimento, quindi senza interferenza con la ‘normale’ vita cittadina. Solamente l’esecuzione delle fondazioni, l’assemblaggio delle torri prefabbricate e la posa dei cavi sarebbero lavori che interferirebbero con la ‘normale’ vita cittadina in aree ben definite e delimitate.

Gli investimenti? Vogliamo dire molto meno di quanto necessario a realizzare corrispondenti linee metro? Vogliamo dire molto meno della metà? Forse meno d’un terzo?

Qualcuno dirà: ma è brutto! Certo che è brutto. Perché è bello il tappeto di auto, moto e motorini e lo smog relativo? Vi sfido a scattare in qualsiasi momento del giorno o della notte la foto d’una qualsivoglia zona monumentale di Roma senza conservare traccia di auto, moto, motorini.
Peggio di così?

Sunday, May 29, 2005

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fpitrelli2002@yahoo.it

thanks

francopit
L’EUROPA?
raccontatela, se ci riuscite!

Il 25 maggio 2005, nel Centro Studi Americani di Roma è stato presentato il libro di Massimo Teodori “Raccontare l’America”.
Presentatori, commentatori, recensori dell’opera: Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Marco Follini, Galli della Loggia.
Grande successo di pubblico. Purtroppo non c’è stato tempo per un confronto con l’uditorio in quanto c’erano in attesa l’aperitivo e, cosa volutamente e fortunatamente passata sotto silenzio, la diretta televisiva da Istanbul della partita Milan-Liverpool.

I commenti, tutti elogiativi nei confronti dell’opera appena pubblicata, sono stati molto garbati ed hanno accuratamente evitato d’introdurre dibattiti troppo politicizzati, anche se, nei loro interventi, i presentatori hanno lasciato chiaramente trasparire le idee ispiratrici delle rispettive posizioni.
In una sola occasione si è avuta l’impressione che una provocazione sia stata buttata lì, con il solo scopo di animare il dibattito. Ciò è avvenuto quando l’Annunziata ha insistito per elencare tra i fattori che spesso spingono all’antiamericanismo, la forte presenza/interferenza cattolica in Europa e, in particolare, le posizioni di chi di detta religione è sommo gestore. Il commento della nostra Maestra di giornalismo era un commento dovuto in quanto l’argomento non veniva toccato nel libro. L’autore ha chiarito però che il fattore della posizione critica del cattolicesimo nei confronti del liberismo capitalistico ispiratore delle dottrine d’oltre Atlantico, lo aveva già considerato in un’opera da lui pubblicata in precedenza; non aveva perciò ritenuto necessario riprendere l’argomento.

Gli aspetti più strettamente collegati alla storia degli Stati Uniti sono stati commentati dal professor Galli della Loggia.
Quando si parla di storia, cerco di tenermene fuori, a meno di provocazioni, in quanto mi ritengo molto poco preparato sull’argomento. In ogni caso, ho imparato qualcosa di nuovo, quanto meno a livello interpretativo. Infatti, secondo Galli della Loggia, la guerra d’indipendenza degli americani è stata in realtà la prima di due guerre civili: questa prima combattuta per spodestare i sostenitori, ben americani, di sua maestà britannica. Detti sostenitori, rifugiatisi poi nei territori canadesi, avevano lì creato una nuova colonia inglese.
Anche se illustrata in modo quasi ‘naturale’ da uno storico di professione – o forse proprio per questa ragione – non mi sento di sposare questa interpretazione del conflitto combattuto dagli americani. Continuo a considerarla una vera guerra d’indipendenza.

Tutti d’accordo i Nostri sul fatto che l’America, con l’entusiasmo e la fierezza d’un Paese relativamente giovane, ha combattuto delle guerre destinate a stabilire un sì o un no, senza compromessi. Questa circostanza è stata messa in relazione con il fatto che, al contrario dell’Europa, le guerre ‘americane’ non risentivano, né risentono, dei famosi ‘inciuci’ tipici dei bottegai europei. La giovane età dell’America giustificherebbe quindi il fatto che gli Stati Uniti rifuggono dai compromessi nel prendere decisioni, anche se epocali. Leggi: reazioni all’11 settembre. Leggi: attacco all’Iraq. Leggi: sconfitta totale in Vietnam. Un’affermazione del presidente Theodore Roosevelt (lapide all’ingresso del Museo di Storia Naturale di New York) che recita all’incirca ‘meglio la giustizia che la pace’, conferma questo atteggiamento ‘americano’.

Ma attribuire la diversità di comportamento bellico di una ‘Giovane America’ a una mancanza d’esperienza storica non è un po’ troppo semplicistico? Non manifesta piuttosto la cecità, per non dire l’ignoranza, dei Nostri nei confronti della storia dell’Europa?
Quando parliamo di storia d’Europa, siamo sempre portati a pensare all’Impero Romano e alle sue conquiste, a Santa Romana Chiesa, al dominio spagnolo, a Napoleone, all’Impero del Regno Unito.
Ma la storia che noi dobbiamo analizzare per fare una comparazione con quella americana non è questa. La storia americana siamo capaci di studiarla, ‘raccontarla’, analizzarla. Ne vediamo le conquiste e le ‘debacles’, ne conosciamo cause ed effetti. Non conosciamo – o facciamo di tutto per ignorarla - la storia d’Europa.

Questa non comincia duemila anni fa, come i Nostri sostengono; comincia solamente negli anni cinquanta del secolo ventesimo!
L’Europa è perciò di quasi duecento anni più giovane degli USA e, volutamente o per ignoranza, non siamo capaci di sfruttare questa giovinezza.

Quando, quel famoso 4 luglio del 1776, Jefferson e Co. scrissero e firmarono “…that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness.” fecero fare all’umanità un passo molto più grande di quello che Armstrong ci fece fare quando sbarcò sulla luna!

Quel 4 luglio l’Europa non l’ha ancora realizzato. Purtroppo non siamo nemmeno capaci di programmarlo con serietà.

Non saremo mai in grado di raccontare l’Europa quando continuiamo a credere e a tentar di far credere di essere noi, gli Europei, quelli con più storia, con più esperienza, con più tradizioni. Lo siamo, o lo siamo stati, solo a livello dei singoli stati e non abbiamo per ora la minima intenzione di contribuire ad un patrimonio comune europeo versando alla cassa queste esperienze e tradizioni. Nel redigere la Costituzione Europea abbiamo discusso a lungo delle radici cristiane dell’Unione pur essendo consapevoli del fatto che queste radici spesso ci dividono piuttosto che unirci.
Il protestantesimo di Stoccolma o di Copenaghen, così come l’ortodossia greca o quella bulgara, non accetteranno mai la dittatura religiosa di Roma. Tra una ventina d’anni, quando l’Islam europeo vanterà pari dignità numerica, l’argomento perderà probabilmente di forza e d’interesse.

E tutto ciò avviene mentre Teodori ci racconta l’America, ci aiuta a capirla, ad apprezzarla, ad amarla.
Ma per lui è stato tutto più facile: dell’America ha studiato ed analizzato la storia unica e vera.

Wednesday, May 18, 2005

La Raccolta Differenziata

Alle ultime elezioni regionali ho votato nella regione in cui risiedo: il Lazio.
A prescindere dai risultati, considerati molto soddisfacenti, insoddisfacenti, catastrofici etc., voglio fare alcune considerazioni relative ai raggruppamenti presentati sui tabelloni posti all’ingresso dei seggi.
Vogliamo dire che i votanti che si presentavano al seggio dovrebbero ancora oggi smaltire l’incazzatura dovuta alla poca considerazione (traduco: presa per i fondelli) da parte degli schieramenti in gara?
Non consideriamo la Mussolini, che ha manifestato in pieno il suo temperamento napoletano con le sceneggiate organizzate a poche ore dal voto. Dimentichiamo la truffa delle firme false. Dimentichiamo anche una lista associata (quadrifoglio, il contrario cioè dell’altra; spiegato mi sono?).
Passiamo direttamente ai raggruppamenti classici: centro-sinistra e centrodestra.
Facciamo l’appello di quelli che sono entrati da poco a far parte dei corsi di recupero voti.
- Pensionati? Presente
- Consumatori? Presente
- Verdi di destra??? Presente
- Trifoglio??? Presente
- Costituente democratica??? Presente

Lo stomaco non mi regge per chiamare due, dico due soli raggruppamenti. Facciamo un appello separato:
- Avanti Lazio Voti 0,1% ??????
- Forza Roma Voti 0,4% ?????
?

che più in basso non si può!
Avrete certo notato che ‘Avanti Lazio’, schierata insieme a ‘Forza Roma’ nell’Ammucchiata di Sinistra, ha ricevuto un numero molto inferiore di consensi. In fondo Di Canio il saluto non l’ha fatto a pugno chiuso!

Siamo, ormai da tempo, entrati nell’epoca dell’ “Italian trash”. Vanno a ruba i DVD dei vecchi film d’Alvaro Vitali, di quelli della maestrina, della professoressa, di coscialunga, di quella …tutta calda; le Lecciso vanno in televisione, Flavia Vento alle elezioni. Era fatale che anche i nomi di Lazio e Roma scendessero in campo.
Certo, diremo noi, ma, visto che Roma e Lazio non stanno brillando particolarmente né dal punto di vista sportivo, né da quello finanziario, non sarebbe stato meglio inventare qualcosa di vincente? Forse il nostro masochismo ne sarebbe uscito frustrato. Probabilmente chi ha votato per Roma e Lazio va anche allo stadio a buttare i fumogeni, a drogarsi con quella dose di tifo – o a torto considerato tale – che permette la sopravvivenza d’un popolo che dal tempo dei vecchi imperatori era stato educato alla sua dose di lenticchie.


Lo volete un suggerimento?
Da tempo – sono almeno dieci anni – viene promossa anche in Italia la raccolta differenziata del ‘trash’, pardon… delle immondizie. Non vi rifugiate dietro la giustificazione promossa dai pigri di corpo e di mente secondo la quale, una volta effettuata la raccolta, tutto viene mescolato insieme perché le attrezzature per il recupero non sono pronte. Questa mentalità è la dimostrazione del famoso “canard de Marseille” (papero di Marsiglia) che si nutriva della sua propria cacca. Per poter mangiare doveva cagare, pardon…defecare. Lavorava quindi a ciclo chiuso. Diamoci da fare: interrompiamo l’anello. Così come vi incoraggio a rispettare strettamente il principio della raccolta differenziata per l’immondizia materiale, applichiamo lo stesso principio all’immondizia morale. Separiamo e ricicliamo quello che è recuperabile e distruggiamo nel modo migliore il vero ‘trash’.

Monday, May 16, 2005

SCETTICISMO


Mi consentano!.. Sono scettico. Lì per lì, non credo a niente di quello che mi vogliono propinare. Studio, analizzo e poi mi pronuncio. Il più delle volte la mia sentenza è: mamma mia, che “storie” del cavolo!
Le “storie” sono di tutti i tipi e di tutti i colori: storie di miracoli, o presunti tali; colloqui più o meno confidenziali con qualche defunto; letture e predizioni del futuro con o senza tarocchi; oroscopi che considero addirittura insultanti, oltre che insulsi; fenomeni paranormali che, normalmente si rivelano essere fenomeni semplicemente paraculeschi.
L’essere umano ha veramente bisogno di questo insieme di “cavolate” per sopravvivere?
Se così fosse sarebbe estremamente triste. E purtroppo lo è in gran parte…o forse in totalità?
Ringraziano con tutto il cuore quelli che traggono vantaggio da questa situazione a spese del pollo che si lascia spennare da maghi, veggenti, medium, guaritori ed altri frescacciari.

Mi consentano!.. Non sono solo scettico; sono anche sospettoso. Una volta posta la questione del “dubbio” o anche della “certezza” sul modo di agire delle schiere di venditori di fregnacce, penso ai vantaggi che ne traggono. Chiari e immediati quelli della parcella; altrettanto chiari quelli dei telefoni a scatto. Non avendo mai partecipato a sedute spiritiche non so se, e nel caso quanto, si paga per avere un medium di buona qualità. Non so neanche se la partecipazione a sedute spiritiche possa portare vantaggi politici ed elettorali. Economici certamente sì per il medium (o più in generale la medium?)
So solo che, se fossi stato un capetto qualificato ed autorizzato di CC, PS o GdF avrei fermato immediatamente e torchiato per ore, giorni, settimane, il gruppetto di “Gradoli”. Non sono certo che avrei potuto salvare la vita di Moro, ma avrei probabilmente potuto accertare la fonte della notizia e il coinvolgimento di chi questa informazione l’ha fornita. Sembra, naturalmente ad anni di distanza, che una persona informata dei fatti, nel senso di persona avente rapporto con BR o mandanti, abbia buttato lì sul piattino semovente la “strana” informazione.
Ma se io mi fossi chiamato Cossiga, avrei inventato nel ’78, cioè con qualche anno d’anticipo, il sistema “mani pulite”, ovvero ‘tutti dentro finché non parlate’.

Mi consentano!..Provo un profondo senso di sconforto. In quel tempo (1977-1978) bazzicavo dalle parti di Mosca, URSS. Mosca era, per definizione, il trampolino di lancio di politici, sindacalisti, giornalisti, editorialisti, mestatori, spie di secondo o terzo livello (quelle di primo non servivano più dato che la temperatura della guerra fredda si stava pian piano rialzando), procacciatori d’affari, banchieri veri, banchieri falsi, venditori di prodotti proibiti ma tollerati (ad esempio: mobili per ufficio senza zampe di leone, maioliche di Sassuolo, macchinette per l’espresso, sci ed attrezzature connesse; libri mai!) e tipi come il sottoscritto che si occupavano della fornitura d’impianti industriali a vari ministeri. (curiosità: il ministero dell’aeronautica si occupava anche delle pentole per la cucina; l’alluminio è in fondo l’alluminio!)
In Ambasciata, alla Camera di Commercio Italo-Sovietica della Uliza Vesnina, negli alberghi per stranieri, a casa di qualche diplomatico, al teatro, si incontravano i personaggi più interessanti, vuoi italiani che corteggiatori politico-commerciali del nostro paese. Una sera, nella grande sala del Cremlino, mi sono trovato seduto accanto a Luciano Lama che si stava godendo in tutta tranquillità un bellissimo spettacolo di balletto. Al suo seguito un paio di persone. In complesso una serata molto piacevole.
Un’altra sera, a casa d’un diplomatico italiano, ho incontrato uno di quei politici che - a quel tempo all’inizio della sua carriera - avrebbe fatto molta strada. Silenzioso, timido, introverso. Così l’ho giudicato. La sua conversazione si limitava al classico borbottio con accento emiliano, spesso indecifrabile, che tuttora lo contraddistingue. Quella sera, oltre al sullodato, a casa del diplomatico c’erano la prima ballerina dell’Opera di Roma, reduce da un concorso al Bolshoi, il Presidente e l’Amministratore Delegato della ditta per cui lavoravo all’epoca, il Direttore Generale d’una banca d’affari azionista della società, un paio d’altre persone di cui non ricordo né nome né qualifica e, ovviamente, i padroni di casa. Dimenticavo: c’era anche la Signora Galina Oborina, mia consulente per l’URSS, classificata tra le spie del KGB nel dossier Mitrokhin. Lo confesso, in tutta verità la signora Oborina era un tipo pericolosissimo. Infatti, ha tentato per ben due volte di farmi leggere la sua tesi di dottorato all’Accademia delle Scienze di Mosca dal titolo “L’economia di San Marino dopo la seconda guerra mondiale” naturalmente in russo. Ha dovuto rassegnarsi davanti all’eroismo italiano: ho rifiutato ambedue le volte.
Durante tutta la serata “il nostro” avrà detto una trentina di parole. I “miei tre”, più la “spia del KGB secondo Mitrokhin”, hanno fatto una figuraccia presentandosi con trenta minuti di ritardo. Hanno dialogato molto poco con “il nostro”, anche se non credo assolutamente che “i miei tre big” ignorassero le funzioni di Prodi nell’allora maggioranza. La “spia” poi avrebbe dovuto conoscerne anche il numero delle scarpe e quello della camicia.
Qualche settimana più tardi: Gradoli, ovvero la famosa seduta spiritica. Quanta bella pubblicità gratuita! Ma chi ha tirato fuori questo individuo dal cappello? Non ricordo mai se fosse lui alunno di Andreatta o viceversa: la prima c’hai detto, credo. Una cosa è certa: poche parole ma molte idee…fisse, dirà qualcuno, chiare aggiungo io. Sistemata la politica economica personale e statale con il commercio dell’ovvio e la vendita a prezzi di realizzo delle industrie IRI, Prodi comincia a lavorare ad un progetto di compromesso “politico”, visto che quello “storico” portava un po’ sfiga. Gli ingredienti: l’idea politica di Moro, ma ridimensionata adottando un rosso lavato e addirittura trattato con la candeggina. Contorni: un certo numero di vegetali, dalla quercia all’ulivo, alla margherita, al girasole. Le falci e i martelli vengono rigorosamente relegati sullo sfondo, così come le compromesse croci Libertas.

Pensierino interruttivo - che simbolo strano la croce!
· Latina o greca è diventata simbolo d’amore e di pace…per tutti, tranne che per gli ex democristiani;
· di Santandrea, oltre al santo che l’ha collaudata, regge strutture e palazzi;
· di Lorena, “vive la France, vive la République”;
· uncinata, qualche guaio l’ha combinato;
· celtica, di guai vorrebbe combinarne tanti, soprattutto negli stadi e nel cervello dei giovani;
· altre croci, che croci più non sono (ad esempio la Z barrata) non si capisce che cosa vogliono; – speriamo bene.
Chiusa l’interruzione.

Ritornando a Prodi, si scopre quindi un programma politico. Non credo sia stato capito dai più, in quanto sembra più il prodotto d’un bussolotto per dadi in cui tutti hanno infilato qualcosa. L’unica cosa chiara è: nell’Europa, zoppicanti, ma ci siamo; ora entriamo nell’Euro. Il costo? Solo un’eurotassa e passa la paura!
E’ vero. Non è andato tutto così liscio, ma finché regge il mondo vegetale la speranza non crolla. Tanto è vero che l’ammucchiata Prodi ci si ripresenta oggi, sempre forte del suo contorno di verdure.

Mi consentano!..Mi lascio trasportare dal cuore. Certo! Ché se aspettiamo gli altri…di trasporti...
Sì, proprio i trasporti! Da dove cominciamo? Ce lo consentirà il Luca nazionale? Gli Agnelli preferivano che non se ne parlasse troppo. Bastava la gomma. Treni? Metro? Navi e traghetti? Sono forse tornati di moda? Ho sentito addirittura un “margherita” che si è lanciato in un’apologia delle “autostrade del mare”. Franceschini! Oh Franceschini! Qui siamo davanti a un chiaro “patent infringement”. Le autostrade del mare le aveva inventate Berlusconi. E’ vero che finora non le ha realizzate, ma il brevetto è suo. Un pensierino vale ben la pena di farlo su questo argomento.
Se io fossi Lunardi, passerei la domenica a distribuire chiodi a tre punte sulle strade. Così la gente comincerebbe a perdere un po’ dell’interesse mostrato negli ultimi sessanta anni per le quattro e le due ruote. Vi rendete conto che in Italia ci sono persone con due auto (o anche più di due), una moto e forse anche un motorino? Il primo che dice dove dovrebbero mettersi tutto quell’armamentario…verrà impiccato al pennone più alto. Così diceva Morgan per combattere il turpiloquio della ciurma.
Ma vi rendete conto che la motorizzazione in Italia ha raggiunto e superato il 60 percento della popolazione? Sia ben chiaro! Nella popolazione vengono calcolati anche i neonati ed i centenari, gli extracomunitari in regola e i clandestini. Vogliamo dire quaranta milioni di auto, camion, motocicli e motorini?
Vi rendete conto del fatto che una grossa percentuale dei TIR non rispetta le velocità massime consentite?
Vi rendete conto del fatto che la totalità dei due ruote non rispetta le regole del traffico? Vi rendete conto del fatto che di questo fenomeno i vigili urbani di tutta Italia se ne strabattono? Che forse essi stessi ignorano che è vietato fare lo slalom tra le auto ferme a un semaforo per guadagnare la prima fila? Che è vietato viaggiare sulle corsie d’emergenza? Che il divieto del cellulare vale anche per loro? Che si dovrebbero sbattere in galera tutti coloro che, coinvolti nella catena di fabbricazione e distribuzione dei motorini, mettono in mano a ragazzini macchinette varie che, una volta eliminati i vari blocchi, fanno gli ottanta all’ora?

Mi consentano!..Sono diventato euroscettico. Ero certo che la gente avrebbe capito, che avrebbe cominciato a considerare l’Europa come casa propria, che avrebbe cercato lavoro a mille o duemila chilometri da casa, che avrebbe cominciato a mangiare persino i krauti. Ero certo che la gente avrebbe voluto mescolarsi con gli altri, scambiare usi e costumi, soprattutto smettere di pensare come il provinciale che arriva nella grande città. Ero certo che dalla firma del Trattato di Roma fino ai giorni nostri qualche cosa aveva cominciato a germogliare; che i nostri figli s’interessassero perfino al hockey su prato abbandonando per qualche ora l’amato pallone; che i politici membri del Parlamento Europeo e della Commissione Europea europeizzassero un tantino mentalità e procedure piuttosto che travasare nelle “direttive” il pensiero e le consuetudini dei membri più forti. Ero certo che l’Europa a venticinque avesse più aspirazioni federative, e soprattutto, che si desse da fare per costituire dei melting pot rimasti, ahimé, sulla carta. In particolare, in Italia si litiga ancora sulla devolution, sui poteri alle regioni, sull’organizzazione locale dimenticando che tutto il nostro Paese vale quanto uno degli Stati degli USA, niente di più. Lo stesso dicasi per gli altri componenti d’Europa.
Andate su Internet e cercate il sito dell’Europa. Tutto è scritto ed è leggibile in almeno 22 lingue (Germania ed Austria parlano la stessa lingua; lo stesso dicasi per Grecia e Cipro – quella non turca -;
e probabilmente, non ricordo con certezza, forse anche cechi e slovacchi). Ai tempi della vituperata URSS, le lingue “sovietiche” erano un’infinità, ma tutte le repubbliche avevano in comune il russo. E questo traguardo l’avevano raggiunto molto rapidamente; forse, tra zar e rivoluzionari, anche ‘forzatamente’.
Ormai a cinquanta anni dal Trattato di Roma, siamo ancora ben lontani da un qualsiasi traguardo. L’URSS aveva fatto a tempo a nascere, bene o male a vivere, cominciare a morire; il tutto in settanta soli anni. Noi stiamo ancora pensando che forse un qualche ministro in comune dovremmo averlo, che un esercito tipo NATO “stona” nel contesto, ma che due eserciti distinti sarebbero veramente un po’ troppi. La Commissione Europea dice peste e corna d’Israele, gli altri Paesi decidano secondo coscienza. Sembra un referendum abrogativo organizzato dai Radicali. La banca Centrale Europea ha praticamente rimpiazzato tutte le banche centrali dei Paesi membri. La Banca d’Italia conserva migliaia di dipendenti che non si sa cosa debbano fare esattamente. Una società italiana voleva metter le mani sulle acque minerali francesi: anatema! Poi i francesi, giustamente più forti, si sono accaparrati grandi marche d’acqua minerale ed analcolici italiani. Non parliamo delle liti sulle banche! Negli USA l’incazzatura banche c’è stata solamente quando c’era Sindona a farle fallire! Da noi: OPA non OPA, veti non veti, cordate naturali e artificiali. Sarà un caso, ma le banche attualmente più scalate, coccolate, opate o opsate sono quelle o loro derivati(certamente una coincidenza, dato che oggi non sono più uguali a se stesse) che nel passato sono state le più chiacchierate (Saddam Hussein, Nerio Nesi, Drogoul da una parte, Calvi, IOR, Marcinkus, Gelli, Sindona etc. dall’altra).
L’atteggiamento della Banca d’Italia riflette una mentalità molto ma molto conservatrice. Questa è la stessa mentalità che si riscontra in molti giovani: “Dateci il lavoro nella nostra città: vogliamo restare da mammà.“
A questo proposito bisogna ricordare che là dove la Costituzione Italiana recita “…repubblica basata sul lavoro” non vuol dire che debbano portarci il lavoro a casa nostra. Significa anche e soprattutto che dobbiamo farci un bel mazzo per costruire e mantenere uno Stato. Figuriamoci l’Europa!
Partite! Conquistate l’Europa con il vostro lavoro così come i nostri antenati hanno conquistato Paesi lontani. La grande differenza è che l’Europa non è terra d’emigrazione: è casa nostra. Ma già non ci credo più.

Thursday, May 12, 2005

COLPA,
non
DOLO!


Sorpresa! Cose nuove per noi! In Italia infatti, quando trattiamo di certi avvenimenti, la colpa è sempre e senza eccezioni collegata al dolo.
Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Stazione di Bologna, Ustica insegnano.
Ma c’è una differenza? Una, piccola piccola sì.
Negli USA si sputtana un certo Mario Lozano, che, ragazzotto cacasotto, almeno una raffica l’ha sparata. Da noi si sputtana mezzo mondo; si mettono alla gogna, o peggio in galera per mesi, quando non per anni, individui colpevoli d’aver detto due parole di troppo, d’aver fatto un saluto fascista da nostalgico di qualcosa che già non sa bene cosa sia stato, d’aver fatto una battuta cretina ad una spia della polizia ancora più cretina, d’aver incontrato persone sbagliate ai posti giusti o persone giuste ai posti sbagliati, di esser capitati in un periodo di governo balordo (quasi sempre).

Piazza Fontana ha battuto tutti i record in tutte le discipline:

· Dolo
· Lentezza
· Imbecillità e/o Vigliaccheria
· Preconcetti
· Incapacità degli inquirenti ? e/o
· Insabbiamenti politici e non ? e/o
· Incompetenza dei magistrati e
· Governanti privi di palle,
ma, e soprattutto
· Segreto di Stato

Ci siamo arrivati: il Segreto di Stato!
Bella istituzione! Usata ed abusata.
Caso A - Siamo vicini a diventare un paese comunista? Bene! L’istruzione dice: introdurre tutti gli omissis possibili in qualsiasi documento affinché il popolo bue possa ricavare l’impressione che siamo diventati i servitori degli americani.
Caso B - Abbiamo un rigurgito a destra? Installare di corsa gli omissis che rendano ben evidente il pericolo comunista, ante-muro, post-muro, dentro le mura.
Persino il Vaticano ha reso pubblici alcuni documenti secretati per secoli. E in Italia? No! Mai e poi mai!
Esistono certamente rapporti confidenziali sulle scappatelle di monarchi, di capi di stato, di politicanti e politicastri, che certamente non venderebbero mai quanto le barzellette su Totti, ma che darebbero con tutta probabilità un’idea di come girano, o giravano, le cose. Un bel caso Profumo lo abbiamo mai messo in piazza? No. Mai tradire, è il nostro motto. Il documento verrà rivelato e alcuni degli omissis verranno tolti solo quando ciò servirà a mantenere la direzione del popolo bue nel senso prefissato da qualche governante. Per esempio, oggi è tutto più o meno noto sugli amori del Benito nazionale. Ascoltando le illustrazioni televisive della sua storia con Claretta, si ricava l’impressione che almeno durante una parte del famoso o famigerato ventennio, le funzioni del nostro capo del governo, in base al principio del ce-l’ho-duro, si svolgessero esclusivamente in posizione orizzontale.

Se però cerchiamo dati relativi a personaggi importanti, siano essi tuttora viventi oppure imperanti fino ai giorni nostri (leggi ad esempio: delitto Mattei; lista completa dei membri della P2 ecclesiastici compresi; leggi sequestro e uccisione di Moro; leggi dossier Mitrokhin completo; leggi attentato al Papa; leggi collegamenti italiani e vaticani con i generali argentini; leggi Ustica e/o Sila; leggi strane morti per affogamento di due fratelli famosi e celebrati; leggi la morte di Giorgiana Masi; leggi la scomparsa d’Emanuela Orlandi etc.etc.), ci si scontra o ci si è scontrati sempre con qualche omissis o, peggio, con i famosi muri di gomma. In ogni caso si è sempre cercato ed ottenuto di insabbiare, mascherare, falsificare fino a ché le generazioni testimoni dei fatti siano completamente scomparse. Le verità (?) verranno fuori lentamente con il tempo e non potranno più far danni perché a due o tre generazioni di distanza alla gente non glie ne fregherà più di tanto. Avranno altre rogne da grattarsi.
Se un giornalista non rimbalza sui muri di gomma secondo collaudata specifica, rischia di brutto: Mauro De Mauro insegna. Il tanto vituperato Mino Pecorelli (secondo me uno dei migliori giornalisti italiani) avrebbe anche lui qualcosa da raccontarci.
Perché negli altri paesi, e in USA in primis, i disastri Carter-Iran, il Watergate, lo scandalo BNL-Atlanta (a proposito: che Nerio Nesi fosse indagato dagli Americani era noto in Italia solo agli addetti ai lavori dell’economia!), persino l’assassinio dei coniugi Rosenberg, vengono fuori? Perché i muri di gomma presentano rapide crepe per poi sgretolarsi completamente.
In Italia no. A parole combattiamo contro l’omertà. Ma l’omertà di chi? Del picciotto? Del drogato? Di chi ha visto e non parla. Giusto, più che giusto, ma l’omertà dello stato? Quella no. Omissis, per favore.

Chi è oggi il depositario dei nostri segreti di stato?
Gli archivi di Stato, del SISMI, del SID, del SISDE o di qualche ministero?
No. Credo che solamente due persone potrebbero aiutarci a capire. Queste due persone si chiamano Andreotti e Cossiga.
Andreotti vale di più perché, oltre a tutti i rapporti intrattenuti con Arabi e dintorni, conosce molti dei segreti vaticani mai resi noti e sepolti più in basso della tomba di San Pietro: IOR,
cedolare secca, Gelli, Sindona, Calvi, guerra delle Malvinas etc.
Cossiga invece sulle BR e sui Neri dovrebbe saperne molto di più di quello che dice. Tipi come Marco Donat Cattin, ad esempio, sono stati molto più importanti di quanto si sia voluto far credere. La manovalanza del caso Moro è poi stata tanto manovalanza oppure qualcosa di più? Quanto c’entrano gli Americani e quanto i trinariciuti comunisti? La strage alla stazione di Bologna è stata veramente nera o di colore dubbio?
Ma la loro, purtroppo, non è classificabile “omertà”.
La loro è, giustamente, fedeltà ad uno Stato che questi principi, un pò dittatoriali, impone.
Mentre egoisticamente auguriamo lunga vita ai due con la speranza che un giorno si decidano a raccontarci qualcosina in più, vorremmo tanto che, nel frattempo, qualcuno ci spiegasse perché, a distanza di tanti anni, ci ritroviamo a dire che la strage di Piazza Fontana è stata quasi un evento naturale paragonabile ad alcuni degli incendi appiccati da piromani in Liguria. Anche in quei casi non troviamo mai il colpevole, colpevole che comunque dovrebbe essere accusato di “tentata strage” e non di qualche reato minore, magari solo amministrativo, che i nostri codici mettono a disposizione di GIP buonisti.

Il futuro?
Una bella commissione d’inchiesta in Parlamento per indagare sulle responsabilità del terremoto di Messina.

Thursday, May 05, 2005

LE MILLE
BBOLLE
BBLU


Siamo forse immersi nel tanto decantato mare di Sharm-el-Sheik?
Siamo forse in qualche isoletta dei Caraibi con le palme che, curvate dal vento, sfiorano con la loro chioma l’acqua cristallina tanto famosa?
No…mi dicono, siamo alle Maldive, Tsunami permettendo.
Ma che Maldive! Solo alle Mauritius troviamo una cosa tanto meravigliosa…indescrivibile!
Già. Perché le Barbados non ti dicono niente? Quel mare splendido! Le bolle che vengono direttamente dalle radici di mangrovie che affondano nell’Oceano!
Sbagliate tutti! Se proprio volete immergervi nel bel mezzo delle mille bolle blu non dovete far altro che andare alle Comores!
Ma è proprio necessario andare così lontano da casa? La Sardegna non vi dice niente?
“Ingenui” penso io“perché muoversi da Roma?”
OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOO
Non vi bastano le Lancia Thesis ministeriali, le Alfa 166 di polizie più o meno conosciute, le verdi di ufficiali e sottufficiali dell’EI che stanno facendo tardi al lavoro, le BMW e le AUDI di deputati, di portaborse, di consiglieri regionali, provinciali, comunali, di direttori di banche e bancherelle, di CP, CFS, Protezione Civile, Sorveglianza Autostradale, persino le FIAT Punto di qualche anonimo usciere o tirapiedi? Sfrecciano al centro della città, sulle tangenziali, sulla corsia d’emergenza del GRA. Tutti s’incazzano, ripeto s’incazzano, al loro passare, primi fra tutti i conducenti d’autoambulanze, i VF, bloccati da qualcuno di questi “dittatori, talvolta abusivi del traffico”.
Ma in fondo siamo un popolo bue. Non reagiamo in nessun modo. Il bancario sogna il giorno in cui anche lui, così come già il suo capo, viaggerà con la sua cipolla blu lampeggiante o meno sulla testa.
Lo stesso pensa l’impiegato di concetto al ministero. Il sergente autista del generale si consola: lui la cipolla blu già ce l’ha.
Lo so: è contro la legge…ma un buon giornalista dovrebbe passare una giornata – dico solo una giornata – a fotografare, a scrivere tutti i numeri di targa bbolleggianti, a verificare con il PRA che abbiano diritto (già discutibile la parola) a farne uso e cominciare almeno con la pubblicazione della lista degli “abusivi”.
Grazie Mina!

Friday, April 29, 2005

SINCERITA’

E’ un giorno di gennaio 2002. La grande cabina della funivia da La Villa a Piz La Villa – quella che porta in cima alla Gran Risa ora sostituita da una più moderna ovovia – si stacca dalla baia di partenza. Siamo in molti a bordo, forse una cinquantina. E’ impossibile ignorare le conversazioni che s’intrecciano tra i passeggeri.
Una signora elegante, in compagnia di due signori prossimi alla cinquantina, ovviamente tutti ben mascherati da sciatori, esattamente come il sottoscritto, butta lì la battuta classica, forse anche un po’ di cattivo gusto: “Speriamo che non succeda come al Cermis!”
I due signori ridacchiano. Uno di loro: “Faccia pure gli scongiuri, ma cose del genere non avvengono con tanta frequenza.”
“Eh…così dice Lei. Ma se un pilota americano perde il controllo…ci butta giù, esattamente come quei poveretti!”
“Signora. Non parli tanto male dei piloti americani. Noi italiani non siamo da meno. Glie lo posso garantire; siamo tutti e due ex piloti dell’aviazione militare.”
Qui interviene l’altro: “Vede signora, non dipende dall’abilità del pilota. E’ più una questione d’incoscienza. Sa…come essere un po’ ubriachi.”
“Bravi! E gli americani lasciano che i loro piloti guidino un aereo in quelle condizioni?”
“No, cara signora. Lei faccia conto d’essere stazionato in una base NATO, pronto a decollare in caso d’allarme. L’allarme arriva. In pochi minuti si arriva in quota e si segue un itinerario prestabilito. La cosa più importante è che nessuno le dice se sta facendo un’esercitazione, una normale attività di pattugliamento, o le hanno ordinato d’alzarsi in volo perché c’è un attacco in atto. Perciò si dovrà concentrare al massimo. Non deve commettere errori perché, in caso di scontro a fuoco, ne va della sua pelle. Lei non sa, perché nessuno glie lo ha detto, se di colpo si troverà in guerra e da che parte arriverà il nemico. Sì, deve aspettare gli ordini mentre è già in volo. Poi fortunatamente…l’ordine di rientro arriva. L’esercitazione, perché d’esercitazione si è trattato, è finita. Pensi alla tensione nervosa accumulata! Pensi a come scaricarla. Nello spazio di secondi siamo passati dalla guerra alla pace. Come reagirebbe un bambino al quale hanno annullato una punizione o un compito pesante? Griderebbe di gioia, salterebbe, farebbe le capriole. Beh…noi diventavamo bambini. Proprio qui…sulle Dolomiti e proprio come gli americani. A noi è sempre andata bene.”La conversazione si spegne lì.

Monday, April 25, 2005

DE PROFUNDIS
for
EUROPE
DE PROFUNDIS
for
EUROPE

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This was my first contribution – idealistic indeed – to the debate on the draft European Constitution.
I got only a few reactions from UK. The Britons felt that the draft constitution was going too far, thus affecting in depth the sovereignity of the nations. Exactly the opposite of what I perceived when reading the draft constitution. They expressed always their concern with respect to the loss of part or the totality of their personality, independence, democracy, sovereignity…

A single gentleman from Lithuania answered my contribution stating that the parallelism with the URSS was not applicable. Probably he was right: in the European Union the situation may be much worse indeed.

I wrote a second contribution where I explained that, having spent most of my life abroad (with respect to Italy), I had had the opportunity to learn to libe behaving as a true European.
Referring to the years I spent in Denmark, in France, in Germany, in Poland, I concluded: “…this is the way to love…to live a country.” I thought this would be a convincing move. No reaction at all.

Let’s have a look at the other Europeans.
French contributions to the debate expressed mostly concern about the concept of (national?) freedom of political opinions within the European Union that did not appear to be sufficiently evidentiated and guaranted in the proposed text.
Spanish contributions generally expressed deep concern about the future of the forests and woods ignored in the constitution (!!??).
Italian contributions, you can imagine, were mostly based on Vatican’s position about the Christian roots of Europe.
I commented the contribution of a Belgian gentleman who expressed concern about the lack of definition of the boundaries of Europe. In reality the boundaries of Europe may extend to the American continent (Greenland being part of Denmark) and to the Urals, if some of the Caucasic republics will join the Union (we are already speaking of Turkey, Ukraina, may be Moldova), the most important boundary being the one with Switzerland.
I feel that the boundaries of Europe are “physically” irrelevant, provided that a true European feeling and a common way of living the democracy will pervade the inhabitants of the Union.

De profundis is the prayer for the defuncts.
Italy and Germany both attach much importance to the “political government”of the regions and provinces. These constitute the most important basic cell (although at a microscopic level) of a European structure. The Bulgarians and the Portugueses will be certainly interested in knowing that the Venices and Lombardia are steered by the Lega and Latium by the Leftists!
Europe’s representatives have often spoken against other European countries (Prodi docet; the declaration against Israel; no early warnings…yes early warnings; we love Russia…but we prefer Ukraina, etc.)
France is probably going to vote the Constitution down.
Norway and Iceland are within Schengen but are not members of the Europe Union.
The Balkans? Silence, please! For the time being Slovenia is enough.
European rules reflect the interests of the countries represented by the most efficient politicians disregarding very often the needs of minor (or less representative) populations.
Economically speaking Europe loves to be clear: the famous ratio of 3% shall be kept! With the following results:
Germany is out of range
France is out of range
The Netherlands are out of range
Italy most probably will be out of range
Greece has submitted phony calculations.

It’s a great score!





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Wednesday, April 06, 2005

MAGHI e MAGHELLI, PREDICATORI ed ESORCISTI
ed altri fornitori di “pacchi”


In Italia il reato di plagio da tempo non esiste più…ovvero, siamo più precisi, il plagio esiste,.. ma non è un reato e pertanto, non è perseguibile né punibile.
L’abolizione del reato di plagio ha colpito, e in qualche caso distrutto, centinaia di migliaia di persone! E parliamo solo dell’Italia…
Ci troviamo in continuazione davanti a reati di plagio commessi senza che sia possibile reagire per tagliarne le radici. Ovviamente, l’unica cosa da fare è “non abboccare”. Ma quanti sono i semplici di spirito che abboccano?
ti faccio i tarocchi. Costo della telefonata X Euro/min
ti do i numeri vincenti al lotto. Costo della telefonata Y Euro/min
ti tolgo il malocchio…anzi non ti metto il malocchio. Altri Euro che girano. Questi tanti.
Il mago XXX riceve da …a
Senti quanto predico bene! Mandami una donazione così salvo l’anima tua e quelle di tutta la tua famiglia!
Guarda come lacrima quella statua…miracolo! (esistono miracoli cattolici, ortodossi, islamici…non ne ho trovati di luterani. Forse una dimenticanza!)
Satana etc.

Ci sono club privati gestiti da associazioni collegate a santoni del tipo Sai Baba dove, oltre a farvi mangiare sconcezze vegetariane di infima qualità, si pratica il lavaggio del cervello. Questo allo scopo di “agevolare” l’efflusso e il convogliamento di capitali verso determinate organizzazioni, che pongono il dio quattrino almeno allo stesso livello di altre divinità.

Signore e signori! I videopoker, al confronto, sono niente!
Qui stiamo parlando di milioni di deboli di spirito che si lasciano turlupinare da una squadra nutrita di venditori di “pacchi”.

Se ragioniamo sull’argomento e consideriamo tutte le religioni, dottrine, e credenze alla pari, troviamo che il primo posto in classifica la chiesa cattolica se lo è guadagnato abbondantemente. Donazioni, eredità, miracoli, finanziamenti. Tutto ha contribuito e contribuisce a creare una tale potenza economica e finanziaria da far impallidire Halliburton e Microsoft.
Oggi la religione cattolica non causa “danni diretti” comparabili a quelli delle sette sataniche. Non dobbiamo però dimenticare che mr.Satana ha raggiunto fama e celebrità anche e sopratutto con il contributo di chi esercita tanta pressione sugli individui per combatterlo.
Sì, è vero: i “danni indiretti e consequenziali” vengono chiaramente esclusi dalla normale contrattualistica, ma non dobbiamo dimenticare che molti dei satanisti doc hanno cominciato a praticare i loro riti più o meno cruenti a valle dei lavaggi di cervello cattolici cui sono stati sottoposti quando erano adolescenti. Questi lavaggi di cervello eseguiti da persone generalmente non qualificate (suore, volontari, maestrine d’asilo), hanno influenzato profondamente la psiche dei bambini più deboli per ragioni di nascita, d’ambiente, di famiglia. Credo che in fondo ci sia un’analogia con alcuni sport che, se imposti troppo presto a bambini non adeguatamente preparati o inadatti da genitori che grandi praticanti non sono mai stati, possono introdurre degenerazioni e pregiudizi fisici.
Non parliamo poi dell’azione degli esorcisti (esistono quelli cattolici, quelli islamici, ortodossi e perfino luterani). A questi dovrebbe essere dedicato uno studio profondo per capire esattamente dov’è il confine tra la loro professione e quella dello stregone.

Garcia Marquez ha scritto un romanzo delizioso sull’esorcista che s’innamora della ragazza posta sotto il suo trattamento. Purtroppo, non tutti i discorsi sugli esorcisti sono altrettanto piacevoli.

Non ricordo in quale occasione il reato di plagio sia stato eliminato dal codice italiano. Ho il vago sospetto che l’eliminazione sia collegata al momento in cui la religione cattolica ha perso il suo status di religione di stato. In questo modo, con la revisione del concordato, si è voluto probabilmente evitare di trovarsi sommersi da denunce e litigi, più o meno fondati, tra singoli individui e rappresentanti della religione ex di stato.

E se introducessimo nel Ministero della Salute un sottosegretariato destinato esclusivamente alla protezione, al recupero ed alla riabilitazione delle vittime del plagio? Qualsiasi ne sia la causa e l’origine, ovviamente. Purtroppo, dato il numero dei pazienti potenziali, l’impresa sarebbe difficilmente finanziabile.

Wednesday, March 30, 2005


PROSSIMAMENTE
più emozionante di "Ritorno al presente"
più violento di "Rambo"
un film che fece epoca negli anni venti
completamente restaurato a cura di
Fausto Bertinotti

La Rifondazione Stalinista

Non avendo trovato traccia dell'abolizione della proprietà privata nella
Costituzione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste sovietiche
adottata dalla settima (speciale) sessione del Soviet Supremo dell'URSS, in nona convocazione,
il 7 Ottobre, 1977
costituzione che all'art.13 così recita


"La proprietà privata dei cittadini ed il diritto ad ereditarla sono protetti dallo stato"

noi
Fausto Bertinotti

certi di venire incontro ai desideri dei centenari che ci seguono e ci appoggiano, abbiamo deciso di cambiare il nome del nostro partito da "Rifondazione Comunista" a

"Rifondazione Stalinista"

Friday, March 25, 2005


IPOCRISIA
L'ipocrisia è uno dei malanni che affligge l'umanità da quando l'uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra. Non mi risulta infatti che gli altri animali siano ipocriti o, qualora lo fossero, lo sarebbero in un modo che per lo meno al sottoscritto, non appare rilevabile.
L'uomo al contrario brilla per la sua ipocrisia. Alcuni esempi?

La concorrenza cinese
Anno di grazia 1997. Sul volo della Cathay Pacific da Roma a Hong Kong sono seduto vicino ad un giovane di 32-33 anni che appare entusiasta del fatto che il suo lavoro lo porti in giro per il mondo viaggiando comodamente in business class. Io neanche mi lamento, se non per il fatto d'avere una trentina d'anni più di lui.
Ci presentiamo e ci raccontiamo in breve lo scopo dei nostri rispettivi viaggi.
Io prenderò la coincidenza della Vietnam Airlines per Hanoi. Ho al mio seguito una valigia con una trentina di chili di documenti tecnici da consegnare al potenziale cliente vietnamita. Lavoro infatti per una società italiana d'ingegneria e costruzioni e sto negoziando la fornitura d'un grande impianto petrolchimico.
Il mio vicino prenderà invece la coincidenza per Shanghai insieme ad una quarantina di scatoloni.
No. Non parliamo d'un campionario nel senso letterale della parola. Parliamo di semilavorati.
I produttori domiciliati in una certa regione italiana (si badi bene:associazione regionale di detti produttori) famosa per la qualità delle calzature ivi prodotte, ha infatti stabilito degli accordi di collaborazione con uno o più laboratori cinesi per continuare a realizzare a costi accessibili le famose scarpe "cucite a mano".
La sequenza delle lavorazioni è chiara:
- design e scelta dei materiali in Italia;
- taglio al computer in Italia;
- trasporto dei semilavorati in Cina;
- assemblaggio, cucitura e finitura in Cina, sotto supervisione italiana;
- trasporto del prodotto finito in Italia, distribuzione e vendita, ovviamente come "made in Italy".
Trovo tutto questo corretto. Non sarebbe il primo caso e certamente assicura il calmieramento dei prezzi di alcuni prodotti d'alta qualità.
Infatti già molto del cashmire italiano è prodotto e lavorato in Cina su design e sotto supervisione italiana. Determinate marche di prodotti di seta italiani, di casuals, di occhiali sono prodotte (non copiate!) in Cina. Per quanto mi consta, negli anni ottanta-novanta gli stessi prodotti erano reperibili sui banchi dei mercatini di Pechino. Non si trattava di imitazioni; si trattava di produzioni debitamente autorizzate dai detentori dei marchi e destinate alla distribuzione sul mercato interno cinese. Io stesso ho comprato recentemente ad Hanoi dei "....", occhiali da sole "made in Italy" originali. Ovviamente a un decimo del prezzo che avrei pagato in Italia.
Quindi niente da obiettare, anche se riconosco che molta paccottiglia d'imitazione e d'infima qualità viene dall'Oriente.
L'ipocrisia allora?
Quella di alcuni dei più importanti produttori italiani di beni "made in Italy" cinesi, e tra questi rappresentanti della regione di cui sopra, che recentemente sproloquiavano in TV contro:
- la qualità discutibile dei materiali impiegati dai cinesi (quasi sempre i loro!);
- l'imitazione del design italiano (!!!);
- il costo bassissimo della mano d'opera all'origine del dumping (i loro prodotti nei negozi italiani sono tutt'altro che oggetto di dumping!);
- l'impreparazione dei governi dell'EU (che hanno avuto solamente un pò più di cinque anni dall'annuncio dell'ingresso della Cina nel trattato del commercio mondiale, faccio notare) a fronteggiare il fenomeno;
- l'insufficienza dei controlli alle frontiere.

La Privacy
Si vergognino, si dimettano, commettano suicidio di massa i soloni della privacy, i famosi garanti, a qualunque paese essi appartengano, colpevoli di non aver oscurato d'autorità tutte le televisioni di questo mondo che hanno trasmesso:
- con falsa pietà;
- con falsa commiserazione;
- con il compiacimento del falso buon samaritano;
le immagini della morte per fame e per sete d'una signora ricoverata in un ospedale della Florida. Questo a prescindere dalla legalità, non in discussione, della procedura adottata.
Vergogna! Mi auguro che non rompiate più, dico mai più, con la mancanza della privacy conseguente all'adozione da parte dell'umanità intera di moderni strumenti di comunicazione e di controllo che possono anche proteggerci dalla criminalità diffusa.

Le leggi e la loro interpretazione
Ogni riferimento all'Italia è puramente voluto. Ma anche altri Paesi (leggi ad esempio Francia) non scherzano.

"Lollo & Co. sono stati degli sbadati. E' vero. Forse, chissà...hanno versato del liquido infiammabile, ma non c'era volontà di uccidere nel momento in cui gli hanno dato fuoco. Anzi!"
Un pò di vergogna non ce l'abbiamo tutti... per non aver dato fuoco al tribunale?

"Sono uno scrittore di gialli. Non mi sento un assassino!"
"Abbiamo capito. Perciò è meglio che scappi subito, altrimenti poi dobbiamo riarrestarti."
Vive la France. Vive La République. Questo lo diceva De Gaulle in ogni occasione. Avranno il coraggio di dirlo quei giudici d'Oltralpe che hanno favorito la fuga d'un pluriassassino?

"Non sono terroristi. Sono dei resistenti."
Viva la resistenza. Lo dovrebbe dire Giorgio Bocca. C'è però chi usa a proposito e a sproposito questa espressione.

"...quei mercenari."
L'esercito di mercenari comprende in Italia i tre milioni e mezzo di dipendenti del pubblico impiego, gli oltre quindici milioni di dipendenti di imprese private. Restano fuori solo i cinque milioni di detentori di partita IVA, Berlusconi, Tronchetti Provera, Della Valle e Benetton.

Friday, March 18, 2005

PIEMONTE
vs
LOMBARDIA

tragicommedia in più atti


Personaggi ed interpreti (gli interpreti coincidono con i personaggi)
I PIEMONTESI
G.e U. Agnelli
O.L.Scalfaro
P.Fassino
A.Occhetto
N.Bobbio
G.Bocca
C.De Benedetti
attenzione! la lista dei piemontesi non finisce qui in quanto ci sono anche gli assimilati, come Bertinotti, Violante etc.
I LOMBARDI
S.Berlusconi
U.Bossi
G.Tremonti
OUTSIDERS
R.Prodi
M.D'Alema
F.Rutelli
C.Romiti
A.Di Pietro

Sommario dell'opera.
Si assiste ad una guerra non dichiarata tra la vecchia "nobiltà" piemontese e i "parvenus" lombardi. E' vero: la guerra era già stata combattuta contro il primo dei parvenus non piemontese: Raul Gardini. Non credo sia sfuggita all'attenzione degli spettatori la freddezza del Gianni nazionale alla presentazione della superbarca "il Moro di Venezia".
Specialmente gli Agnelli, che si sono sempre atteggiati a fondatori e salvatori della patria, hanno condotto e conducono una lotta senza quartiere a quel signore ricco d'idee, d'inventiva, di sedere e d'amicizie che si chiama Berlusconi. Gran torto di Berlusconi è stato quello di lanciarsi verso il controllo dei media con largo anticipo rispetto agli altri, che non ne avevano in quel tempo afferrato l'importanza. Per gli Agnelli i media erano "La stampa" e "Il Corriere della Sera". La televisione era ancora un oggetto misterioso tutto da scoprire. De Benedetti ha allargato il concetto dei media all'editoria cartacea in generale. I re dei tabloids (Rizzoli etc.) si sono trovati un pò spiazzati ed hanno perciò visto declinare l'ammucchiata di prìncipi, principesse, cosce e tette che costituiva, insieme ai fotoromanzi, il nucleo dell'informazione italiana.
E chi troviamo, non ultimo, nell'arena? Famiglia Cristiana. Approfittando delle lotte, dichiarate o meno, tra i diversi gruppi editoriali, si scava la sua nicchia importantissima e, con grande skill editoriale (che scatenerà anche le ire e le reprimende del Vaticano), conquista lettori a sinistra e a destra.
La lotta si scatena. Gli editori ed I direttori responsabili dei quotidiani più gettonati cambiano spesso.Nella mischia è entrato anche un outsider romano, C.Romiti, forte della liquidazione Fiat che gli ha permesso d'entrare nel mondo dell'imprenditoria. Si continua a non parlar male degli Agnelli anche se questi hanno ricevuto, secondo un Otto e mezzo della 7, un milione di miliardi di vecchie lire come aiuti a vario titolo. Naturalmente pagati da noi contribuenti.
Qualcuno comincia a chiedersi se, per caso, più che di agnelli non convenga parlare di lupi, anche perché i sullodati i soldi ricevuti spesso vanno ad investirli in altri paesi lasciando la Fiat in braghe di tela.


Atto 1°
Siamo in Italia 1994.
Entra Berlusconi.
"Lor signori mi consentano. Mi avete tutti rotto i maroni! 1) Fondo un partito. Anzi no. Una tifoseria. Si chiamerà 'forza Milan' Anzi no. Visto che aspiro, la chiamerò 'forza Italia'.
1) da non confondere con l'omonimo ministro: una delle poche persone serie della seconda repubblica.
Il coro.
Pernacchie.
Il popolo
Ma in fondo è uno nuovo. Votiamolo. Vuoi vedere che cambia qualcosa?
Sì. Cambia la segreteria della camera. Mio figlio chiede: ma papà, la Pivetti non presenta un programma in TV?
Sì. Abbiamo un ministro di peso: Giuliano Ferrara. Ma papà, non era Fellini quello di 8 e mezzo?
No. Gli Agnelli continuano a fare i cavoli loro. L'IFIL compra azioni all'estero. E io pago.
Con Berlusconi Oscar Luigi non ci sta. Lo racconta anche a Clinton, in diretta. Lui non ci capisce una beata fava. Sorride comprensivo. Forse teme che l'Oscar Luigi possa diventare aggressivo e pericoloso.
Berlusconi
"Guarda che ti faccio:
chiedo a Tremonti di farti una belle legge Tremonti.
Poi ti combino un bel meeting a Napoli."
Di Pietro
"E guarda che ti combino io? Ti sputtano davanti a tutti. Beccati questo avviso di garanzia!"
Il coro lombardo, Bossi in testa
(musica della Cavalleria Rusticana- voi lo sapete o mamma...)
"Sai che ti dico o Silvio? Anche se sei lombardo. Io, faccio il ribaltone...tu perdi la poltrona."
Umberto (fra sé e sé): Nel frattempo mi faccio un quartino di Po del Monviso.
Oscar Luigi
(musica del Rigoletto)
"Sì vendetta, tremenda vendetta, i lombardi si stanno scannando."
Prodi, Veltroni ed altri biechi scherani
(musica della Vecchia Fattoria):
"alle prossime elezioni...ti faremo il cul.
Vinceremo tanti seggi, voterem così:
Una quercia, occh. la quercia...occh. la quercia...
Un ulivo, pro. l'ulivo...pro. l'ulivo...
alle prossime elezioni...ti faremo il cul"
il Pubblico
Non abbiamo capito niente. Però la musica, specialmente quella dell'ultimo brano, è veramente forte.


Atto 2°
Anno 1996
Coro a bocca chiusa (Berlusconi, Tremonti, Bossi, i lombardi)
Ahi, ahi, ahi. Uh, uh, uh.
Prodi
(musica di Vasco Rossi)
"Voglio una vita spericolata...perciò la lira non mi piace più.
Entrar nell'Euro è una cazzata, ma l'eurotassa ci aiuterà."
Il popolo
(musica del Nabucco)
"Va' Romano, va' dove speriamo...
Non ci rompere più las pelotas
Ché le tasche digià sono vuotas
E nessuno salvarci potrà...
salvarci potrà.
(in dissolvenza)
salvarci potrà...salvarci potrà...
I lombardi
(musica popolare romana-ladrona)
"Lasciatece passà, semo i lumbard..."
I piemontesi
(musica Fratelli d'Italia)
"Berlusca, del cavolo, l'Italia s'è desta,
Mandarti affan...soltanto ci resta.
Abbiamo alleati fedeli e veraci
Perciò ci stimiamo cazzuti e capaci.
Sì!"
I lombardi
(la Madonnina)
"Caro il mio Romano Prodi,
puoi fidarti? chi lo sa?
Se ti trombano che fai?
In agguato, già ci sta,
quel baffetto un pò sornione,
che in passato a Molotov
il suo cuore già donava
per il Che ed Andropov.
Prodi
(musica di Renato Zero)
"Il triangolo no...non l'avevo considerato...Bertinotti and Co. mi hanno proprio incasinato..."
D'Alema
(in puro meneghino)
"Dimettiti! Ghe pens mi..."
Così, melanconicamente, tra un Kosovo un D'Alema, un Rutelli e un Ciampi presidente, si chiude il sipario.
il Pubblico
(mormora e protesta)
"Ridatece l'Eurotassa..."


Atto 3°
Siamo nel 2001. Emilio Fede, lombardo d'adozione, annuncia trionfante le proiezioni delle elezioni politiche. Non s'inginocchia. Probabilmente solo perché non saprebbe proprio come rimettersi in piedi.
Il Piemonte è in lutto. Oscar Luigi non parla neanche più; prega solo. Fassino tenta di far capire agli italiani che sono una massa di cretini. D'Alema ha fatto in tempo ad imboscarsi e riesce quasi a salvare la faccia.Gli Agnelli cominciano a defilarsi.
I soli piemontesi parlanti, oltre al povero Passino cui sono affidate le figure di merda, sono Bobbio e Bocca. Naturalmente condannano tutto di tutto. Il conflitto d'interessi (che io identifico con passivi 12% e attivi 0.02%) fa epoca. I banchieri si mangiano l'un l'altro. Se depositi oggi 2 milioni, pardon...1000 Euro nella banca X, domani non sai neanche in che banca devi cercarli. Ma tanto qualcuno quei soldi se li è già fregati. Quindi perché cercare il nome della nuova banca?
Nel 2001 accade di tutto, di più. Purtroppo sopratutto di più.
I piemontesi
Colpa di Berlusconi!
Il sottoscritto
Ma io ho l'ernia.
I piemontesi
Sempre e comunque colpa di Berlusconi.
Il coro
Vorremmo dire qualcosa sugli Agnelli, ma non osiamo.
I piemontesi
Non vi azzardate!.. Sono i salvatori della patria.
I lombardi
E allora vi spariamo una Tremonti bis.
I piemontesi
Anatema! Anatema!
Berlusconi
"Faccio un patto!"
Il coro
Patto che te ne vai?
Bocca
"Può essere solo un patto d'acciaio. Noi, della resistenza..."
Oscar Luigi
Io comunque non ci sto.
I lombardi
Ma te. Chi ti cerca?
Berlusconi
"Faccio il 'patto con gli italiani'!"
Il coro
Patto che te ne vai?
Berlusconi
"No, il patto del buon governo. Bonaiuti! Passami il programma. Grazie. Dunque: primo, vi levo le mutande, oh pardon, le tasse. Secondo: ci facciamo tante grandi opere. Di bene? No. Il tsunami non è ancora arrivato. Facciamo strade, ponti, tanti ponti, tanti tanti. Poi daremo la pensione minima, cioè daremo la minima pensione. Poi faremo la devolution. Cerco di capire di che si tratta, ma la faremo. Tutto alla faccia di chi ci vuole male."
Il coro
(inno alla gioia di Beethoven - inno dell'Europa)
"Da quando pago in Euro, mi sento un pò più povero.
Mi mangio le risorse, perché sto molto in forse.
Dammene tanti
tanti e poi tanti
perché non so se basteran!
Dammi tanti Euri ed io ti voterò."
Prodi
(da Bruxelles)
"Colpa di Berlusconi! Diglielo tu, Fassino. Diglielo tu, Rutelli."
Gli allegri girotondini
...cade il mondo, cade la terra e tutti nella merda!...
Colpa di Berlusconi.
Interruzione del 3° atto
Il direttore del teatro
"L'opera subisce qualche variazione per le seguenti ragioni:
-un G8
-tanti no-global piuttosto rompi
-le torri gemelle
-il terremoto in Molise
-la guerra in Afganistan
-la guerra in Iraq
-Nassiriya
-gli attentati islamici (Mosca, Marocco, Spagna, Ossetia)
-la Palestina ed Israele
-le nuove brigate rosse
-gli anarcoinsurrezionalisti
-gli scissionisti di camorra a Napoli
-l'assalto dei clandestini a Lampedusa
-il trapianto di capelli con bandana
-i residui radioattivi
-i termovalorizzatori
-unabomber
-Bruxelles e Buttiglione
-Prodi denigratore
-tsunami
-Alitalia, Fiat, Parmalat, Cirio, i tangobond
il che significa che il Presidente, oltre che lavoratore, è anche sfigato."
I piemontesi
Ma se è colpa dei Lumbard!
Berlusconi
"Qui si fa la differenza! Vi mostrerò cosa si fa quando si hanno le palle, pardon...il pallone. Nel 2004 Il Milan ha vinto lo scudetto. Quindi non rompete. Nel 2005 lo rivincerà, nonostante quella crapa non trapiantata di Galliani e completamente alla faccia di Moggi e dei suoi arbitri. Questo è il primo segno che l'Italia sta bene. Quindi PIL a PIL ci avvicineremo a Galliani, questo è vero, ma non scenderemo mai a patti con il nido di merlo di Prodi! Risorgeremo! E risorgeremo come primi della classe in Europa, anche se siamo per ora solo all'asilo.
Il patto è mantenuto. Con il prossimo anno farò ancora di più. Il Milan vincerà le olimpiadi invernali a casa di quei pirla di piemontesi. Vincerà in tutte le discipline, compreso il tiro al Fassino. Speriamo che nel frattempo mantenga la sua splendida forma. Altrimenti dovremo sparargli di profilo. Accetteremo anche la benedizione di Oscar Luigi a meno che nel frattempo non venga elevato agli onori degli altari.
A nome dei miei cari amici George W. e Tony vi auguro un felice ritiro dall'Iraq. Non ci rimane che ririraci dall'Afganistan, dal Kosovo, dall'Angola, da...ma che cavolo, Bonaiuti portami un atlante!"
il Pubblico
"Bravo! Dimettiti! Morte a Fassino! Viva la democrazia! Ridatece baffone! Terrone ?! Ruini for president!"
dissolvenza.

Sunday, February 27, 2005

Esorcisti

Le statistiche indicano che in Italia gli esorcisti debbono esaudire circa cinquecentomila "chiamate"/anno.
Per venire incontro a questa forte domanda di prestazioni il Vaticano ha organizzato corsi per esorcisti. Detti corsi vengono seguiti in maggioranza da sacerdoti.
Tutti muniti d'una laurea in medicina?
Non credo.
Uno psichiatra però la laurea deve conseguirla, altrimenti non viene abilitato all'esercizio della sua professione.
Ne va di mezzo la psiche del paziente, che non è cosa da poco!
Perché un esorcista, se non laureato in medicina, non dovrebbe essere denunciato per esercizio abusivo della professione medica?
Anche lui va ad agire, direttamente o indirettamente, sulla psiche del paziente. Satana, in fondo, è lì che si abbarbica...Dov'è il confine tra esorcismo e trattamento psichiatrico?
La questione è molto delicata. Infatti, non essendo più la religione cattolica "la religione di stato", anche altri piccoli imprenditori (quali maghi e stregoni), potrebbero sentirsi autorizzati a mettersi "legalmente" in concorrenza con esorcisti e psichiatri!
E poi ci lamentiamo delle sette sataniche?
Chiedo chiarimenti.