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Logging ideas and thoughts

Monday, October 26, 2015


Pegida: "dalla birreria di Monaco alle strade di Dresda?"

© DPATeilnehmer der Pegida-Proteste am 19. Oktober vor der Dresdner Semperoper.Partecipanti alla protesta Pegida del 19 Ottobre davanti alla Semperoper di Dresda
Bundesjustizminister Heiko Maas hat Pegida-Demonstranten vorgeworfen, für ausländerfeindliche Straftaten mitverantwortlich zu sein. In einem Interview mit „Bild“, das die Zeitung in ihrer Montagsausgabe veröffentlicht hat, sagte der SPD-Politiker: „Wer da mitmacht, trägt auch moralische Verantwortung für die Taten, die auf diese radikale Hetze folgen.“
Il ministro federale della Giustizia Heiko Maas ha accusato i manifestanti Pegida di essere corresponsabili nei reati xenofobi. In una intervista con "Bild" che il giornale ha riportato nella sua edizione di lunedì, il politico dell'SPD ha detto: 
"Chi partecipa in quelle manifestazioni porta anche la responsabilità morale per gli atti che conseguono a questa agitazione radicale".

Ma chi è PEGIDA?
Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes), abbreviato PEGIDA 
è un'organizzazione politica tedesca anti-Islam fondata a Dresda nell'Ottobre 2014.
Mediante dimostrazioni di piazza settimanali, ormai da un anno, i membri dell'organizzazione (sempre più numerosi e organizzati) chiedono norme più restrittive sull'immigrazione, in particolare nei confronti dei Mussulmani ritenuti responsabili di un'azione "islamizzatrice" in Europa; particolarmente in Germania. Chiedono che la Germania applichi per l'immigrazione regole simili a quelle che si sono dati Australia e Canada.
Il movimento si sta diffondendo in diverse città della Germania e in altri Paesi.

commento mio personale: 
anche se condivido in totalità i timori manifestati da PEGIDA,  non posso dimenticare che
in una birreria di Monaco di Baviera nel 1920 tale Adolfo...






Thursday, October 22, 2015

HackerangriffWikileaks veröffentlicht E-Mails von CIA-Chef

Die Enthüllungsplattform hat Dokumente aus dem privaten Mail-Konto von CIA-Chef Brennan veröffentlicht. Darunter befinden sich E-Mails und ein von Brennan ausgefüllter Fragebogen für Geheimdienstträger. Zuvor hatte ein Schüler das Mail-Konto gehackt. Mehr  2


Hackers all' Attacco

Wikileaks ha pubblicato le email del  Capo della CIA

  La piattaforma di "rivelazione" ha pubblicato documenti dall'account di posta elettronica privata del direttore della CIA Brennan. Tra questi ci sono e-mail e un questionario compilato da Brennan per il supporto di intelligence. 
  Già in precedenza uno studente aveva violato l'account di posta elettronica.

Intelligence: sono gli studenti che presumibilmente hanno violato l'account di posta elettronica del capo della CIA

  (ogni commento è superfluo)
Pappagallopoli

Afghanistan, Obama si rimangia le promesse: "5.500 soldati Usa resteranno dopo il 2016"


Afghanistan, Renzi: 


"Valutiamo permanenza di un altro anno, stiamo decidendo in queste ore"


CASAMONIQUE

Leggo sul Frankfurter Allgemeine di martedì:

Dutzende Menschen haben nach einem Streit mit der Justiz in einem Ort in Frankreich randaliert. Sie hätten Paletten und Autos im Ort Moirans bei Grenoble in Brand gesteckt und eine Durchgangsstraße blockiert, sagte Präfekt Jean-Paul Bonnetain am Dienstagabend. Die etwa 50 Beteiligten verlangten nach Angaben der Präfektur des Départements Isère, dass zwei Inhaftierte an der Beerdigung eines Verwandten teilnehmen können.
Ebenfalls am Nachmittag meuterten zudem Insassen des Gefängnisses im knapp 90 Kilometer entfernten Aiton, wo der Bruder des Toten einsitzt. Wie der Sender France Bleu berichtete, legten sie auch dort Feuer und zerstörten Schlösser ihrer Zellen.

„Eine Guerilla-Szene“

Premierminister Manuel Valls kritisierte sprach von untragbaren Gewalttaten in Moirans und kündigte entschiedenes Durchgreifen an. „Das ist eine Guerilla-Szene“, beschrieb ein Anwohner die Ereignisse. Die Behörden schickten 120 Polizisten und Gendarmen sowie 100 Feuerwehrleute in den 7800-Einwohner-Ort im Südosten des Landes. Am Abend hatte sich die Situation beruhigt, es gab keine Verletzten. Auch die Meuterei war unter Kontrolle.
Die Gewalt in Moirans ging den Behörden zufolge von einer Gruppe aus, die zu den sogenannten Fahrenden („Gens du voyage“) gehört. Unter diesen Begriff fallen im französischen Recht Menschen, die dauerhaft in Wohnwagen leben. Nach Angaben der Stadtverwaltung hatten Vertreter der Gruppe mit einem Richter über den Besuch der Beerdigung verhandelt. „Die Justiz scheint ihre Bitte abgewiesen zu haben“, heißt es in einer Mitteilung, aus der die Regionalzeitung „Le Dauphiné Libéré“ zitierte. Zumindest zum Teil stammten die angezündeten Fahrzeuge von einem Schrottplatz.
Decine di persone hanno provocato tumulti dopo una lite con la magistratura in una località della Francia. A Moirans, vicino a Grenoble, avrebbero messo a fuoco pallet e auto e avrebbero bloccato una strada,  così ha detto martedì sera il prefetto Jean-Paul Bonnetain
I circa 50 partecipanti hanno chiesto, secondo la prefettura del dipartimento dell'Isère, che due detenuti possano partecipare al funerale di un parente. 
Nel pomeriggio si sono anche ammutinati i detenuti del carcere Aiton a quasi 90 chilometri di distanza, dove è detenuto il fratello del morto. Come la stazione France Bleu ha riferito, hanno appiccato lì il fuoco e distrutto le costruzioni delle loro celle.
"Una scena di guerriglia"
Il primo ministro Manuel Valls ha criticato la portata della violenza intollerabile in Moirans e ha annunciato un giro di vite decisivo. 
"Questa è una  scena di guerriglia", così un residente locale ha descritto gli eventi. Le autorità di polizia hanno inviato 120 gendarmi e 100 vigili del fuoco nella città di 7800 abitanti nel sud-est del paese. In serata la situazione si era calmata, non ci sono state vittime. L'ammutinamento era sotto controllo.
Secondo le autorità, la violenza in Moirans proveniva da un gruppo che è classificato tra i cosiddetti "viaggiatori" ("Gens du voyage"). Questo termine si applica, secondo la legge francese, a quelle persone che vivono stabilmente in roulotte.
Secondo il rappresentante dell'amministrazione comunale, rappresentanti del gruppo avevano negoziato con un giudice di partecipare al funerale. "Sembra che la magistratura  abbia  rifiutato la loro richiesta", si legge in un comunicato stampa del quotidiano regionale "Le Dauphiné Libéré" citato. 
Almeno in parte  i veicoli incendiati provenivano da un deposito di rottami.

Friday, October 16, 2015

Come si comporterà lo stato italiano quando dovrà affrontare in concreto i problemi relativi alla transizione da auto con motore a combustione a auto elettriche?
Porterà lo stato italiano un contributo importante all'azione di "promozione" o di "sabotaggio" della trazione elettrica per auto?

Per lo stato il problema principale sarà sempre lo stesso:
"Come ottenere le stesse accise dal trasporto elettrico se il "combustibile" utilizzato è quello che viene fornito alle normali utenze domestiche? Come far pagare alle auto elettriche le stesse tasse per km che vengono attualmente applicate alle auto con motori che consumano idrocarburi?"
Certo che se io ho un garage o una casa in campagna  posso effettuare la mia ricarica collegando la "presa" per la ricarica al normale sistema elettrico del fabbricato e questo è certamente soggetto a una forma di tassazione, ma è questa tassazione comparabile con le accise sui carburanti?
Facciamo due calcoli.
Un litro di nafta fornisce circa 10 kwh di energia e costa, accise incluse, ca. 1,30 €.
Una utenza domestica paga ca. 0,20 €/kwh (fascia bassa)
Quindi, basati sul semplice costo del "carburante" dovremmo scegliere la nafta.
Con un litro di nafta, corrispondente a 10 kwh, faccio 20-25 km teorici  che quindi mi costano ca. 1,25-1,30 € di carburante ovvero ca. 0,045-0,050 €/km.
Per fare gli stessi 25 km teorici con un motore elettrico, a parità di rendimento spenderei 2 €, ma essendo il rendimento più alto (quasi il doppio di quello del motore a combustione)  la spesa sarebbe circa 1,20 a 1,25  € ovvero molto simile a quella dell'auto a nafta.
Il problema è: per mantenere inalterato il gettito  chiamato "accise" quante tasse vorrà caricare lo stato nel caso dell'elettricità per trazione oltre a quelle già incluse nel costo dell'elettricità in bolletta domestica? 

Vediamo qual'è la situazione in un Paese, la Danimarca,dove l'auto elettrica ha già raggiunto un buon grado di popolarità e dove, per ragioni di protezione dell'ambiente, il problema è stato affrontato in modo completamente opposto.
Mi sembra di capire che il delta accise, che lo Stato non ricava dall'elettrico, verrà caricato come ulteriore tassa sulle auto convenzionali.
Qui lo scopo è doppio: favorire l'uso delle auto elettriche e accelerare la scomparsa delle auto a carburante. 
Ovviamente i proprietari di queste ultime sono tutt'altro che contenti.

Partier i opgør om elbiler: Højere bilafgifter er på vej

Ifølge LA og K foreslår regeringen at hæve afgifter for almindelige bilejere. Skatteminister vil ikke bekræfte.... eller afvise.

ovvero:
I partiti in rivolta per le auto elettriche: si prevede un aumento delle tasse.
Secondo  LA e K (due partiti nel parlamento danese) il governo propone di aumentare le imposte per i normali proprietari d'auto. 
Il ministro delle imposte non vuole  confermare...né smentire.


Thursday, October 15, 2015







E così Boko Haram si trova già vicino-vicino!...




300 SOLDATS TCHADIENS TUÉS À BOSSO


L'opposition tchadienne des Etats Unis dénonce les petits calculs de Idriss DEBY dans la guerre contre Boko Haram.
Pas si vite. L’avertissement du groupe des opposants tchadiens vivant aux USA vaut pour ceux qui célèbrent les prouesses de l’armée tchadienne sur le front contre Boko Haram. A en croire Abdallah Chidi Djorkodey, porte-parole de ce groupe, l’armée tchadienne ne dit pas la vérité sur des lourdes pertes qu’elle a essuyées face à Boko Haram la semaine dernière. « Au moins trois cents soldats tchadiens ont été tués par Boko Haram, mais à Ndjamena on fait croire à un chiffre insignifiant », indique Chidi Djorkodey qui dit tenir des informations « des cousins au front ».
Boko Haram finira par perdre gravement cette bataille, mais le Tchad compte aussi de nombreux morts, dont une campagne médiatique savamment montée depuis Ndjamena n’en fait pas cas. « Le Cameroun et le Nigeria doivent se méfier de cette campagne médiatique du Tchad », averti Chidi Djorkodey qui ajoute: « Il ne faut pas faire confiance à Idriss Deby avec ses visées hégémoniques, et souvenez-vous de ce qu’il fit en RCA ». L’une des propagandes distillées par Ndjamena veut faire croire que le Tchad a décidé de se jeter sur le cou de Boko Haram par idéal panafricaniste.

Obama Orders 300 Troops to Cameroon to Support Fight Against Boko Haram
In a letter to Congress, Mr. Obama said the troops would provide “intelligence, surveillance and reconnaissance” in the region but would not engage in combat.



Sunday, October 11, 2015

La Svezia: splendore, timori e fobie


Ho messo piede in Svezia per la prima volta nell'estate del 1955: Stoccolma, quindi Goteborg.
In quell'occasione sono stato anche molto fortunato con il tempo: sole durante il giorno lunghissimo mentre nella breve notte il cielo brillava per luce diffusa a sua volta condita da un'insalata di stelle. 
Inutile aggiungere che, poco più che ventenne, ero molto sensibile al fascino delle splendide bionde che contribuivano ad aumentare l'attrazione esercitata da una città come Stoccolma, sorprendente sia per la sua bellezza che per la perfezione organizzativa che vi si viveva. 
Un solo aspetto risultava un po' ostico: lo svenska trafik, a sinistra come in Inghilterra. Beh, no! Non solo quello. Aggiungiamoci un vero e proprio proibizionismo relativamente alla vendita di bevande alcooliche.
Son tornato a Stoccolma l'anno successivo in qualità di "diskare" ovvero "uomo-piatto" che, tradotto in buon italiano, significa "lavapiatti ". Infatti in Svezia noi giovani studenti potevamo lavorare per quindici-trenta giorni con un  permesso di lavoro temporaneo e senza avere la residenza nel Paese. Questo ci permetteva di pagarci fino a un mese di ferie, ovviamente raccogliendo le stoviglie dai tavolini d'un qualche self service e vivendo in abitazioni per studenti libere durante l'estate. In alternativa potevamo scaricare cassette di cola e aranciate: pagava meglio ma si sgobbava sul serio.
In fondo, cosa era la Svezia? Un piccolo grande paradiso in terra? 
No. Erano anche i tempi della guerra fredda. Un partito comunista esisteva anche in Svezia, è vero, ma in parlamento era al disotto del cinque per cento.
E una volta entrati in un giro d'amicizie locali si aveva l'opportunità di conoscere meglio gli aspetti, non dico nascosti, ma non direttamente esposti, della popolazione apparentemente felice e soddisfatta per la lunga e convincente stagione di pace e l'alto livello di vita.
Incubo numero uno per il cittadino svedese: il pericolo di guerra.
Ogni cittadino era fornito d'un libretto in cui si riassumevano obblighi e diritti in caso di guerra. Qualora il Paese venisse attaccato, la popolazione di Stoccolma (e immagino anche delle altre città principali) si divideva automaticamente in due categorie: a- quella coinvolta  direttamente nella difesa; b- quella della popolazione da proteggere. 
Mi si diceva che la città di Stoccolma era riprodotta nella roccia sottostante per una popolazione di circa 300,000 persone: mamme, bambini, vecchietti, medici e infermieri per le loro cure. Mi si diceva pure che tutte le strutture di sostegno e d'assistenza erano già in funzione, in parallelo con quelle di superficie.
E tutto questo, agli occhi d'un ragazzo italiano che aveva vissuto una guerra disastrosa nel suo Paese, appariva come una forma di miracolo organizzativo oltre che di democrazia applicata alla lettera.
Confesso dì esser tornato in Svezia almeno un'altra decina di volte. 
Ho assistito all'abolizione del proibizionismo (ma un controllo continua ad esistere con i "systembolaget" statali).
Ho assistito alla dispendiosa svolta dello svenska trafik da sinistra a destra.
Con mia sorpresa, durante una gita a Saltsioebaden, pacificamente in canoa, mi sono visto sbarcare sull'isola una ventina di "marines" ben armati mentre tre aerei "Draken" venivano misteriosamente sputati fuori dalla montagna che ci sormontava, decollati da piste in caverna che, immagino, fossero simili a quelle delle portaerei.
Erano esercitazioni; è vero. E tutto ciò aveva sullo sfondo la vera neutralità nella pace. Ma facevano comunque una certa impressione. 
Non erano ancora gli anni '60 quando ho visto passare nella metro di Stoccolma i primi convogli senza conducente gestiti esclusivamente da un sistema computerizzato.
Ho avuto anche la fortuna di visitare i luoghi che costituiscono una delle fonti del benessere svedese: le miniere di ferro di Kiruna. Ho viaggiato con il "malmtog" verso la splendida Narvik in Norvegia. 
Ho conosciuto però anche
...la Svezia dell'alto ufficiale Wennerstroem, che si guadagnava da vivere facendo la spia per la Russia Sovietica. Se la cavò con dieci anni di galera che scontò a cavallo tra gli anni '60 e '70. 
L'atmosfera in Svezia cambiò.
...e quella dell'assassinio del primo ministro Olov Palme. Caso mai risolto. 
Un vero e proprio incubo che dalla metà degli anni '80 incombe sulla Svezia, Paese che, anche a causa dei due eventi traumatici, ha ripreso parte della sua antica veste di mistero legata ai miti nordici.
L'ordine e la perfezione la fanno ancora da grandi; ma il tutto è condito con una certa dose d'imprevisto timore, talora confinante col panico.
Negli ultimi anni la Svezia, nonostante la disgregazione dell'Unione Sovietica, ha sofferto, e continua a soffrire, di incubi.
I movimenti di aerei, navi e, in particolare, di sottomarini russi vengono seguiti minuto per minuto. La neutralissima Svezia è arrivata addirittura a firmare, insieme alla Finlandia, un accordo di collaborazione con la NATO. 
Nel frattempo i Sukhoi russi volano sul Baltico sfiorando il territorio svedese. I sottomarini russi (d'altronde logicamente in movimento tra le basi russe e l'exclave di Kaliningrad) costituiscono un continuo allarme per la difesa svedese. 
L'allarmismo e la vocazione antirussa degli svedesi arrivano al punto che si rischiano incidenti diplomatici accoppiati a figure molto discutibili, se non si vuol dire "di merda", quando, così come è successo nello scorso luglio, alcuni sub hanno riportato la presenza d'un sottomarino russo tra le rocce del fondale sottomarino svedese. Solo due giorni dopo aver dato l'allarme, ci si è resi conto della reale personalità del sottomarino stesso: residuato della guerra '15-'18.
E ora?
Premio Nobel per la letteratura ad una scrittrice i cui meriti non sono in discussione, ma ai cui meriti vanno aggiunti l'origine ucraina e la continua campagna contro Stalin. Campagna meritoria, certamente, ma...che a parità di finale "in" i giudici svedesi abbiano avuto in mente una consonanza con tale Putin?








Svenskt territorium kränkt 42 gånger
USA, Ryssland, Tyskland, Norge... Flera är de länder som har kränkt svenskt territorium de senaste fem åren. Enligt en sammanställning som Försvarsdepartementet har gjort åt Dagens Nyheter har svenskt territorium kränkts 42 gånger under denna tidsperiod.

 



Kustkorvetten Berga under sökoperationen förra hösten.
Kustkorvetten Berga under sökoperationen förra hösten. Foto: FREDRIK SANDBERG / TT

Flest kränkningar, sju stycken, står USA för. Ryssland och Tyskland står för sex kränkningar vardera. På tredje plats kommer Norge med fem kränkningar, rapporterar tidningen.
Enligt överbefälhavaren Micael Bydén är det Ryssland som driver på utvecklingen i närområdet. Ryska flygplan flyger oftare än andra länders rakt mot Sverige och svänger undan i sista stund. Och till skillnad från andra nationer medger de inte kränkningar.
Kränkningarna gäller både luft- och sjöterritorium.

Saturday, October 10, 2015

RELIGIONI
Prima causa di morte violenta nel mondo.
Addirittura peggio dell'automobile!


Tuesday, October 06, 2015

Finalmente qualcuno si sveglia...ma non basta
Leggo su "il Giornale" del 3 ottobre che esistono similitudini tra "caso" ENI o SAIPEM, Finmeccanica, acciaieria Riva di Taranto (e altri casi?).

E poi, una volta persi i contratti e i programmi industriali, i capi dei grandi gruppi (colpevoli di tutte le possibili malefatte, per lo meno nella testa dei giudici indagatori) vengono regolarmente riabilitati.
E se ci rimettiamo miliardi e miliardi di mancati contratti (perdite che contano doppio in quanto i contratti in questione vengono poi stipulati con imprese straniere concorrenti nel settore) è questo del tutto irrilevante?
Se a me, giudice indagatore, arriva un "input" da un qualche livello politico molto alto cosa posso fare?
a - fregarmene. Ma non è una buona idea. Probabilmente  sarebbe di pregiudizio per la mia posizione e per la mia carriera.
b - farci sopra un pensierino. Parlo d'un pensierino approfondito con valutazione delle conseguenze che, nel caso si decida di procedere, deriverebbero dall'applicazione di norme e leggi, spesso non ben definite per non dire confuse e incasinate.
c - precipitarmi ad applicare le misure più pesanti nei confronti dell'impresa in questione e del suo top management, incurante io del fatto che, così facendo, renderò un gran servizio ai concorrenti d'altri paesi.

Concordiamo sul fatto che la soluzione b) sarebbe la più idonea ma, guarda caso, la c) è quella correntemente applicata.
Ci si potrebbe chiedere perché; ma anche questo è superfluo chiederselo.
Basta pensare al posto che occupiamo nelle scale europee
a) di merito  
b) di correttezza.
Siamo automaticamente fregati.
E non perché siamo più disonesti o inaffidabili di altri (basta pensare alla corruzione targata Siemens e alle manfrine libiche targate Francia).  Il profondo amore e rispetto che nutriamo nei confronti delle poltrone attaccate alle nostre chiappe è forse la causa principale di comportamenti spesso confinanti con metodi mafiosi.
Ed è così che 
a - facciamo processi che poi si rivelano appena sufficienti alla riabilitazione delle imprese e dei loro manager a livello internazionale. 
b - non condanniamo invece quei politici (e anche magistrati?) che, non solo hanno causato danni enormi allo stato che in quelle posizioni li  "mantiene", ma hanno pure contribuito a peggiorare il posizionamento del nostro Paese sulla scala di affidabilità.
c - perdiamo contratti miliardari. E questo è certamente il peggio. 






dal Politiken di Copenhagen

Gli agenti della "Stasi" hanno tormentato, sia fisicamente che psichicamente, coloro che criticavano

la Repubblica Democratica Tedesca, ma sono sempre riusciti a sfuggire ad una punizione.

25 år efter opløsningen af DDR og ingen Stasi-officerer dømt for deres forbrydelser. Det piner de tidligere fanger i politiske fængsler, men det genforenede Tyskland lever med det som en del af den nødvendige forsoning.

25 anni dopo la dissoluzione della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) nessuno degli "ufficiali" della Stasi è stato condannato per i suoi crimini. Questo certamente affligge coloro che hanno passato parte del loro tempo nelle carceri politiche, ma la Germania riunita vive con questa realtà considerata come una parte della necessaria riconciliazione.
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»Det var ganske fantastisk, at folk ikke forløb sig på dem, som havde spioneret mod dem. Ofte var det jo kolleger, venner, familie eller ligefrem en ægtefælle. Men hele ideen bag genforeningen af de to Tysklande var forsoning«, siger en af Tysklands mest anerkendte historikere, Heinrich August Winkler.
"E' stato assolutamente fantastico che la gente non si sia rifatta su quelli che avevano esercitato lo spionaggio contro di essi. Spesso questi erano colleghi, amici, familiari o addirittura il/la coniuge.Ma l'idea dietro la riunificazione delle due Germanie era riconciliazione" dice Heinrich August Winkler, uno dei più stimati storici.
»Folkene bag Stasi’s forbrydelser måtte bede om tilgivelse, og så måtte folket forsone sig med deres modbydeligheder for at komme videre til det forenede Tyskland. Der var fejl, men i det store hele mener jeg, at den nærmest halvreligiøse metode fungerede fint og faktisk er en model for andre lande med en tvivlsom fortid med diktatur og hemmeligt politi i dag«, tilføjer han.
"La gente responsabile dei crimini dello Stasi avrebbe dovuto chiedere perdono e così la gente si sarebbe riconciliata per continuare poi in una Germania riunita.
E' stato un errore, ma secondo me il metodo quasi religioso applicato ha funzionato bene e rappresenta un modello per gli altri Paesi che escono (oggi?) da un dubbio passato con dittatura e polizia segreta (oggi)" aggiunge.
Commento mio personale: dipende tutto dalla posizione di "oggi" nella frase originale!

Monday, October 05, 2015

Ma Lutero aveva ragione?
Per non diventare l'ultima in classifica la Chiesa Cattolica dovrà! e/o vorrà?  adeguarsi.
Sono anni che il Vaticano ha diverse cosine da farsi perdonare nel campo della finanza (e non solo lo IOR)
Sono anni che il Vaticano si è trovato coinvolto in vari scandali di pedofilia: Filadelfia, Irlanda, Polonia, quelli più noti. Ma ne vengono fuori a fiumi.
Sono anni che movimenti conservatori frenano qualsiasi forma di modernismo nella Chiesa.
Sono anni che il Vaticano si trova a dover fronteggiare la fronda femminile: solo suore non più! 
Parità dei sessi e delle carriere! 
Accesso al sacerdozio, vescovato incluso.
Il Vaticano si rifiuta ancora di considerare seriamente l'omosessualità e la sua influenza nella struttura del mondo.
Il Vaticano stenta ancora a riconoscere la perdita di privilegi nei Paesi cosiddetti cattolici.
E' vero: l'Islam viaggia con 600 anni di ritardo rispetto al Cristianesimo, e anche l'Islam è affetto da divisioni interne, ma il Cattolicesimo viaggia con 600 anni di ritardo rispetto ai Luterani. E questo rende più difficile al vero Cristiano sentirsi veramente a casa in una chiesa cattolica confusa tra la polvere lasciata dalle avanguardie luterane e lo scalpitio dell'islamismo dirompente.
Risultato? 
Se non ve date 'na mossa!..i cattolici saranno presto gli ultimi della classe.

Friday, October 02, 2015


E poi vi permettete di criticare Putin in Siria !?!?


Kunduz (Afghanistan), raid Nato colpisce per errore un ospedale Msf: morti pazienti e medici

Almeno trenta persone risultano disperse e altre sono rimaste ferite nei bombardamenti. Le forze americane hanno confermato l'attacco aereo

Airstrike Hits Afghan Hospital, Leaving at Least 3 Dead

A U.S. military statement said “there may have been collateral damage” to a medical facility in Kunduz. Doctors Without Borders said its hospital had been badly damaged and dozens of people were missing.

 I talebani hanno condannato "il selvaggio attacco" da parte delle forze americane di un ospedale civile a KunduZ, in cui sono stati "martirizzati decine di medici, infermiere e pazienti". L'Emirato islamico dell'Afghanistan, sostiene il portavoce Zabihullah Mujahid, "condanna questo crimine americano". Questo gesto, si dice ancora, mostra agli afghani e al mondo "la natura spietata ed ipocrita degli invasori e dei loro mercenari".

Thursday, October 01, 2015

L'importanza di chiamarsi Marino
(da la stampa nazionale)

Ignazio Marino Roma

 L’IMPRESA IMPOSSIBILE DELLA “BELLA ADDORMENTATA” MARINO: PRENDERE LE DISTANZE DAL PD ROMANO CHE LO HA FATTO ELEGGERE IN CAMPIDOGLIO
Dall’intervista di Ignazio Marino al “Messaggero”



Alla luce di quanto sta uscendo in questi giorni sui rapporti tra il sodalizio criminale e la sua maggioranza, ammette di essere stato ingenuo o raggirato?
«E` diverso: c`era la convinzione che io fossi ingenuo e quindi raggirabile. Tutti sanno che non ero il candidato dell`establishment del Pd: io alle primarie ho speso 32mila euro. Dopo averle vinte qualcuno pensò che, ín caso dí elezione a sindaco, mi avrebbero affiancato un gruppo di esponenti del Pd per condizionarmi. Ma non funziona così. Io cí metto la faccia: vado alle manifestazioni e metto in conto di prendere i fischi.
Quando un pezzo del Pd romano ha visto che non riusciva a condizionarmi ha provato a fare altro. Ci sono state riunioni del Pd romano ci sono stati momenti in cui quando volevo fare le nomine di Acea in base ai curriculum, quel metodo al Pd romano non piaceva. Ci sono state riunioni in cui hanno pensato di sostituirmi: per loro era meglio liberarsi di Marino, ritornare alle elezioni e magari perderle, pur di ripristinare certi meccanismi».
Poi i Casamonica.
Poi New York e le smentite di Francesco
Poi le interviste pungenti e velenose...

Palazzo Marino Milano
Tangenti su lavori Aler: quattro arresti a Milano
Quattro arresti per tangenti a Milano: si tratta di due dipendenti del comune di Milano (settore manutenzione), un ex dirigente di Palazzo Marino e il titolare di una società edile. L'indagine riguarda corruzione, turbata libertà d'asta e truffa ed è condotta dal procuratore aggiunto Giulia Perrotti e dal pm Luca Poniz. Gli arresti sono stati eseguiti dalla guardia di finanza, che ha anche effettuato sequestri nel comune di Milano, presso l'Aler e presso due società. Dodici gli indagati in tutto. 
L'inchiesta riguarda i lavori di manutenzione delle case Aler e delle scuole di Milano, e ruota intorno alla società Professione Edilizia. I fatti sarebbero stati commessi tra il 2005 e il 2012. Tra gli arrestati figura Marco Volpi, titolare della stessa società di cui gli altri tre sono accusati, sostanzialmente, di essere soci occulti: si tratta dell'ex dirigente comunale Luigi Mario Grillone, ora procacciatore d'affari per aziende private, e dei dipendenti dell'ufficio settore manutenzione Giuseppe Amoroso e Angelo Russo.


Repubblica di San Marino
Dicono gli inquirenti: "Di quella lista di persone, 27mila, che hanno portato soldi a San Marino, va fatta una grossa scrematura. Quelli che rimarranno impigliati da un punto di vista penale saranno una netta minoranza mentre da un punto di vista amministrativo saranno molti di più. A loro chiederemo di giustificare quel denaro, spiegarne la provenienza per poi applicare sanzioni e tassazione. Nulla vieta di pensare che quel denaro possa essere anche sparito nel frattempo, speso, spostato, investito. Qui non siamo di fronte a sequestri di soldi ma al monitoraggio dei flussi di denaro che da Pesaro e dal resto di Italia sono partiti verso San Marino per poi tornare sotto le più variegate forme".

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