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Sunday, May 29, 2005

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francopit
L’EUROPA?
raccontatela, se ci riuscite!

Il 25 maggio 2005, nel Centro Studi Americani di Roma è stato presentato il libro di Massimo Teodori “Raccontare l’America”.
Presentatori, commentatori, recensori dell’opera: Giuliano Amato, Lucia Annunziata, Marco Follini, Galli della Loggia.
Grande successo di pubblico. Purtroppo non c’è stato tempo per un confronto con l’uditorio in quanto c’erano in attesa l’aperitivo e, cosa volutamente e fortunatamente passata sotto silenzio, la diretta televisiva da Istanbul della partita Milan-Liverpool.

I commenti, tutti elogiativi nei confronti dell’opera appena pubblicata, sono stati molto garbati ed hanno accuratamente evitato d’introdurre dibattiti troppo politicizzati, anche se, nei loro interventi, i presentatori hanno lasciato chiaramente trasparire le idee ispiratrici delle rispettive posizioni.
In una sola occasione si è avuta l’impressione che una provocazione sia stata buttata lì, con il solo scopo di animare il dibattito. Ciò è avvenuto quando l’Annunziata ha insistito per elencare tra i fattori che spesso spingono all’antiamericanismo, la forte presenza/interferenza cattolica in Europa e, in particolare, le posizioni di chi di detta religione è sommo gestore. Il commento della nostra Maestra di giornalismo era un commento dovuto in quanto l’argomento non veniva toccato nel libro. L’autore ha chiarito però che il fattore della posizione critica del cattolicesimo nei confronti del liberismo capitalistico ispiratore delle dottrine d’oltre Atlantico, lo aveva già considerato in un’opera da lui pubblicata in precedenza; non aveva perciò ritenuto necessario riprendere l’argomento.

Gli aspetti più strettamente collegati alla storia degli Stati Uniti sono stati commentati dal professor Galli della Loggia.
Quando si parla di storia, cerco di tenermene fuori, a meno di provocazioni, in quanto mi ritengo molto poco preparato sull’argomento. In ogni caso, ho imparato qualcosa di nuovo, quanto meno a livello interpretativo. Infatti, secondo Galli della Loggia, la guerra d’indipendenza degli americani è stata in realtà la prima di due guerre civili: questa prima combattuta per spodestare i sostenitori, ben americani, di sua maestà britannica. Detti sostenitori, rifugiatisi poi nei territori canadesi, avevano lì creato una nuova colonia inglese.
Anche se illustrata in modo quasi ‘naturale’ da uno storico di professione – o forse proprio per questa ragione – non mi sento di sposare questa interpretazione del conflitto combattuto dagli americani. Continuo a considerarla una vera guerra d’indipendenza.

Tutti d’accordo i Nostri sul fatto che l’America, con l’entusiasmo e la fierezza d’un Paese relativamente giovane, ha combattuto delle guerre destinate a stabilire un sì o un no, senza compromessi. Questa circostanza è stata messa in relazione con il fatto che, al contrario dell’Europa, le guerre ‘americane’ non risentivano, né risentono, dei famosi ‘inciuci’ tipici dei bottegai europei. La giovane età dell’America giustificherebbe quindi il fatto che gli Stati Uniti rifuggono dai compromessi nel prendere decisioni, anche se epocali. Leggi: reazioni all’11 settembre. Leggi: attacco all’Iraq. Leggi: sconfitta totale in Vietnam. Un’affermazione del presidente Theodore Roosevelt (lapide all’ingresso del Museo di Storia Naturale di New York) che recita all’incirca ‘meglio la giustizia che la pace’, conferma questo atteggiamento ‘americano’.

Ma attribuire la diversità di comportamento bellico di una ‘Giovane America’ a una mancanza d’esperienza storica non è un po’ troppo semplicistico? Non manifesta piuttosto la cecità, per non dire l’ignoranza, dei Nostri nei confronti della storia dell’Europa?
Quando parliamo di storia d’Europa, siamo sempre portati a pensare all’Impero Romano e alle sue conquiste, a Santa Romana Chiesa, al dominio spagnolo, a Napoleone, all’Impero del Regno Unito.
Ma la storia che noi dobbiamo analizzare per fare una comparazione con quella americana non è questa. La storia americana siamo capaci di studiarla, ‘raccontarla’, analizzarla. Ne vediamo le conquiste e le ‘debacles’, ne conosciamo cause ed effetti. Non conosciamo – o facciamo di tutto per ignorarla - la storia d’Europa.

Questa non comincia duemila anni fa, come i Nostri sostengono; comincia solamente negli anni cinquanta del secolo ventesimo!
L’Europa è perciò di quasi duecento anni più giovane degli USA e, volutamente o per ignoranza, non siamo capaci di sfruttare questa giovinezza.

Quando, quel famoso 4 luglio del 1776, Jefferson e Co. scrissero e firmarono “…that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness.” fecero fare all’umanità un passo molto più grande di quello che Armstrong ci fece fare quando sbarcò sulla luna!

Quel 4 luglio l’Europa non l’ha ancora realizzato. Purtroppo non siamo nemmeno capaci di programmarlo con serietà.

Non saremo mai in grado di raccontare l’Europa quando continuiamo a credere e a tentar di far credere di essere noi, gli Europei, quelli con più storia, con più esperienza, con più tradizioni. Lo siamo, o lo siamo stati, solo a livello dei singoli stati e non abbiamo per ora la minima intenzione di contribuire ad un patrimonio comune europeo versando alla cassa queste esperienze e tradizioni. Nel redigere la Costituzione Europea abbiamo discusso a lungo delle radici cristiane dell’Unione pur essendo consapevoli del fatto che queste radici spesso ci dividono piuttosto che unirci.
Il protestantesimo di Stoccolma o di Copenaghen, così come l’ortodossia greca o quella bulgara, non accetteranno mai la dittatura religiosa di Roma. Tra una ventina d’anni, quando l’Islam europeo vanterà pari dignità numerica, l’argomento perderà probabilmente di forza e d’interesse.

E tutto ciò avviene mentre Teodori ci racconta l’America, ci aiuta a capirla, ad apprezzarla, ad amarla.
Ma per lui è stato tutto più facile: dell’America ha studiato ed analizzato la storia unica e vera.

Wednesday, May 18, 2005

La Raccolta Differenziata

Alle ultime elezioni regionali ho votato nella regione in cui risiedo: il Lazio.
A prescindere dai risultati, considerati molto soddisfacenti, insoddisfacenti, catastrofici etc., voglio fare alcune considerazioni relative ai raggruppamenti presentati sui tabelloni posti all’ingresso dei seggi.
Vogliamo dire che i votanti che si presentavano al seggio dovrebbero ancora oggi smaltire l’incazzatura dovuta alla poca considerazione (traduco: presa per i fondelli) da parte degli schieramenti in gara?
Non consideriamo la Mussolini, che ha manifestato in pieno il suo temperamento napoletano con le sceneggiate organizzate a poche ore dal voto. Dimentichiamo la truffa delle firme false. Dimentichiamo anche una lista associata (quadrifoglio, il contrario cioè dell’altra; spiegato mi sono?).
Passiamo direttamente ai raggruppamenti classici: centro-sinistra e centrodestra.
Facciamo l’appello di quelli che sono entrati da poco a far parte dei corsi di recupero voti.
- Pensionati? Presente
- Consumatori? Presente
- Verdi di destra??? Presente
- Trifoglio??? Presente
- Costituente democratica??? Presente

Lo stomaco non mi regge per chiamare due, dico due soli raggruppamenti. Facciamo un appello separato:
- Avanti Lazio Voti 0,1% ??????
- Forza Roma Voti 0,4% ?????
?

che più in basso non si può!
Avrete certo notato che ‘Avanti Lazio’, schierata insieme a ‘Forza Roma’ nell’Ammucchiata di Sinistra, ha ricevuto un numero molto inferiore di consensi. In fondo Di Canio il saluto non l’ha fatto a pugno chiuso!

Siamo, ormai da tempo, entrati nell’epoca dell’ “Italian trash”. Vanno a ruba i DVD dei vecchi film d’Alvaro Vitali, di quelli della maestrina, della professoressa, di coscialunga, di quella …tutta calda; le Lecciso vanno in televisione, Flavia Vento alle elezioni. Era fatale che anche i nomi di Lazio e Roma scendessero in campo.
Certo, diremo noi, ma, visto che Roma e Lazio non stanno brillando particolarmente né dal punto di vista sportivo, né da quello finanziario, non sarebbe stato meglio inventare qualcosa di vincente? Forse il nostro masochismo ne sarebbe uscito frustrato. Probabilmente chi ha votato per Roma e Lazio va anche allo stadio a buttare i fumogeni, a drogarsi con quella dose di tifo – o a torto considerato tale – che permette la sopravvivenza d’un popolo che dal tempo dei vecchi imperatori era stato educato alla sua dose di lenticchie.


Lo volete un suggerimento?
Da tempo – sono almeno dieci anni – viene promossa anche in Italia la raccolta differenziata del ‘trash’, pardon… delle immondizie. Non vi rifugiate dietro la giustificazione promossa dai pigri di corpo e di mente secondo la quale, una volta effettuata la raccolta, tutto viene mescolato insieme perché le attrezzature per il recupero non sono pronte. Questa mentalità è la dimostrazione del famoso “canard de Marseille” (papero di Marsiglia) che si nutriva della sua propria cacca. Per poter mangiare doveva cagare, pardon…defecare. Lavorava quindi a ciclo chiuso. Diamoci da fare: interrompiamo l’anello. Così come vi incoraggio a rispettare strettamente il principio della raccolta differenziata per l’immondizia materiale, applichiamo lo stesso principio all’immondizia morale. Separiamo e ricicliamo quello che è recuperabile e distruggiamo nel modo migliore il vero ‘trash’.

Monday, May 16, 2005

SCETTICISMO


Mi consentano!.. Sono scettico. Lì per lì, non credo a niente di quello che mi vogliono propinare. Studio, analizzo e poi mi pronuncio. Il più delle volte la mia sentenza è: mamma mia, che “storie” del cavolo!
Le “storie” sono di tutti i tipi e di tutti i colori: storie di miracoli, o presunti tali; colloqui più o meno confidenziali con qualche defunto; letture e predizioni del futuro con o senza tarocchi; oroscopi che considero addirittura insultanti, oltre che insulsi; fenomeni paranormali che, normalmente si rivelano essere fenomeni semplicemente paraculeschi.
L’essere umano ha veramente bisogno di questo insieme di “cavolate” per sopravvivere?
Se così fosse sarebbe estremamente triste. E purtroppo lo è in gran parte…o forse in totalità?
Ringraziano con tutto il cuore quelli che traggono vantaggio da questa situazione a spese del pollo che si lascia spennare da maghi, veggenti, medium, guaritori ed altri frescacciari.

Mi consentano!.. Non sono solo scettico; sono anche sospettoso. Una volta posta la questione del “dubbio” o anche della “certezza” sul modo di agire delle schiere di venditori di fregnacce, penso ai vantaggi che ne traggono. Chiari e immediati quelli della parcella; altrettanto chiari quelli dei telefoni a scatto. Non avendo mai partecipato a sedute spiritiche non so se, e nel caso quanto, si paga per avere un medium di buona qualità. Non so neanche se la partecipazione a sedute spiritiche possa portare vantaggi politici ed elettorali. Economici certamente sì per il medium (o più in generale la medium?)
So solo che, se fossi stato un capetto qualificato ed autorizzato di CC, PS o GdF avrei fermato immediatamente e torchiato per ore, giorni, settimane, il gruppetto di “Gradoli”. Non sono certo che avrei potuto salvare la vita di Moro, ma avrei probabilmente potuto accertare la fonte della notizia e il coinvolgimento di chi questa informazione l’ha fornita. Sembra, naturalmente ad anni di distanza, che una persona informata dei fatti, nel senso di persona avente rapporto con BR o mandanti, abbia buttato lì sul piattino semovente la “strana” informazione.
Ma se io mi fossi chiamato Cossiga, avrei inventato nel ’78, cioè con qualche anno d’anticipo, il sistema “mani pulite”, ovvero ‘tutti dentro finché non parlate’.

Mi consentano!..Provo un profondo senso di sconforto. In quel tempo (1977-1978) bazzicavo dalle parti di Mosca, URSS. Mosca era, per definizione, il trampolino di lancio di politici, sindacalisti, giornalisti, editorialisti, mestatori, spie di secondo o terzo livello (quelle di primo non servivano più dato che la temperatura della guerra fredda si stava pian piano rialzando), procacciatori d’affari, banchieri veri, banchieri falsi, venditori di prodotti proibiti ma tollerati (ad esempio: mobili per ufficio senza zampe di leone, maioliche di Sassuolo, macchinette per l’espresso, sci ed attrezzature connesse; libri mai!) e tipi come il sottoscritto che si occupavano della fornitura d’impianti industriali a vari ministeri. (curiosità: il ministero dell’aeronautica si occupava anche delle pentole per la cucina; l’alluminio è in fondo l’alluminio!)
In Ambasciata, alla Camera di Commercio Italo-Sovietica della Uliza Vesnina, negli alberghi per stranieri, a casa di qualche diplomatico, al teatro, si incontravano i personaggi più interessanti, vuoi italiani che corteggiatori politico-commerciali del nostro paese. Una sera, nella grande sala del Cremlino, mi sono trovato seduto accanto a Luciano Lama che si stava godendo in tutta tranquillità un bellissimo spettacolo di balletto. Al suo seguito un paio di persone. In complesso una serata molto piacevole.
Un’altra sera, a casa d’un diplomatico italiano, ho incontrato uno di quei politici che - a quel tempo all’inizio della sua carriera - avrebbe fatto molta strada. Silenzioso, timido, introverso. Così l’ho giudicato. La sua conversazione si limitava al classico borbottio con accento emiliano, spesso indecifrabile, che tuttora lo contraddistingue. Quella sera, oltre al sullodato, a casa del diplomatico c’erano la prima ballerina dell’Opera di Roma, reduce da un concorso al Bolshoi, il Presidente e l’Amministratore Delegato della ditta per cui lavoravo all’epoca, il Direttore Generale d’una banca d’affari azionista della società, un paio d’altre persone di cui non ricordo né nome né qualifica e, ovviamente, i padroni di casa. Dimenticavo: c’era anche la Signora Galina Oborina, mia consulente per l’URSS, classificata tra le spie del KGB nel dossier Mitrokhin. Lo confesso, in tutta verità la signora Oborina era un tipo pericolosissimo. Infatti, ha tentato per ben due volte di farmi leggere la sua tesi di dottorato all’Accademia delle Scienze di Mosca dal titolo “L’economia di San Marino dopo la seconda guerra mondiale” naturalmente in russo. Ha dovuto rassegnarsi davanti all’eroismo italiano: ho rifiutato ambedue le volte.
Durante tutta la serata “il nostro” avrà detto una trentina di parole. I “miei tre”, più la “spia del KGB secondo Mitrokhin”, hanno fatto una figuraccia presentandosi con trenta minuti di ritardo. Hanno dialogato molto poco con “il nostro”, anche se non credo assolutamente che “i miei tre big” ignorassero le funzioni di Prodi nell’allora maggioranza. La “spia” poi avrebbe dovuto conoscerne anche il numero delle scarpe e quello della camicia.
Qualche settimana più tardi: Gradoli, ovvero la famosa seduta spiritica. Quanta bella pubblicità gratuita! Ma chi ha tirato fuori questo individuo dal cappello? Non ricordo mai se fosse lui alunno di Andreatta o viceversa: la prima c’hai detto, credo. Una cosa è certa: poche parole ma molte idee…fisse, dirà qualcuno, chiare aggiungo io. Sistemata la politica economica personale e statale con il commercio dell’ovvio e la vendita a prezzi di realizzo delle industrie IRI, Prodi comincia a lavorare ad un progetto di compromesso “politico”, visto che quello “storico” portava un po’ sfiga. Gli ingredienti: l’idea politica di Moro, ma ridimensionata adottando un rosso lavato e addirittura trattato con la candeggina. Contorni: un certo numero di vegetali, dalla quercia all’ulivo, alla margherita, al girasole. Le falci e i martelli vengono rigorosamente relegati sullo sfondo, così come le compromesse croci Libertas.

Pensierino interruttivo - che simbolo strano la croce!
· Latina o greca è diventata simbolo d’amore e di pace…per tutti, tranne che per gli ex democristiani;
· di Santandrea, oltre al santo che l’ha collaudata, regge strutture e palazzi;
· di Lorena, “vive la France, vive la République”;
· uncinata, qualche guaio l’ha combinato;
· celtica, di guai vorrebbe combinarne tanti, soprattutto negli stadi e nel cervello dei giovani;
· altre croci, che croci più non sono (ad esempio la Z barrata) non si capisce che cosa vogliono; – speriamo bene.
Chiusa l’interruzione.

Ritornando a Prodi, si scopre quindi un programma politico. Non credo sia stato capito dai più, in quanto sembra più il prodotto d’un bussolotto per dadi in cui tutti hanno infilato qualcosa. L’unica cosa chiara è: nell’Europa, zoppicanti, ma ci siamo; ora entriamo nell’Euro. Il costo? Solo un’eurotassa e passa la paura!
E’ vero. Non è andato tutto così liscio, ma finché regge il mondo vegetale la speranza non crolla. Tanto è vero che l’ammucchiata Prodi ci si ripresenta oggi, sempre forte del suo contorno di verdure.

Mi consentano!..Mi lascio trasportare dal cuore. Certo! Ché se aspettiamo gli altri…di trasporti...
Sì, proprio i trasporti! Da dove cominciamo? Ce lo consentirà il Luca nazionale? Gli Agnelli preferivano che non se ne parlasse troppo. Bastava la gomma. Treni? Metro? Navi e traghetti? Sono forse tornati di moda? Ho sentito addirittura un “margherita” che si è lanciato in un’apologia delle “autostrade del mare”. Franceschini! Oh Franceschini! Qui siamo davanti a un chiaro “patent infringement”. Le autostrade del mare le aveva inventate Berlusconi. E’ vero che finora non le ha realizzate, ma il brevetto è suo. Un pensierino vale ben la pena di farlo su questo argomento.
Se io fossi Lunardi, passerei la domenica a distribuire chiodi a tre punte sulle strade. Così la gente comincerebbe a perdere un po’ dell’interesse mostrato negli ultimi sessanta anni per le quattro e le due ruote. Vi rendete conto che in Italia ci sono persone con due auto (o anche più di due), una moto e forse anche un motorino? Il primo che dice dove dovrebbero mettersi tutto quell’armamentario…verrà impiccato al pennone più alto. Così diceva Morgan per combattere il turpiloquio della ciurma.
Ma vi rendete conto che la motorizzazione in Italia ha raggiunto e superato il 60 percento della popolazione? Sia ben chiaro! Nella popolazione vengono calcolati anche i neonati ed i centenari, gli extracomunitari in regola e i clandestini. Vogliamo dire quaranta milioni di auto, camion, motocicli e motorini?
Vi rendete conto del fatto che una grossa percentuale dei TIR non rispetta le velocità massime consentite?
Vi rendete conto del fatto che la totalità dei due ruote non rispetta le regole del traffico? Vi rendete conto del fatto che di questo fenomeno i vigili urbani di tutta Italia se ne strabattono? Che forse essi stessi ignorano che è vietato fare lo slalom tra le auto ferme a un semaforo per guadagnare la prima fila? Che è vietato viaggiare sulle corsie d’emergenza? Che il divieto del cellulare vale anche per loro? Che si dovrebbero sbattere in galera tutti coloro che, coinvolti nella catena di fabbricazione e distribuzione dei motorini, mettono in mano a ragazzini macchinette varie che, una volta eliminati i vari blocchi, fanno gli ottanta all’ora?

Mi consentano!..Sono diventato euroscettico. Ero certo che la gente avrebbe capito, che avrebbe cominciato a considerare l’Europa come casa propria, che avrebbe cercato lavoro a mille o duemila chilometri da casa, che avrebbe cominciato a mangiare persino i krauti. Ero certo che la gente avrebbe voluto mescolarsi con gli altri, scambiare usi e costumi, soprattutto smettere di pensare come il provinciale che arriva nella grande città. Ero certo che dalla firma del Trattato di Roma fino ai giorni nostri qualche cosa aveva cominciato a germogliare; che i nostri figli s’interessassero perfino al hockey su prato abbandonando per qualche ora l’amato pallone; che i politici membri del Parlamento Europeo e della Commissione Europea europeizzassero un tantino mentalità e procedure piuttosto che travasare nelle “direttive” il pensiero e le consuetudini dei membri più forti. Ero certo che l’Europa a venticinque avesse più aspirazioni federative, e soprattutto, che si desse da fare per costituire dei melting pot rimasti, ahimé, sulla carta. In particolare, in Italia si litiga ancora sulla devolution, sui poteri alle regioni, sull’organizzazione locale dimenticando che tutto il nostro Paese vale quanto uno degli Stati degli USA, niente di più. Lo stesso dicasi per gli altri componenti d’Europa.
Andate su Internet e cercate il sito dell’Europa. Tutto è scritto ed è leggibile in almeno 22 lingue (Germania ed Austria parlano la stessa lingua; lo stesso dicasi per Grecia e Cipro – quella non turca -;
e probabilmente, non ricordo con certezza, forse anche cechi e slovacchi). Ai tempi della vituperata URSS, le lingue “sovietiche” erano un’infinità, ma tutte le repubbliche avevano in comune il russo. E questo traguardo l’avevano raggiunto molto rapidamente; forse, tra zar e rivoluzionari, anche ‘forzatamente’.
Ormai a cinquanta anni dal Trattato di Roma, siamo ancora ben lontani da un qualsiasi traguardo. L’URSS aveva fatto a tempo a nascere, bene o male a vivere, cominciare a morire; il tutto in settanta soli anni. Noi stiamo ancora pensando che forse un qualche ministro in comune dovremmo averlo, che un esercito tipo NATO “stona” nel contesto, ma che due eserciti distinti sarebbero veramente un po’ troppi. La Commissione Europea dice peste e corna d’Israele, gli altri Paesi decidano secondo coscienza. Sembra un referendum abrogativo organizzato dai Radicali. La banca Centrale Europea ha praticamente rimpiazzato tutte le banche centrali dei Paesi membri. La Banca d’Italia conserva migliaia di dipendenti che non si sa cosa debbano fare esattamente. Una società italiana voleva metter le mani sulle acque minerali francesi: anatema! Poi i francesi, giustamente più forti, si sono accaparrati grandi marche d’acqua minerale ed analcolici italiani. Non parliamo delle liti sulle banche! Negli USA l’incazzatura banche c’è stata solamente quando c’era Sindona a farle fallire! Da noi: OPA non OPA, veti non veti, cordate naturali e artificiali. Sarà un caso, ma le banche attualmente più scalate, coccolate, opate o opsate sono quelle o loro derivati(certamente una coincidenza, dato che oggi non sono più uguali a se stesse) che nel passato sono state le più chiacchierate (Saddam Hussein, Nerio Nesi, Drogoul da una parte, Calvi, IOR, Marcinkus, Gelli, Sindona etc. dall’altra).
L’atteggiamento della Banca d’Italia riflette una mentalità molto ma molto conservatrice. Questa è la stessa mentalità che si riscontra in molti giovani: “Dateci il lavoro nella nostra città: vogliamo restare da mammà.“
A questo proposito bisogna ricordare che là dove la Costituzione Italiana recita “…repubblica basata sul lavoro” non vuol dire che debbano portarci il lavoro a casa nostra. Significa anche e soprattutto che dobbiamo farci un bel mazzo per costruire e mantenere uno Stato. Figuriamoci l’Europa!
Partite! Conquistate l’Europa con il vostro lavoro così come i nostri antenati hanno conquistato Paesi lontani. La grande differenza è che l’Europa non è terra d’emigrazione: è casa nostra. Ma già non ci credo più.

Thursday, May 12, 2005

COLPA,
non
DOLO!


Sorpresa! Cose nuove per noi! In Italia infatti, quando trattiamo di certi avvenimenti, la colpa è sempre e senza eccezioni collegata al dolo.
Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Stazione di Bologna, Ustica insegnano.
Ma c’è una differenza? Una, piccola piccola sì.
Negli USA si sputtana un certo Mario Lozano, che, ragazzotto cacasotto, almeno una raffica l’ha sparata. Da noi si sputtana mezzo mondo; si mettono alla gogna, o peggio in galera per mesi, quando non per anni, individui colpevoli d’aver detto due parole di troppo, d’aver fatto un saluto fascista da nostalgico di qualcosa che già non sa bene cosa sia stato, d’aver fatto una battuta cretina ad una spia della polizia ancora più cretina, d’aver incontrato persone sbagliate ai posti giusti o persone giuste ai posti sbagliati, di esser capitati in un periodo di governo balordo (quasi sempre).

Piazza Fontana ha battuto tutti i record in tutte le discipline:

· Dolo
· Lentezza
· Imbecillità e/o Vigliaccheria
· Preconcetti
· Incapacità degli inquirenti ? e/o
· Insabbiamenti politici e non ? e/o
· Incompetenza dei magistrati e
· Governanti privi di palle,
ma, e soprattutto
· Segreto di Stato

Ci siamo arrivati: il Segreto di Stato!
Bella istituzione! Usata ed abusata.
Caso A - Siamo vicini a diventare un paese comunista? Bene! L’istruzione dice: introdurre tutti gli omissis possibili in qualsiasi documento affinché il popolo bue possa ricavare l’impressione che siamo diventati i servitori degli americani.
Caso B - Abbiamo un rigurgito a destra? Installare di corsa gli omissis che rendano ben evidente il pericolo comunista, ante-muro, post-muro, dentro le mura.
Persino il Vaticano ha reso pubblici alcuni documenti secretati per secoli. E in Italia? No! Mai e poi mai!
Esistono certamente rapporti confidenziali sulle scappatelle di monarchi, di capi di stato, di politicanti e politicastri, che certamente non venderebbero mai quanto le barzellette su Totti, ma che darebbero con tutta probabilità un’idea di come girano, o giravano, le cose. Un bel caso Profumo lo abbiamo mai messo in piazza? No. Mai tradire, è il nostro motto. Il documento verrà rivelato e alcuni degli omissis verranno tolti solo quando ciò servirà a mantenere la direzione del popolo bue nel senso prefissato da qualche governante. Per esempio, oggi è tutto più o meno noto sugli amori del Benito nazionale. Ascoltando le illustrazioni televisive della sua storia con Claretta, si ricava l’impressione che almeno durante una parte del famoso o famigerato ventennio, le funzioni del nostro capo del governo, in base al principio del ce-l’ho-duro, si svolgessero esclusivamente in posizione orizzontale.

Se però cerchiamo dati relativi a personaggi importanti, siano essi tuttora viventi oppure imperanti fino ai giorni nostri (leggi ad esempio: delitto Mattei; lista completa dei membri della P2 ecclesiastici compresi; leggi sequestro e uccisione di Moro; leggi dossier Mitrokhin completo; leggi attentato al Papa; leggi collegamenti italiani e vaticani con i generali argentini; leggi Ustica e/o Sila; leggi strane morti per affogamento di due fratelli famosi e celebrati; leggi la morte di Giorgiana Masi; leggi la scomparsa d’Emanuela Orlandi etc.etc.), ci si scontra o ci si è scontrati sempre con qualche omissis o, peggio, con i famosi muri di gomma. In ogni caso si è sempre cercato ed ottenuto di insabbiare, mascherare, falsificare fino a ché le generazioni testimoni dei fatti siano completamente scomparse. Le verità (?) verranno fuori lentamente con il tempo e non potranno più far danni perché a due o tre generazioni di distanza alla gente non glie ne fregherà più di tanto. Avranno altre rogne da grattarsi.
Se un giornalista non rimbalza sui muri di gomma secondo collaudata specifica, rischia di brutto: Mauro De Mauro insegna. Il tanto vituperato Mino Pecorelli (secondo me uno dei migliori giornalisti italiani) avrebbe anche lui qualcosa da raccontarci.
Perché negli altri paesi, e in USA in primis, i disastri Carter-Iran, il Watergate, lo scandalo BNL-Atlanta (a proposito: che Nerio Nesi fosse indagato dagli Americani era noto in Italia solo agli addetti ai lavori dell’economia!), persino l’assassinio dei coniugi Rosenberg, vengono fuori? Perché i muri di gomma presentano rapide crepe per poi sgretolarsi completamente.
In Italia no. A parole combattiamo contro l’omertà. Ma l’omertà di chi? Del picciotto? Del drogato? Di chi ha visto e non parla. Giusto, più che giusto, ma l’omertà dello stato? Quella no. Omissis, per favore.

Chi è oggi il depositario dei nostri segreti di stato?
Gli archivi di Stato, del SISMI, del SID, del SISDE o di qualche ministero?
No. Credo che solamente due persone potrebbero aiutarci a capire. Queste due persone si chiamano Andreotti e Cossiga.
Andreotti vale di più perché, oltre a tutti i rapporti intrattenuti con Arabi e dintorni, conosce molti dei segreti vaticani mai resi noti e sepolti più in basso della tomba di San Pietro: IOR,
cedolare secca, Gelli, Sindona, Calvi, guerra delle Malvinas etc.
Cossiga invece sulle BR e sui Neri dovrebbe saperne molto di più di quello che dice. Tipi come Marco Donat Cattin, ad esempio, sono stati molto più importanti di quanto si sia voluto far credere. La manovalanza del caso Moro è poi stata tanto manovalanza oppure qualcosa di più? Quanto c’entrano gli Americani e quanto i trinariciuti comunisti? La strage alla stazione di Bologna è stata veramente nera o di colore dubbio?
Ma la loro, purtroppo, non è classificabile “omertà”.
La loro è, giustamente, fedeltà ad uno Stato che questi principi, un pò dittatoriali, impone.
Mentre egoisticamente auguriamo lunga vita ai due con la speranza che un giorno si decidano a raccontarci qualcosina in più, vorremmo tanto che, nel frattempo, qualcuno ci spiegasse perché, a distanza di tanti anni, ci ritroviamo a dire che la strage di Piazza Fontana è stata quasi un evento naturale paragonabile ad alcuni degli incendi appiccati da piromani in Liguria. Anche in quei casi non troviamo mai il colpevole, colpevole che comunque dovrebbe essere accusato di “tentata strage” e non di qualche reato minore, magari solo amministrativo, che i nostri codici mettono a disposizione di GIP buonisti.

Il futuro?
Una bella commissione d’inchiesta in Parlamento per indagare sulle responsabilità del terremoto di Messina.

Thursday, May 05, 2005

LE MILLE
BBOLLE
BBLU


Siamo forse immersi nel tanto decantato mare di Sharm-el-Sheik?
Siamo forse in qualche isoletta dei Caraibi con le palme che, curvate dal vento, sfiorano con la loro chioma l’acqua cristallina tanto famosa?
No…mi dicono, siamo alle Maldive, Tsunami permettendo.
Ma che Maldive! Solo alle Mauritius troviamo una cosa tanto meravigliosa…indescrivibile!
Già. Perché le Barbados non ti dicono niente? Quel mare splendido! Le bolle che vengono direttamente dalle radici di mangrovie che affondano nell’Oceano!
Sbagliate tutti! Se proprio volete immergervi nel bel mezzo delle mille bolle blu non dovete far altro che andare alle Comores!
Ma è proprio necessario andare così lontano da casa? La Sardegna non vi dice niente?
“Ingenui” penso io“perché muoversi da Roma?”
OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOO
Non vi bastano le Lancia Thesis ministeriali, le Alfa 166 di polizie più o meno conosciute, le verdi di ufficiali e sottufficiali dell’EI che stanno facendo tardi al lavoro, le BMW e le AUDI di deputati, di portaborse, di consiglieri regionali, provinciali, comunali, di direttori di banche e bancherelle, di CP, CFS, Protezione Civile, Sorveglianza Autostradale, persino le FIAT Punto di qualche anonimo usciere o tirapiedi? Sfrecciano al centro della città, sulle tangenziali, sulla corsia d’emergenza del GRA. Tutti s’incazzano, ripeto s’incazzano, al loro passare, primi fra tutti i conducenti d’autoambulanze, i VF, bloccati da qualcuno di questi “dittatori, talvolta abusivi del traffico”.
Ma in fondo siamo un popolo bue. Non reagiamo in nessun modo. Il bancario sogna il giorno in cui anche lui, così come già il suo capo, viaggerà con la sua cipolla blu lampeggiante o meno sulla testa.
Lo stesso pensa l’impiegato di concetto al ministero. Il sergente autista del generale si consola: lui la cipolla blu già ce l’ha.
Lo so: è contro la legge…ma un buon giornalista dovrebbe passare una giornata – dico solo una giornata – a fotografare, a scrivere tutti i numeri di targa bbolleggianti, a verificare con il PRA che abbiano diritto (già discutibile la parola) a farne uso e cominciare almeno con la pubblicazione della lista degli “abusivi”.
Grazie Mina!

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