why should I lie?

why should I lie?

Thursday, September 01, 2011

Sincerità e ipocrisia



Con mia grande sorpresa, un rappresentante di quella che io considero "la scuola dell'ipocrisia" ovvero la Chiesa Cattolica, in un'intervista al Corriere, riferendosi ai casi di pedofilia registrati tra i religiosi, ha dichiarato (in sintesi): "Chiudiamo i seminari. Lasciamo che i candidati sacerdoti studino quanto richiesto per svolgere correttamente la loro funzione senza però essere costretti ad una forma di vita che spesso conduce a un condizionamento pericoloso della loro sessualità e libertà di giovani. In sintonia con quanto dichiarato dal cardinal Martini, penso che sia necessario un nuovo Concilio [cosa che non credo avverrà nel corso del presente papato] allo scopo di riorganizzare il sacerdozio in funzione delle presenti necessità, indipendentemente da celibato o meno." Mi scuso se non ho riportato esattamente, nella loro interezza e nella loro "memorabile violenza" le parole di don Mazzi..



Sempre oggi: tutti i media annunciavano l'apertura della conferenza di Parigi (è già un miracolo che non si tenga a Versailles!) per decidere del futuro della "nuova Libia".

Che tristezza!

I "nuovi pappa", che coincidono nella loro totalità con quelli già consacrati in precedenti mangiatoie, sono già pronti a ricevere contributi, sussidi, somme bloccate e sbloccate, da una sessantina di "oliodipendenti". Questi individui, invece di un mandato di cattura, hanno ricevuto mandato (da chi?) per aggredire la Libia gheddafiana.

Che si siano invertiti i ruoli? A un religioso la "sincerità" e ai laici "l'ipocrisia"?

Wednesday, August 24, 2011

ANCHE A OSLO REGNA LA STRONZAGGINE

No. Non mi riferisco alla recente strage compiuta dal neo-vetero-antislamico-nazista sull'isola ubicata nel fiordo della capitale. Mi riferisco invece alla commissione che assegna il premio Nobel per la pace.
Tra i recenti premiati abbiamo tale Barack Obama "per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli".
Questo avveniva nel 2009.
Nel 2011 un trionfo di missili, lanciati da nave USA nel Mediterraneo, dava inizio alla guerra anti-Gheddafi.
Il congresso USA, malato forse d'intelligenza pregressa, non ha riconosciuto al nostro abbronzato il diritto di fare una sua guerricciola personale.
Non sappiamo se Nicolas si sia consultato con Carla o con il Parlamento. Forse con tutti e con nessuno. Fatto sta che, d'accordo con Barack e con Cameron, ha lanciato una raffica di Rafales sulla testa di Gheddafi, ha fornito armi e aiuti ai cosiddetti ribelli, ha costretto tutta la NATO a combinare un bordello che più casino non si può, ha provocato svariate migliaia di morti.
Sveglia, soloni di Oslo!
Vogliamo preparare un bel Nobel per la Pace anche per Nicolas? Tanto, per quanto riguarda la vostra stronzaggine, ne avete già dato prova nel 2009.

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Sunday, August 21, 2011

LIBYA
In questo periodo critico della guerra di Libya mi auguro che l'Italia invii paracadutisti

a protezione delle seguenti installazioni industriali e pronti a difendere l'integrità delle relative postazioni:

WAFFA - nel deserto verso il confine con l'Algeria.
OLEODOTTO/GASDOTTO Da WAFFA a MELLITAH
INSTALLAZIONI DI TRATTAMENTO A MELLITAH
SARA' UNA NUOVA GUERRA DEI CENTANNI?

Scatenata da Franco-Inglesi, ma con il fattivo sostegno di quel rinco di Obama, si disse che in una settimanella il Mohamar fetecchia sarebbe stato fatto fuori. Ormai sono passati sei mesi più che abbondanti. Gli aggressori si sono trasformati in "volenterosi". Ma la cosiddetta fetecchia è ancora là. La NATO si è ufficialmente sputtanata, sia come organizzazione politica che militare. Sono stati incorporati nell'esercito dei cosiddetti ribelli un paio di delinquenti di grosso calibro, ex bracci destri del Mohamar.
Nel frattempo vengono fuori dettagli sulle toppate tecnico-commerciali delle due società petrolifere che probabilmente speravano di cacciare a calci nel sedere dalla Libia quegli accattoni parvenus degli italiani.
Frattini non parla più, dopo la catena di stronzate infilate. Il Berlusca evita di citare i trionfi dei "volenterosi". Già un paio di mesi fà il Politiken di Copenhagen annunciava: "I nostri piloti hanno finito le bombe. Cosa dovranno fare ora? Se ne faranno prestare altre dall'Olanda?" Io avrei suggerito: "Che i piloti sporgano il culetto dall'aereo e bombardino con ciò che gli è rimasto!"
Come al solito l'ipocrisia l'ha fatta da padrone: "No! Non forniremo armi ai ribelli. Solo porzioni di caviale e trenette al pesto. Poverini! Soffrono la fame! Sono ridotti ad armarsi con fionde brevetto Davide!"
Cari Rafales, cari Tornado, cari Eurofighters...dichiarate sciopero. Potete salvare ancora, se non la faccia, almeno il culo!

Monday, August 15, 2011

Cazzate Sarkozyane a Toulon

Troverete il tutto sul filmatino pubblicato da "Le Monde" del 15 Agosto 2011. Blà blà présidentiel du plus haut niveau!

Saturday, August 06, 2011

Un casino che più grande non si può!

La guerra mai dichiarata che Francia e Inghilterra hanno scatenato contro gli interessi italiani in Libia si è trasformata in una guerra all’Europa.

Total e BP, quest’ultima residuo di gestione di quel recchione di Lord Browne, hanno improvvisato attacchi ai feudi di Gheddafi convinti di poter esautorare il sullodato senza troppe complicazioni. Spero che sia stata l’Italia a fornire i mezzi al “nostro” per poter resistere alle ondate dei missili più o meno intelligenti sparati dai Rafales francesi e dagli equivalenti inglesi.

Obama, guadagnandosi una conferma dei galloni di GCUSAEG (1), convinto del fatto che anche lui avrebbe guadagnato qualcosa da tutto quel casino scatenato da Francia e Gran Bretagna, ha reso disponibile il suo appoggio in Mediterraneo. I risultati non gli hanno dato ragione tanto che il Congresso USA pretende ora che i costi del grande “divertissement” americano in Mediterraneo vengano sostenuti, “saccoccia propria”, dallo stesso Presidente.

Il poverino di rogne da grattare ne ha ben altre! Aggiunga anche questa!

Ritornando a quelle bestie di cugini francesi, questi si accorgono ora del fatto che Gheddafi è un po’ più potente e benvoluto di quanto riportato al governo di Sarkozy dai “barbouzes” , notoriamente male informati e sfigati.

Il gioco italiano è tutto da scoprire. Un’azione intelligente è stata quella di chiamare “aux armes citoyens!” tutta la NATO.

In effetti la NATO doveva rinnovare le sue scorte di armi in quanto queste hanno una data di scadenza come surgelati e liofilizzati. Olandesi, Danesi, Norvegesi, Italiani e cpnehpnm (2) si sono scatenati e hanno svuotato i loro magazzini armi scaricandoli in testa a Gheddafi, che nel frattempo si faceva una partita a scacchi.

Che figura! Un coglione, due coglioni, centomila coglioni non avrebbero saputo far meglio della NATO!

Nel frattempo, il più delinquente dei delinquenti, ex ministro di Gheddafi, autonominatosi capo del governo degli insorti (!?!?!?), ha incassato cifre paurose promettendo di tutto e di più ai finanziatori di buon cuore. Ha nominato ambasciatori. Ha cambiato bandiere (oltre che bandiera). Si presenta a tutti come il salvatore della patria, del petrolio, dei giovani e dei vecchi.

Conseguenze?

Negli USA il casino combinato da Obama ha contribuito allo sfascio nazionale. In Europa è finalmente venuta alla luce l’inesistenza della stessa. Per ora è la CCrande Cermania ad approfittarne. Noi prepariamoci indossare mutande pulite! Speriamo che Francia e UK si trovino in posizione simile!

(1) – Gran Coglione USA e getta

(2) – Chi più ne ha più ne metta

Thursday, July 21, 2011

SE HO CAPITO MALE MI CORRIGGIRETE!

Dunque. Qualche anno fa un governo (non ricordo se di destra o di sinistra) considerò, per lo meno ufficialmente, a rischio i trattamenti di fine rapporto, ovvero i TFR, quando gestiti dal sistema imprenditoriale/bancario.

Trasferiamo tutto all’INPS, ché quella è una cosa seria di cui ci si può fidare!

L’INPS non sappiamo esattamente cosa abbia fatto con tutti quei soldini. Oltre naturalmente a pagare le pensioni, immagino che una parte dei quattrini gestiti dall’INPS venga utilizzata per qualche investimento, molto ma molto oculato. Se ciò non fosse, tutto il malloppo corrispondente ai TFR resterebbe fuori dal ciclo produttivo e il famoso trasferimento da banche a INPS costituirebbe una perdita secca per il sistema economia.

Consideriamo quindi l’eventuale rischio, piccolo o grande che sia, collegato con gli investimenti effettuati.

Se le cose vanno bene, il sistema continua a funzionare. Se però qualche prodotto su cui si è investito manifesta debolezze più o meno pronunciate, il sistema va in tilt.

A questo si aggiungano i seguenti problemini:

- il famoso scalone Maroni è stato rigettato (avrebbe prodotto allora un beneficio di 22 miliardi di Euro)

- il lavoro nero è cresciuto e i contributi all’INPS non sono cresciuti corrispondentemente.

- il numero dei vecchietti pensionati o pensionabili è in continuo aumento (diamoci una benaugurante grattata!)

- il numero dei lavoratori contribuenti non è aumentato.

Oltre 50 anni or sono i Paesi del Nord Europa, che noi desideriamo imitare, avevano fissato un’età pensionabile maggiore o uguale a 65 anni. Ciò ha permesso di controbilanciare la bassa natalità e il conseguente calo di contribuenti al mantenimento degli anziani.

In Italia? No!

Risultato?

Ci stiamo per caso mangiando i TFR di tanta gente che lavora e crede in un sistema sociale più o meno funzionante?

Ripeto: se ho capito male mi corriggirete!

Sunday, July 17, 2011

SIAMO AL LIVELLO di “FORCELLA” ?

Supermercato Carrefour a Roma e provincia.

Un giorno qualsiasi di mercato compri e ti consegnano merce e sacchetto che porta la seguente dizione:


Carrefour –

con Carrefour dai una mano all’ambiente

SACCHETTO BIODEGRADABILE

Questo sacchetto è biodegradabile al 100% e compostabile in quanto realizzato in Mater-bi, materia prima a base di amido di mais. Può essere utilizzato per la raccolta differenziata dei rifiuti organici.

Qualche giorno più tardi la dicitura sul sacchetto recita:

Carrefour market

Utilizza la tecnologia SYMPHONY d2w

Controlled-life Plastic Technology

Imballaggio in plastica riutilizzabile, riciclabile,

BIODEGRADABILE

(UNI EN ISO 14855,ISO 17556,ASTM D5988,ASTM 6954-04)

ECO-COMPATIBILE

Conforme alla direttiva Europea 94/62/EC etc.

Non è raccomandato per l’utilizzo come contenitore della frazione umida nella raccolta differenziata dei rifiuti.

Riciclare come PLASTICA.

Bravi!

Un grosso passo avanti!

Friday, July 08, 2011

STRONZAGGINE (1) o stranezza GALLICA
Se si deve credere a quanto pubblicato dalla stampa, i Francesi ce la metteranno tutta affinché la querelle (eufemismo per guerra) libica sia conclusa prima del 14 Luglio, festa nazionale dei nostri ex cugini.
Bello mostrare uno stormo di "rafales" vittoriosi che a bassa quota sorvolerebbero i Champs Elysées mentre il maestro di cerimonia (per capirci: quello che con voce stentorea, del tipo sfilate mussoliniane, annuncia "e in questo cielo azzurro gli eroi della campagna vittoriosa contro Gheddafi!") riassume i nomi delle battaglie vittoriose condotte dai sublimi bombardatori partiti dalle portaerei della grande Francia. La Bastiglia passerà in second'ordine e tutta la fierezza si riverserà su quelli che, d'accordo con un criminale autonominatosi capo della ribellione libica, hanno causato centinaia di morti tra quelli che a Tripoli avrebbero voluto continuare a vivere una vita normale.
Una campagna piena di "FALSI" che in nessun modo riuscirà a far dimenticare ai francesi la catastrofe dell'Algeria, il culo dolente ed acciaccato di Dien Bien Phu, le guerricciole durate generazioni per il controllo dell'uranio del Tchad e del potere in Costa d'Avorio.
Sono pronto a riconoscere alla Francia un solo vero potere. il controllo mondiale dei supermercati! Basti citare Carrefour, Auchan, Bonduelle & co. E questo primato la Francia l'ha conquistato a suon di dobloni sfruttando eccellenti strategie commerciali. La smettano con la grandeur militare tipo Napoleone di seconda classe. Giochino sul commercio e non rompano i coglioni militarmente!!!






(1) Espressione sdoganata dall'on.Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati

Tuesday, July 05, 2011

IMBECILLITA' CRIMINALE

Sì. Parliamo proprio del fiore all'occhiello di Europa e USA: la NATO.
Quando quel poveretto di generale canadese, sbattuto in prima fila per mettere una toppa all'ingiustificata aggressione fatta alla Libia da parte franco-britannica, dichiarò che in una settimanella il buon Gheddafi sarebbe stato liquidato, tutti ci credettero o fecero finta di crederci.
L'operazione ormai dura da svariate settimane che, sommate in fila, fanno già qualche mese.
Un risultato importante, anche se non dichiarato, è stato ottenuto: l'arsenale di bombe e missili un pò demodé di cui i Paesi NATO disponevano è stato liquidato a costo quasi zero. "Quasi", dato che per liquidarlo, qualche centinaio di poveracci ci hanno rimesso le penne.
Ora, tutti d'accordo con quel criminale capo dei ribelli, ex ministro della giustizia di Gheddafi, decorato con una bella bolla in fronte, finta decorazione del tappeto di moschea più probabilmente ottenuta con bruciatura di sigaro.
Persino giornali come la Repubblica evitano di parlare delle trionfali azioni a sostegno dei "poveri" ribelli di Misurata abitanti di smisurata tracotanza armati. Francia e UK li stanno rifornendo di armi; ma non basta! Mohammar continua a fargli il sederino a pois.
Il congresso americano ha chiesto a Obama che l'intervento USA in Libia se lo paghi lui di tasca propria: Un suggerimento: Berlusca tiri fuori i 750 milioni per De Benedetti a condizione che questi li giri immediatamente al Ministero, non più della Difesa, ma della Guerra, per tappare almeno in piccola parte i buchi di bilancio dovuti alle scorribande dei nostri Eurofighters. E all'ENI, che perde export, e le altre ditte che in Libia si sono per anni fatte il mazzo? Chi le rimborserà?

Monday, June 27, 2011

IL MANDATO DI ARRESTO DOVREBBE ESSERE EMESSO CONTRO LA NATO!
Uno degli scopi principali dei bombardamenti contro Gheddafi era utilizzare bombe e missili in scadenza. Nuove armi rimpiazzeranno il tutto. Seguite il corso delle azioni dei maggiori fabricanti di esplosivi, bome, missili!

Tuesday, June 14, 2011


Non ci sto'! Par Condicio! Non ricordo.

Identificano un politico (?), nostro ex Presidente della Repubblica. Da piccolo faceva senza dubbio il chierichetto. Poi arrivò la guerra e si mise in testa di fare l'oriundo partigiano o roba del genere. Ha fatto anche parte di un tribunale speciale. Ha contribuito a creare un Paese cattolico, apostolico e romano... lui quasi piemontese! Ha fatto sì che si creasse intorno a lui, anzi...a Lui, un'atmosfera di rispettabilità ipocrita. Si è parlato male, molto male, di almeno uno dei suoi congiunti e affini. Lo si è ammirato in una performance da manuale quando, in italiano perfetto, spiegava a un annichilito e imbarazzato Bill Clinton, presidente degli USA, che lui, anzi Lui non ci stava. Si pensò che qualcuno gli avesse fatto delle avance e che, giustamente da cattolico rispettoso e praticante, lui, anzi Lui, avesse detto "non ci sto!" (forse aveva fatto tesoro di indiscrezioni sulla Levinsky!)No. non era esattamente così. Lui - questa volta va bene in quanto capoverso - non ci stava a ?? non ricordo. In ogni caso, come già detto, non si trattava di avance di tipo sessuale.Lo abbiamo anche visto e sentito "fischiato" da studenti liceali quando si schierò a fianco della ministro dell'Istruzione on.Iervolino che aveva proibito la pubblicazione d'una divertente, oscena e innocente rivistina. Purtroppo della rivista non ricordo il titolo; forse qualcosa con "lupo". Una cosa è certa: la rivista alla base dello scandalo meriterebbe di occupare un posto in classifica almeno pari a quello de "Le mie prigioni" che avevano preceduto il "lupo" di più d'un secolo).Abbiamo evitato tutti l'imposizione d'una cotta, la messa obbligatoria la domenica preceduta, ovviamente, da una buona confessione. Per carità non outing! Un vero sacramento da introdurre nelle scuole al posto dell'Educazione Fisica o dell'Educazione Civica (quest'ultima scomparsa vuoi come materia di studio che come educazione).Da cattolico osservante s'è ovviamente schierato contro il capitalismo. Il comunismo gli produceva una ripulsa meno violenta in quanto il comunismo teorizzava un movimento di condanna del dio quattrino. Teorizzava, ripeto. E qualcuno ci credeva anche. Ma, guarda caso, l'unico comunismo di successo è quello cinese che si è trasformato nel capitalismo più sfrenato.Ora il Nostro, qualora continuasse a frequentare quel luogo di perdizione chiamato Senato, potrebbe fare solo danni simbolici in quanto i suoi coetanei, scaduto l'obbligo del sostegno a Prodi, generalmente latitano.Credo però che, anche se non ricorda, oggi viva solo di ricordi. Di quelli della partaccia fatta ad una malcapitata frequentatrice del suo stesso ristorante, colpevole...lei, non il ristorante, di non indossare una scollatura alla Maria Stuarda, o delle sue decisioni invasive di terreni altrui. Ha comunque sempre la scelta: da buon ultranovantenne può dormire in parlamento o nella sua comoda casa.Una sola cosa gli auguriamo: si decida a ricordare. Anche la memoria è un dono di Dio (questo la maiuscola la merita).

Wednesday, June 08, 2011


SPEGNERE LA NATO?

L'Europa, ammesso che esista come struttura politica, dovrebbe disporre d'una organizzazione difensiva pronta a intervenire in caso di minacce dall'esterno.
Attualmente, l'Europa non dispone di una tale organizzazione. Parte di essa si affida ad una struttura di difesa desueta e non sempre ben coordinata: la NATO.
Come indicato dallo stesso acronimo, la NATO è una struttura trasversale basata sugli interessi comuni dei paesi del Nord Atlantico. Detto in parole povere la NATO era nata per contrastare eventuali mire espansionistiche dei Paesi a orientamento comunista.
La NATO è stata per anni una struttura zoppa. L'Austria, per recuperare la propria indipendenza, s'era dovuta impegnare con l'URSS a non far parte di organizzazioni militari dichiaratamente anti comuniste.
La Francia, conscia della sua grandeur, che la portava a combinare casini scoordinati e continuativi nel nord Africa e in Estremo Oriente, si era sganciata dall'organizzazione transatlantica e aveva stabilito un accordo di collaborazione "in caso fosse". Una specie di contratto "co.sco.pro"
La Svizzera non s'è mai sognata di entrare nella NATO. La Turchia, fornitrice d'una delle forze aeree più consistenti dell'organizzazione atlantica, ha avuto qualche crisi d'insicurezza nel momento in cui, politicamente, ha deciso di metter da parte l'insegnamento illuminato di Kemal Ataturk. Oltre a ciò, la Turchia ha avuto, o ha ancora, qualche rogna interna da grattarsi con i curdi.
Un punto di debolezza importante della NATO risiede nel fatto che, essendo un'organizzazione ispirata in generale alla tradizione di componenti cristiane, ha trascurato sin dall'inizio le possibili influenze che altre dottrine avrebbero potuto esercitare sugli equilibri mondiali. Quando è nata, l'organizzazione si prefiggeva, in pratica esclusivamente, la lotta (o meglio, la resistenza) al potere rosso.
Il giorno in cui ci si è accorti che una nuova battaglia religioso-espansionistica era in corso sotto le mura di Vienna, la NATO, in base a criteri astratti di giustizia e libertà religiose nonché a quelli più concreti di anticomunismo, è riuscita a creare un tale bordello per cui ci si è trovati a combattere alle mura di Vienna a supporto dell'espansionismo islamico. Kossovo docet. Ne stiamo pagando le pesanti conseguenze!
Al crollo del muro di Berlino, la NATO - o meglio i suoi azionisti - si sono chiesti: "e mooo"?
Tiriamo dentro parvenus quali Polonia e Paesi Baltici. Riorganizziamoci per continuare a fare casino anche in assenza dell'Unione Sovietica. Qualche nemico potenziale o attuale lo troveremo comunque!
A nessuno è venuto in mente che:
- secondo uno degli azionisti di maggioranza, cioè l'USA, l'azione della NATO è sopratutto volta a proteggere gli interessi americani.
- secondo il "politically correct" tipicamente americano, si può fare la guerra ad Al Qaeda in Afganistan, ma non ufficialmente all'Islam. Anzi! La Serbia ne sa qualcosa. In particolare ricorderemo tale Michele Santoro che, videocollegato da un ponte di Belgrado sul Danubio, sprezzante del pericolo, dichiarava qualcosa del genere: "Ci stanno bombardando gli aerei della NATO (si è poi saputo che erano italiani), ma noi comunisti..."
- infatti, in Iraq ci sono andati quasi tutti a dare una mano, ma non come NATO, come cani sciolti. I danesi hanno inviato, intelligentemente per bloccare la foce dello Shat-al-Arab, un sottomarino. Gli altri di tutto e di più.
- ora che si parla di "primavera del nord Africa" piloti NATO scaricano tonnellate e tonnellate di bombe e di missili intelligenti con lo scopo dichiarato di stanare (ammazzandolo forse) un singolo personaggio. In realtà sono là a seguito d'una delle solite cazzate francesi. Scopo non dichiarato è evitare che Sarko ricostruisca a suo favore la geografia d'un pezzo d'Africa. Di morti finora ne hanno fatti già decine, con rigorosa esclusione del "target" dichiarato dell'operazione NATO.
- non sembra che i NATO boys abbiano conseguito molti successi in altre parti del mondo. Rischiano anche di diventare doppioni di quelli dell'ONU. Finora sono riusciti, per quanto mi consta, a non spararsi addosso gli uni con gli altri.
Allora, questa NATO la vogliamo spegnere una volta per tutte e con i suoi residuati tentiamo di montare un esercito europeo?
Sono troppo ottimista? Sì!

Sunday, May 15, 2011

CONCETTO PERSONALE DI DEMOCRAZIA

Tutti abbiamo diritto ad esprimerci in un ambiente governato secondo i criteri della democrazia. Il fatto è che il concetto di democrazia è in qualche modo assimilabile all'elastico delle mutande: a panza piena questo si espande. Inutile dire che, nei momenti di magra, l'elastico diventa più ballerino e rischia d'incoraggiare la messa in evidenza di quegli attributi che, ai tempi dei nostri avi, venivano definite "le vergogne".
Su una cosa tutti si dichiarano d'accordo: la democrazia è l'espressione del popolo.
Su più cose tutti sono in disaccordo: come interpretare l'espressione del popolo e come stabilire la corrispondenza tra gli atti dei governanti democratici e quanto il popolo ha espresso democraticamente.
Il popolo sceglie una maggioranza di governo. Questa maggioranza, nel momento in cui si presenta agli elettori, ha già indicato il nome di colui che formerà il governo (novità degli ultimi dieci-quindici anni che non è in conflitto con la costituzione).
Qui però entra in gioco la personalizzazione del concetto di democrazia. Chi ha vinto le elezioni dice: "Hanno scelto me. Avevo presentato un programma. Cercherò di realizzarlo. I miei elettori saranno felici e contenti."
Il programma di chi ha vinto è in generale agli antipodi rispetto al programma dei perdenti. Di conseguenza, a fronte d'una maggioranza, risicata o meno, di elettori felici e contenti, ci sarà una minoranza infelice e scontenta.
La democrazia dice: si rifaranno alle prossime elezioni!.
Metti però che il gruppo dei felici e contenti resti costantemente felice e contento e che addirittura aumenti di numero (anche se di poco), gli infelici e scontenti continueranno ad essere ancora più incazzati non riuscendo a far sentire la propria voce.
A questo punto le alternative sono due: o interviene il demagogo, persona capace di dare un contentino anche agli scontenti infelici, oppure si assiste a uno spettacolo di democrazia antidemocratica.
In effetti, sarebbe opportuno esaltare il frazionamento del territorio. Più il rapporto governante- governato è diretto, più il programma localmente realizzato aumenta il numero dei felici soddisfatti, più il programma nazionale del partito al governo verrà messo sistematicamente da parte. Non necessariamente disatteso, ma certamente imbastardito da quelle che sono le necessità locali. Credo che si arriverebbe a realizzare quanto la Lega Nord sta predicando da anni.





Tuesday, May 10, 2011

NON SI FINISCE MAI D'IMPARARE.
Fortunatamente per noi, le autorità più alte hanno continuato a spiegarci che:

Le Brigate Rosse e Prima Linea erano costituite da "compagni" portati sulla cattiva strada da cattive compagnie che istillavano nelle loro capocce vuote pensieri un po' rivoluzionari.

La Lega Nord risulta costituita da porconi criminali in quanto che non si rassegnano, loro della "fabrichetta", a convivere con i terroni cattivi che producono, così come i polentoni, circa 600 kilogrammi/anno-cranio d'immondizia, senza riuscire a smaltirne la metà.

Le somme autorità hanno ragione: è più giustificabile fare una rivoluzione (ché tanto una giustificazione si trova sempre, sia essa da ricercare nelle cattive compagnie che nelle ideologie tuttora profondamente radicate nel cervello di alcune delle stesse somme autorità) piuttosto che farsi il mazzo curando solo il benessere proprio e dei polentoni tutti.
Pertanto, continuiamo a studiare. Impareremo dai "sommi" sempre qualcosa. Non sappiamo però se di positivo o di negativo.

Wednesday, May 04, 2011


MESSAGGIO AI PROFESSORI DI STORIA.

EVITATE GLI ERRORI NORMALMENTE COMMESSI NELL'INSEGNAMENTO DELLA STORIA QUANDO SI RIFUGGE DAL TRATTARE ARGOMENTI SCOMODI DAL VOSTRO PUNTO DI VISTA E/O IN CONTRASTO CON LA VOSTRA POSIZIONE POLITICA.
FATE SI' CHE SIA LA CRONACA LA MATERIA D'INSEGNAMENTO ANCHE QUANDO LA CRONACA DI DETERMINATI AVVENIMENTI PUO' METTERE IN FORSE LE VOSTRE OPINIONI POLITICHE. ONESTAMENTE, ILLUSTRATE I DIVERSI PUNTI DI VISTA PER VALUTARE DETERMINATI AVVENIMENTI. NON PRESENTATELI MAI SECONDO IL CRITERIO DEL BIANCO O NERO.
IN RELAZIONE A PARTICOLARI AVVENIMENTI CHIEDETE APPROFONDIMENTI,
TESTIMONIANZE, TESTI DI SUPPORTO. COME MINISTERO IMPORREI A TUTTE LE SCUOLE LA LETTURA E IL COMMENTO DE "LA RABBIA E L'ORGOGLIO" DI ORIANA FALLACI. QUESTO LIBRO E' PIU' PROFETICO DELLA BIBBIA. E SE AVETE ALLIEVI ISLAMICI NON VE NE FATE SCRUPOLO! POTRANNO SEMPRE RECUPERARE LA SERA A CASA CON LA LETTURA DI QUALCHE SHURAH EDIFICANTE.

Quanto è vera la verità?

Il giorno 24 Aprile Wikileaks annuncia l'inizio della pubblicazione dei Guantanamo Files.

Il giorno 27 Aprile Mr. Panetta è promosso da capo della CIA a direttore del Pentagono. Il gen. Petraeus sarà il nuovo capo della CIA.

Il giorno 2 Maggio viene annunciata l'uccisione di Bin Laden. In questa occasione Panetta viene ancora presentato come capo della CIA. Nessun riferimento al generale.

Perché? Forse l'operazione "uccisione Geronimo" risale a qualche giorno compreso tra 24 e 27 Aprile e a Panetta è stato riconosciuto il giusto premio alla conclusione dell'operazione stessa?

Anticipo dovuto forse al timore che con i Guantanamo Files venissero fuori informazioni tali da compromettere tutta l'operazione?

Ritardo nella comunicazione al mondo dovuto al fatto che ci si trovava con un cadavere ingombrante di cui disfarsi? Mah!

Friday, April 29, 2011

INTERCETTAZIONE

DRIIINNN….DRIIINNN….DRIIINNN

“Sì pronto. Qui Arcore…casa Berlusconi”

Guarda che botta di culo!… ”May I speak to Silvio?”

“In person. Certo…mi consenta. Qui non abbiamo niente da nascondere. Nothing to be hidden. Tanto ci intercettano comunque. Mi dica. Si presenti e si qualifichi. E parli con chiarezza, ché qui il telefono quando lo mettono sotto controllo funziona molto male. E’ mica per il prossimo Bunga-Bunga?”

“Ma che Bunga-Bunga! We have grandi problems in Alabama!“

“Obama? My very good friend Barack speaking?”

“Mubarak? No. Is not enough with his niece?. I was saying: Alabama!”

“Yes! I understood. What’s going on, Barack? Spero tutto bene con birth certificate in Haway!”

“Perché away? Sono appena arrived from Macerata. Perché you want me to leave?”

“How could you reach Misurata!!?? Mohamar is bombing it!”

“Mo’ a madre che c’entra? Parlavo d’Alabama. Ce so’ i tornado. Stanno a distrugge tutto. You understand? Tornados!”

“Yes, I understand, Barack… Tornados! I will ask La Russa if he got some Tornados spare!”

“La rossa? Chi…a Brambilla? Mo dimme che c’entra quella! Brambilla is for tourism in Italy not for civil protection in Alabama. Volevo solamente sapé se… ”

“O yes, Barack, no Brambilla, solo La Russa…and a couple Tornados. Observing or bombing? In any case I shalll inform Napolitano.”

“Guarda questo! A me me serve solo…”

“O yes! I understood…Tornados”

“Sì che torno. Ma il biglietto me serve pe Macerata. Napoli che c’entra col biglietto mio?”

“No, Barack. Not for bombing Napoli! We’ll bomb only Tripoli! I shall personally warn the pilots not to mix Napoli with Tripoli! But you know? Maroni tells that we have broken him…or better them!”

“Mo. Non ci bastava La Russa con la Brambilla? Un par de maroni!...”

Rapporto riservato per il GIP: Da intercettazione odierna risulta che il Presidente degli Stati Uniti, nel chiedere a B. un biglietto per Misurata (o Macerata? Non è chiaro) è tornato (o tornado? Non è chiaro) a esprimere il suo apprezzamento per la rossa (o la Russa? Non è chiaro) e non ha commentato la confusione tra Napoli e Tripoli (riteniamo che ciò sia dovuto al fatto che bombardamenti da monnezza o da tornados siano considerati equivalenti)

Sunday, April 24, 2011

PROFETICO?

L'avevo scritto il 14 Aprile, quando avevo definito Massimo Ciancimino "una fetecchia". Guarda caso! Non passa una settimana che me l'arrestano
per aver falsificato un (uno?) documento importante che metteva sotto accusa nientepopodimeno che l'ex capo della Polizia.
In lutto permanente: Santoro, Ingroia, gli autori e organizzatori di Anno Zero, i Repubblicani, i Fattisti e Disfattisti.
Ora, per favore, magistrati, poliziotti, autorità competenti, spremete quei tre individui che non ricordano o che ricordano a puntate. Che siano ex presidenti, ministri, capi dell' esecutivo...non ce ne deve fregare niente. Vecchietti rincoglioniti che "non ricordano" solo al momento che potrebbe essere quello giusto?
Ma mi faccia il piacere!.. direbbe Totò.

Wednesday, April 20, 2011

QUALE DELLE TRE?

Perché il governo italiano ha deciso di non procedere oltre con il programma nucleare?

La risposta immediata al quesito è: per evitare il referendum . Una bocciatura del nucleare al referendum comporterebbe l’affossamento definitivo di qualsiasi programma si volesse proporre in futuro.

Altra risposta: Si. E’ vero. Abbiamo una strizza fottuta dopo il gran bordello che i giapponesi sono riusciti a combinare a Fukushima.

Terza risposta: la tecnologia che si prevedeva di applicare per la realizzazione del nucleare italiano era..guarda guarda…francese. E con tutti i complotti, gli sgarbi, gli sfottò, le prese per i fondelli, di cui tale Sarko si è reso di recente responsabile, volete che l’Italia passi ora alla Francia contratti multimiliardari?

E’ vero. Il Silvio nazionale canta anche in francese, ma da qui a cacciare tanti bei dobloni al suo quasi-ex amico Sarko, ce ne passa!

Qualora lo facesse, Carla gli sarebbe quanto mai riconoscente, pur continuando a manifestare il suo disprezzo per quell’italiano piccolo e grassottello che professa dottrine capitalistiche e scellerate tali da non concedere un minimo di spazio al socialismo snob di cui lei è portatrice.

Sia per ragion di stato che per interessi nazionalistici lui, Sarko, non potrebbe mai manifestare un vero apprezzamento per ciò che il suo quasi-ex amico ha fatto in occasione della cosiddetta ribellione di Misurata a sostegno delle imprese dei galletti di Francia, ben studiate a tavolino, anche se spacciate per improvvisate.

A mio modesto parere le tre risposte, per un caso veramente unico, valgono 1/3, 1/3, 1/3. Persino i bookmaker di Londra si troverebbero in imbarazzo.

Thursday, April 14, 2011

La legge è uguale per tutti

tranne che

per i collaboratori di giustizia.

Prendiamo un Giovanni Brusca. Pluriassassino. Delinquente fino al midollo.

In un qualsiasi altro stato, se proprio gli fosse andata bene, questo emerito pezzo di merda si sarebbe beccato un minimo di tre ergastoli. Se poi fosse capitato in uno stato tipo Texas già sarebbe passato a miglior vita.

In Italia no.

Diventa collaboratore di giustizia!

A nostre spese gli rifanno l’aspetto; forse anche i polpastrelli per evitare che le sue impronte digitali siano riconoscibili come schedate. Se avesse le tette si rifarebbe anche quelle, ovviamente a spese nostre. Si farà anche le ferie in crociera come accadeva con Buscetta?

Ma attenzione! Non spremetelo troppo. I collaboratori di giustizia dosano le informazioni. E’ ovvio: aumenta la loro quotazione.

Con molta astuzia i PM hanno fatto rientrare nell’ombra il Ciancimino figlio, che di stronzate aveva cominciato a spararne un po’ troppe, anche per un pubblico italiano pur abituato al peggio del peggio.

Invitato da un Santoro speranzoso di ottenere in diretta la descrizione di Berlusconi e Dell’Utri che, armati di dentoni tipo Dracula, suggevano il sangue di sindacalisti e giudici uccisi in Sicilia, ha lasciato tutti molto delusi. Una caduta di governo in diretta fallita in questo modo da principianti! Che guaio! Ma ‘sti giudici m’avevano garantito uno bbono e me mandano ‘sta fetecchia?

Oggi, dove troveremo un po’ di collaboratori pronti a descrivere i traffici Quiriministeriali relativi alla sottrazione d’un congruo numero di mafiosi al trattamento del 41 bis?

Però: che coglione che sono! Di cosa dovrebbero pentirsi i graziati?

Ma noi insistiamo: la legge è uguale per tutti.

Tuesday, April 12, 2011

ELOGIO della SANTITA’

Il famoso “mani pulite” non riuscì a far breccia nel muro eretto dai nostri comunisti a protezione dei sacri misteri di via delle Botteghe Oscure, in quel di Roma. E’ vero: tale Primo Greganti fu coinvolto nelle indagini, ma per lui il virus indagatorio si manifestò in forma oltremodo leggera.

Eppure, eppure… chiunque avesse frequentato i salotti buoni della Mosca Rossa sarebbe venuto facilmente a conoscenza dei circuiti che legavano l’industria e i finanziamenti italiani all’industria sovietica, al Partito Comunista Italiano.

Il circuito era molto semplice.

Ogni anno il governo italiano, tramite la SACE, garantiva finanziamenti per progetti da realizzare in diversi Paesi. Uno di questi si chiamava Unione Sovietica.

Parte dei soldoni messi a disposizione degli imprenditori italiani per esportazione di beni e lavoro in URSS servivano ovviamente a ungere qualche ruota del pesante ingranaggio statale sovietico, ma c’era anche una parte consistente del quattrino, compresa tra il 3% e il 6% del valore del finanziamento, che veniva necessariamente, ripeto “necessariamente” dedicata alle operazioni di coordinamento dell'esportazione dei materiali e macchinari necessari alla realizzazione dei progetti in URSS. Ovviamente, un grosso investimento del tipo Togliattigrad auto implicava l’introduzione in budget della percentuale minima, pari al 3 per cento, mentre chi avesse fornito per la stessa Togliattigrad le fabbrichette per la produzione di fanalini o di pasticche dei freni, doveva mettere in conto la percentuale del 6 per cento.

Queste somme venivano pagate a due società italiane. Quella più importante per l’impiantistica aveva sede a Torino mentre l’altra, specializzata in transazioni commerciali e import/export aveva uffici a Roma & Trieste.

Solo una parte dei soldi versati venivano effettivamente utilizzati per le operazioni di intermediazione, trasporto e sdoganamento. E il resto?

Il resto veniva semplicemente girato su conti vari che, anche se non immediatamente riconducibili a via delle Botteghe Oscure, erano direttamente fruibili dal partito dei lavoratori.

Il meccanismo era quindi molto semplice. Infatti l’URSS comprava a un prezzo più elevato un impianto finanziato dal cento per cento dei contribuenti italiani. Finanziatore e finanziato sapevano bene che una parte di quei soldi servivano a sostentare il più forte partito comunista dell’occidente, ma non si sporcavano le mani, né potevano essere accusati dagli avversari atlantici di interferenza nella vita politica d’un Paese che Yalta aveva assegnato all’Occidente.

Quelli di mani pulite qualche domanda se la sono posta, ma forse non glie ne fregava più di tanto. In quel momento la parola d’ordine era: basta con i politici che ci governano! E Botteghe Oscure, grazie anche alla scomparsa di Enrico Berlinguer e Moro, non era mai arrivata al governo.

Ci fermiamo a Greganti? Certo. Non dobbiamo disturbare i santi in paradiso. Anche se in terra risiedono in un luogo dal nome più vicino agli inferi che all’empireo.

Tanto santi in fondo non erano in quanto, dopo una campagna serrata condotta dai neofascisti, persino il permissivo parlamento italiano era già dovuto intervenire fine anni ’70-inizio degli anni ’80 per frenare i finanziamenti sfacciati e diretti da Partito Comunista dell’Unione Sovietica a Partito Comunista Italiano.

All’inizio degli anni Ottanta si interruppero quindi i finanziamenti ufficiali sovietici in contante al Pci anche se il denaro di Mosca continuò ad arrivare ad alcune correnti del partito e a sorreggere altre iniziative come, ad esempio, il giornale romano Paese Sera. Il partito di Berlinguer, che ancora per tutti gli anni Ottanta conservava una struttura pesante fatta di abbondante personale, di sedi sparse su tutto il territorio e di attività editoriali e giornalistiche assai costose dovette provvedere altrimenti. Ed è proprio a questo periodo che risalgono i finanziamenti sistematici a Botteghe Oscure che provenivano da alcuni enti di Stato dove il PCI aveva inserito i propri consiglieri di amministrazione. Si trattò di un vero e proprio sistema tangentizio. In questo contesto si inquadra il sistema ben collaudato della mazzetta sui finanziamenti SACE a Mosca. I finanziamenti SACE superavano regolarmente i 100 miliardi di lire l’anno. Di questi, dai 3 ai 4 miliardi finivano PCI. Nel caso di Togliattigrad si raggiunsero cifre cinque o dieci volte superiori.

Era questo il periodo in cui il nostro Mortadella girava per Mosca cercando di piazzare prodotti e servizi di una ditta che tentava di sopravvivere all’opera di distruzione messa in atto da un cittadino italo svizzero che ancora impazza sul nostro territorio.

A Mosca allora se ne parlava di queste cose. Pochi illusi le consideravano indizi d’un disgelo che, allorché l’URSS occupò l’Afghanistan, ci si accorse che tanto disgelo non era.

E si è continuato così per anni. E Totò avrebbe detto:”…e io pago!”

Saturday, April 02, 2011

Ora sì che Gheddafi può stare tranquillo!

Secondo indiscrezioni - e già il termine “indiscrezioni” di per sé costituisce un buon punto di riferimento – agenti della CIA sarebbero sbarcati in Libia e avrebbero dato inizio ad operazioni: di sabotaggio? di destabilizzazione? di volantinaggio? commerciali? (vu’cumprà sulle spiagge della Tripolitania ?)

Le operazioni della CIA sono in generale viziate dal tipico marchio di fabbrica US: risonanza a scopo di propaganda. Ma questa stessa caratteristica ne determina in generale il fallimento totale o parziale.

Possiamo forse dimenticare l’azione studiata dalla CIA al tempo del presidente J.Carter allorché, nel tentativo di liberare il personale sequestrato nell’ambasciata USA di Teheran, si realizzò il più grande fiasco organizzativo e operativo che qualsiasi storia di qualsivoglia paese ricordi?

C’erano ovviamente dei precedenti illustri come l’operazione della Baia dei Porci. Ma anche in seguito la potente e costosissima organizzazione non si è smentita: più d’una decina dei suoi agenti, qualora non desiderassero essere processati, non potranno più mettere piede in Italia a seguito dell’esportazione illegale, non di capitali, bensì d’un Imam.

Quindi il nostro colonnello (ma non me lo promuovono mai?) può veramente stare tranquillo. Verifichi solo che gli agenti CIA siano quelli veri, con badge regolamentare appeso al collo. Adesso siamo all’inizio della buona stagione; perciò suderanno un po’ in Libia.

Mein oberst! Permetta loro di slacciarsi la cravatta, togliersi la giacca e arrotolarsi le maniche.

In caso contrario potrebbero far ricorso ad una delle tante corti elette a protezione dei diritti dell’uomo. Ne esisterà almeno una dedicata agli agenti CIA!

Thursday, March 31, 2011

Sunday, March 27, 2011



Costa Avorio, Da Francia e Nigeria risoluzione Onu contro Gbagbo

Ven 25 Mar - 18.36

Ma quanto è attivo questo SARKO!



NESSUNO TOCCHI SABRATAH!

Una delle testimonianze più belle del periodo in cui Roma contava qualcosa in più di Parigi.


EUROPEAN UNION …. what’s European Union?

Nel lontano 1952 , subito dopo la creazione della CECA (comunità del carbone e acciaio, per capirci), tutti speravano che l’Europa Unita fosse a un passo.

In quei tempi lontani scrivevo benino in italiano. Per questa ragione fui scelto per rappresentare il mio liceo al contesto nazionale, organizzato dal Ministero della, a quel tempo Pubblica, Istruzione, sulla futura Europa comunitaria.

Io non mi sono mai creduto veggente, ma scettico sì.

Ricordo l’inizio della mia pregevole opera: “Non so se Darwin sia nel giusto quando sostiene che l’uomo discende dalla scimmia. Il comportamento di noi essere umani sembra comunque confermare la teoria di Darwin in quanto…”

Ovviamente, partendo da una base che annunciava lo scetticismo più radicato, la mia pregevole opera non assurse agli onori che il ministro riservò a ragazzi che, più ingenuamente forse, avevano decantato tutti i vantaggi e le chimere religiosamente registrate durante i sermoni dei loro professori.

Bene! Nel 1953. Oh no! Nel ’54? Nel ‘55? Nel ’56? Nel ’57? Fermi là! Ci siamo. Siamo sempre qui da noi: si firma il trattato di Roma!

Siamo solo sei? E che ci frega! Cresceremo. Per adesso basta che siamo quelli buoni!

Solo che qualche anno dopo, per confermare le tante diversità d’opinione, Inghilterra, Portogallo, Danimarca etc. si sono coalizzati nell’EFTA, sistema in concorrenza con la CEE. E per diversi anni il dualismo dei sistemi ha fatto sì che le cose procedessero zoppicando. Finalmente! Perfino i sudditi di sua Maestà, insieme ai loro partner dell’EFTA, ma con distinguo vari, si sono decisi a entrare nell’Europa. Da questo momento siamo diventati EU. Giubilo! Siamo cresciuti! Abbiamo una marea di leggi e regolamenti che pochi conoscono. Sperperiamo tanti bei dobloni per tener in piedi tutta la burocrazia che all’EU spetta. In parallelo abbiamo una NATO. Facciamo guerre…pardon: interventi di pace in nome dell’ONU. E a questo punto? Guerra più guerra meno io, anzi IO, anzi IO, erede del général De Gaulle, dirò all’Italia, per interposta persona: “Fuori dalla Libia! Il petrolio serve a noi e ai nostri amici (da quando?) inglesi!” Il fuori dalla Libia equivale a un “Fuori dai coglioni!”

“E se non lo hai capito, ti combino in Libia un casino di bombardamenti che la metà basterebbe e ti ci trascino dentro anche fratello Obama! Tanto lui, già nero di proprio, un po’ più nero d’incazzatura lo diventerà! E ti finanzio i cosiddetti ribelli. E ti lascio sul groppone i risultati della mia bella politica in Tunisia. E se non basta, sta’ attento che riesco a risvegliare i sogni napoleonici in Egitto e ti mando pure quelli! E per concludere: Vive la France Vive la République!”

In dissolvenza: “God save the Queen!”

E la EU?

Monday, March 21, 2011

PARCO DELLA VITTORIA

Il nostro Presidente, fully immersed nei festeggiamenti per i 150 anni dello stato italiano, ci ha tranquillizzati annunciando: “Non siamo in guerra”.

Un sospiro di sollievo da parte di tutti. “E’ vero! Stiamo giocando a Risiko!” ha detto subito qualcuno.

“Ma no!” ha aggiunto un altro “Ci sono i quattrini di mezzo. Forse stiamo giocando a Monopoly!”

“Monopoly? Non dire cavolate! E i pozzi di petrolio? Lì al massimo ci sono le stazioni ferroviarie!”

“Certo! Ma c’è la società del gas!.”

“Chi sa quanti Tornados vale!”

“Perché? Si je glie la paye en Rafales non me la vend? Tu sai che io a suo temps avevo payé en Mirage des droits che poi tu mi hai fregato? C'est vrai. Fa parte degli imprevisti, però…”

“E adesso? Vuoi proprio rifarti la grandeur perduta? Allora perché chiami quei mezzi falliti dei tuoi amici d’oltre manica che a loro il petrolio glie avevano preso più di quarant’anni or sono? Credi che fregando il gas a me tu starai tranquillo? Sarai costretto a liquefarlo, altrimenti non lo trasporti! Io invece ho già il gasdotto con la Sicilia: perciò a me ‘sto gas costa meno! E il gasdotto né te lo presto né te lo affitto. Toh! Béccate questo!”

“Ma io tanto le gas non glie pago proprio. Je donne un contentino…tanto perché non rompano. Poi, comment dit-on? une bottarella al petrolio glie la daremo pure, no?”

“Are you debating about my oil? Do not dare!”

“Nosotros tambien tenemos unos derechos ya firmados con el raìs. Pero lo que nos preocupan màs son los gringos. Tienen una sed maldita de petròleo.”

“Hvorfor er vi her? Tyskerne er ikke med. Olie og gas har vi i Norge! Vi kan godt rejse hjem!”

“Qui sont ces vikings? Ils arrivent avec des avions américains! Quel honte!”

“Stop! Arretez! Fermateve! Un’idea. Compramose tutti insieme Parco della Vittoria e levamose dai cojoni! Forse è mejo!”

Thursday, March 17, 2011

Anno di grazia: 1978

Mosca – URSS

Ministero dell’Industria

Personaggi e interpreti:

- A.N.Kossigyn, ministro e ingegnere;

- delegazione di società d’ingegneria italiana capeggiata da un supermanager.

Oggetto: Promozione della tecnologia per la produzione di bioproteine da petrolio.

(In quei tempi il petrolio costava meno di 5 $/barile. Di conseguenza si poteva pensare di produrre vantaggiosamente mangimi per animali a partire dagli idrocarburi. Oggi si fa il contrario. Infatti si producono combustibili a partire dai vegetali e dalle proteine di scarto)

La discussione tra le parti verte fondamentalmente sulla possibilità che dette bioproteine, presentino dei rischi per la salute del consumatore finale: l’uomo. Possono esistere mutazioni genetiche che non siamo in grado di prevedere! Annuncia Kossygin.

“Certo che no” risponde il supermanager. “Abbiamo sperimentato le bioproteine su cinque generazioni di polli senza constatare mutazioni di alcun genere. L’esperimento è stato condotto sotto lo stretto controllo del più qualificato istituto medico scientifico italiano!”

Kossygin insiste sul fatto che i polli sono polli e che i cristiani sono cristiani (non detto proprio così per non tradire l’areligiosità del PCUS).

Davanti allo scetticismo del compagno Kossygin il supermanager, trasportato dalla sua smania di venditore, la spara:

“Tutto il progresso scientifico ha richiesto le sue vittime. Ancor oggi non si volerebbe senza un tributo di vittime allo sviluppo della tecnologia dei trasporti aerei.”

Qui A.N.Kossygin senza dire una sola parola, si alza ed esce dalla sala riunioni. Non vi farà ritorno.

Ovviamente tutta la presentazione è morta là. Né è mai stata ripresa in seguito.

Parallelismi

L’altro giorno, richiesto di commentare la situazione sul nucleare, Casini Pierferdy, con fare saputo, afferma:

« il progresso ha sempre dosi di rischio »

Un Kossigyn, si sarebbe leggermente incazzato?

Sillogismo:

L’acido borico combatte gli scarafaggi.

La Francia ha inviato in Giappone un aereo con un carico di acido borico per combattere i capricci dei reattori nucleari.

I reattori nucleari sono scarafaggi?

Wednesday, March 16, 2011

QUESTI STR…ANI DI FRANCESI (3° puntata)
Adesso a Sarkozy gli tocca proprio farsi ‘sta “no fly zone”.
Da solo o in compagnia.
Altrimenti dove si mette l’ambasciatore che aveva promesso ai rivoltosi e che avrebbe dovuto rappresentare la grandeur francese a Benghazi? Dovrà pure tentare di ribaltare una situazione che sembra proprio rappresentare uno schiaffone in faccia ai soloni di Bruxelles, questi ben allineati con gli americani. Gli unici dissociati in quel dell’ONU, guarda caso, sono Cina e Russia, paesi che direttamente o indirettamente sono legati alla politica idrocarburi di Mohamar. C’è una certa convergenza d’interessi tra Vladimir e Mohammar. Ambedue riforniscono di gas la vecchia Europa. E’ bene che si coordinino e facciano cartello. Ora arriverà anche il gas norvegese, è vero, ma questi, i Norvegesi, si sono già coordinati con Putin per il collegamento che bypasserà l’Ucraina. La Cina, oltre ad aver stabilito teste di ponte industriali in tutta l’Africa, ha anche ottenuto contratti dai libici per la fornitura d’installazioni industriali.
E’ vero. La banda dei Gheddafi un po’ di casino lo sta combinando. Se si sono fregati un po’ tanti quattrini è anche giusto bloccarli. Anzi! Io suggerirei di confiscarli e utilizzarli per la sistemazione delle migliaia di profughi che hanno lasciato, o stanno lasciando la Libia.
(Al figlio di Mohammar, tanto appassionato di calcio, potremmo sequestrare le azioni Juve e, in cambio, regalargli Moggi!)
Dunque. Il mio consiglio a Sarkozy, prima di combinare cazzate irreparabili, sarebbe quello di consultarsi con la pacifista Carla. Lei potrà frenare i suoi istinti guerreschi.
Che Lui ci dica che di Islamici ne ha il triplo che in Italia, e che quindi non ne vuole più, è una chiara indicazione delle sua ipocrisia. La maggior parte degli islamici residenti in Francia sono quelli dei tempi in cui la grandeur era al quadrato, dei tempi cioè in cui l’Algeria era francese.
Ma fosse che fosse che i ricordi dell’Algeria francese e delle sberle che i francesi hanno preso laggiù, proprio in Algeria, spingono Sarkozy a crearsi un giardinetto cirenaico con tanto di petrolio e gas?
Una raccomandazione per i nostri? Meglio dissociarsi! Tanto noi con i nostri cugini d’oltralpe non abbiamo mai avuto una chiara identità di vedute.