why should I lie?
Monday, May 16, 2005
Mi consentano!.. Sono scettico. Lì per lì, non credo a niente di quello che mi vogliono propinare. Studio, analizzo e poi mi pronuncio. Il più delle volte la mia sentenza è: mamma mia, che “storie” del cavolo!
Le “storie” sono di tutti i tipi e di tutti i colori: storie di miracoli, o presunti tali; colloqui più o meno confidenziali con qualche defunto; letture e predizioni del futuro con o senza tarocchi; oroscopi che considero addirittura insultanti, oltre che insulsi; fenomeni paranormali che, normalmente si rivelano essere fenomeni semplicemente paraculeschi.
L’essere umano ha veramente bisogno di questo insieme di “cavolate” per sopravvivere?
Se così fosse sarebbe estremamente triste. E purtroppo lo è in gran parte…o forse in totalità?
Ringraziano con tutto il cuore quelli che traggono vantaggio da questa situazione a spese del pollo che si lascia spennare da maghi, veggenti, medium, guaritori ed altri frescacciari.
Mi consentano!.. Non sono solo scettico; sono anche sospettoso. Una volta posta la questione del “dubbio” o anche della “certezza” sul modo di agire delle schiere di venditori di fregnacce, penso ai vantaggi che ne traggono. Chiari e immediati quelli della parcella; altrettanto chiari quelli dei telefoni a scatto. Non avendo mai partecipato a sedute spiritiche non so se, e nel caso quanto, si paga per avere un medium di buona qualità. Non so neanche se la partecipazione a sedute spiritiche possa portare vantaggi politici ed elettorali. Economici certamente sì per il medium (o più in generale la medium?)
So solo che, se fossi stato un capetto qualificato ed autorizzato di CC, PS o GdF avrei fermato immediatamente e torchiato per ore, giorni, settimane, il gruppetto di “Gradoli”. Non sono certo che avrei potuto salvare la vita di Moro, ma avrei probabilmente potuto accertare la fonte della notizia e il coinvolgimento di chi questa informazione l’ha fornita. Sembra, naturalmente ad anni di distanza, che una persona informata dei fatti, nel senso di persona avente rapporto con BR o mandanti, abbia buttato lì sul piattino semovente la “strana” informazione.
Ma se io mi fossi chiamato Cossiga, avrei inventato nel ’78, cioè con qualche anno d’anticipo, il sistema “mani pulite”, ovvero ‘tutti dentro finché non parlate’.
Mi consentano!..Provo un profondo senso di sconforto. In quel tempo (1977-1978) bazzicavo dalle parti di Mosca, URSS. Mosca era, per definizione, il trampolino di lancio di politici, sindacalisti, giornalisti, editorialisti, mestatori, spie di secondo o terzo livello (quelle di primo non servivano più dato che la temperatura della guerra fredda si stava pian piano rialzando), procacciatori d’affari, banchieri veri, banchieri falsi, venditori di prodotti proibiti ma tollerati (ad esempio: mobili per ufficio senza zampe di leone, maioliche di Sassuolo, macchinette per l’espresso, sci ed attrezzature connesse; libri mai!) e tipi come il sottoscritto che si occupavano della fornitura d’impianti industriali a vari ministeri. (curiosità: il ministero dell’aeronautica si occupava anche delle pentole per la cucina; l’alluminio è in fondo l’alluminio!)
In Ambasciata, alla Camera di Commercio Italo-Sovietica della Uliza Vesnina, negli alberghi per stranieri, a casa di qualche diplomatico, al teatro, si incontravano i personaggi più interessanti, vuoi italiani che corteggiatori politico-commerciali del nostro paese. Una sera, nella grande sala del Cremlino, mi sono trovato seduto accanto a Luciano Lama che si stava godendo in tutta tranquillità un bellissimo spettacolo di balletto. Al suo seguito un paio di persone. In complesso una serata molto piacevole.
Un’altra sera, a casa d’un diplomatico italiano, ho incontrato uno di quei politici che - a quel tempo all’inizio della sua carriera - avrebbe fatto molta strada. Silenzioso, timido, introverso. Così l’ho giudicato. La sua conversazione si limitava al classico borbottio con accento emiliano, spesso indecifrabile, che tuttora lo contraddistingue. Quella sera, oltre al sullodato, a casa del diplomatico c’erano la prima ballerina dell’Opera di Roma, reduce da un concorso al Bolshoi, il Presidente e l’Amministratore Delegato della ditta per cui lavoravo all’epoca, il Direttore Generale d’una banca d’affari azionista della società, un paio d’altre persone di cui non ricordo né nome né qualifica e, ovviamente, i padroni di casa. Dimenticavo: c’era anche la Signora Galina Oborina, mia consulente per l’URSS, classificata tra le spie del KGB nel dossier Mitrokhin. Lo confesso, in tutta verità la signora Oborina era un tipo pericolosissimo. Infatti, ha tentato per ben due volte di farmi leggere la sua tesi di dottorato all’Accademia delle Scienze di Mosca dal titolo “L’economia di San Marino dopo la seconda guerra mondiale” naturalmente in russo. Ha dovuto rassegnarsi davanti all’eroismo italiano: ho rifiutato ambedue le volte.
Durante tutta la serata “il nostro” avrà detto una trentina di parole. I “miei tre”, più la “spia del KGB secondo Mitrokhin”, hanno fatto una figuraccia presentandosi con trenta minuti di ritardo. Hanno dialogato molto poco con “il nostro”, anche se non credo assolutamente che “i miei tre big” ignorassero le funzioni di Prodi nell’allora maggioranza. La “spia” poi avrebbe dovuto conoscerne anche il numero delle scarpe e quello della camicia.
Qualche settimana più tardi: Gradoli, ovvero la famosa seduta spiritica. Quanta bella pubblicità gratuita! Ma chi ha tirato fuori questo individuo dal cappello? Non ricordo mai se fosse lui alunno di Andreatta o viceversa: la prima c’hai detto, credo. Una cosa è certa: poche parole ma molte idee…fisse, dirà qualcuno, chiare aggiungo io. Sistemata la politica economica personale e statale con il commercio dell’ovvio e la vendita a prezzi di realizzo delle industrie IRI, Prodi comincia a lavorare ad un progetto di compromesso “politico”, visto che quello “storico” portava un po’ sfiga. Gli ingredienti: l’idea politica di Moro, ma ridimensionata adottando un rosso lavato e addirittura trattato con la candeggina. Contorni: un certo numero di vegetali, dalla quercia all’ulivo, alla margherita, al girasole. Le falci e i martelli vengono rigorosamente relegati sullo sfondo, così come le compromesse croci Libertas.
Pensierino interruttivo - che simbolo strano la croce!
· Latina o greca è diventata simbolo d’amore e di pace…per tutti, tranne che per gli ex democristiani;
· di Santandrea, oltre al santo che l’ha collaudata, regge strutture e palazzi;
· di Lorena, “vive la France, vive la République”;
· uncinata, qualche guaio l’ha combinato;
· celtica, di guai vorrebbe combinarne tanti, soprattutto negli stadi e nel cervello dei giovani;
· altre croci, che croci più non sono (ad esempio la Z barrata) non si capisce che cosa vogliono; – speriamo bene.
Chiusa l’interruzione.
Ritornando a Prodi, si scopre quindi un programma politico. Non credo sia stato capito dai più, in quanto sembra più il prodotto d’un bussolotto per dadi in cui tutti hanno infilato qualcosa. L’unica cosa chiara è: nell’Europa, zoppicanti, ma ci siamo; ora entriamo nell’Euro. Il costo? Solo un’eurotassa e passa la paura!
E’ vero. Non è andato tutto così liscio, ma finché regge il mondo vegetale la speranza non crolla. Tanto è vero che l’ammucchiata Prodi ci si ripresenta oggi, sempre forte del suo contorno di verdure.
Mi consentano!..Mi lascio trasportare dal cuore. Certo! Ché se aspettiamo gli altri…di trasporti...
Sì, proprio i trasporti! Da dove cominciamo? Ce lo consentirà il Luca nazionale? Gli Agnelli preferivano che non se ne parlasse troppo. Bastava la gomma. Treni? Metro? Navi e traghetti? Sono forse tornati di moda? Ho sentito addirittura un “margherita” che si è lanciato in un’apologia delle “autostrade del mare”. Franceschini! Oh Franceschini! Qui siamo davanti a un chiaro “patent infringement”. Le autostrade del mare le aveva inventate Berlusconi. E’ vero che finora non le ha realizzate, ma il brevetto è suo. Un pensierino vale ben la pena di farlo su questo argomento.
Se io fossi Lunardi, passerei la domenica a distribuire chiodi a tre punte sulle strade. Così la gente comincerebbe a perdere un po’ dell’interesse mostrato negli ultimi sessanta anni per le quattro e le due ruote. Vi rendete conto che in Italia ci sono persone con due auto (o anche più di due), una moto e forse anche un motorino? Il primo che dice dove dovrebbero mettersi tutto quell’armamentario…verrà impiccato al pennone più alto. Così diceva Morgan per combattere il turpiloquio della ciurma.
Ma vi rendete conto che la motorizzazione in Italia ha raggiunto e superato il 60 percento della popolazione? Sia ben chiaro! Nella popolazione vengono calcolati anche i neonati ed i centenari, gli extracomunitari in regola e i clandestini. Vogliamo dire quaranta milioni di auto, camion, motocicli e motorini?
Vi rendete conto del fatto che una grossa percentuale dei TIR non rispetta le velocità massime consentite?
Vi rendete conto del fatto che la totalità dei due ruote non rispetta le regole del traffico? Vi rendete conto del fatto che di questo fenomeno i vigili urbani di tutta Italia se ne strabattono? Che forse essi stessi ignorano che è vietato fare lo slalom tra le auto ferme a un semaforo per guadagnare la prima fila? Che è vietato viaggiare sulle corsie d’emergenza? Che il divieto del cellulare vale anche per loro? Che si dovrebbero sbattere in galera tutti coloro che, coinvolti nella catena di fabbricazione e distribuzione dei motorini, mettono in mano a ragazzini macchinette varie che, una volta eliminati i vari blocchi, fanno gli ottanta all’ora?
Mi consentano!..Sono diventato euroscettico. Ero certo che la gente avrebbe capito, che avrebbe cominciato a considerare l’Europa come casa propria, che avrebbe cercato lavoro a mille o duemila chilometri da casa, che avrebbe cominciato a mangiare persino i krauti. Ero certo che la gente avrebbe voluto mescolarsi con gli altri, scambiare usi e costumi, soprattutto smettere di pensare come il provinciale che arriva nella grande città. Ero certo che dalla firma del Trattato di Roma fino ai giorni nostri qualche cosa aveva cominciato a germogliare; che i nostri figli s’interessassero perfino al hockey su prato abbandonando per qualche ora l’amato pallone; che i politici membri del Parlamento Europeo e della Commissione Europea europeizzassero un tantino mentalità e procedure piuttosto che travasare nelle “direttive” il pensiero e le consuetudini dei membri più forti. Ero certo che l’Europa a venticinque avesse più aspirazioni federative, e soprattutto, che si desse da fare per costituire dei melting pot rimasti, ahimé, sulla carta. In particolare, in Italia si litiga ancora sulla devolution, sui poteri alle regioni, sull’organizzazione locale dimenticando che tutto il nostro Paese vale quanto uno degli Stati degli USA, niente di più. Lo stesso dicasi per gli altri componenti d’Europa.
Andate su Internet e cercate il sito dell’Europa. Tutto è scritto ed è leggibile in almeno 22 lingue (Germania ed Austria parlano la stessa lingua; lo stesso dicasi per Grecia e Cipro – quella non turca -;
e probabilmente, non ricordo con certezza, forse anche cechi e slovacchi). Ai tempi della vituperata URSS, le lingue “sovietiche” erano un’infinità, ma tutte le repubbliche avevano in comune il russo. E questo traguardo l’avevano raggiunto molto rapidamente; forse, tra zar e rivoluzionari, anche ‘forzatamente’.
Ormai a cinquanta anni dal Trattato di Roma, siamo ancora ben lontani da un qualsiasi traguardo. L’URSS aveva fatto a tempo a nascere, bene o male a vivere, cominciare a morire; il tutto in settanta soli anni. Noi stiamo ancora pensando che forse un qualche ministro in comune dovremmo averlo, che un esercito tipo NATO “stona” nel contesto, ma che due eserciti distinti sarebbero veramente un po’ troppi. La Commissione Europea dice peste e corna d’Israele, gli altri Paesi decidano secondo coscienza. Sembra un referendum abrogativo organizzato dai Radicali. La banca Centrale Europea ha praticamente rimpiazzato tutte le banche centrali dei Paesi membri. La Banca d’Italia conserva migliaia di dipendenti che non si sa cosa debbano fare esattamente. Una società italiana voleva metter le mani sulle acque minerali francesi: anatema! Poi i francesi, giustamente più forti, si sono accaparrati grandi marche d’acqua minerale ed analcolici italiani. Non parliamo delle liti sulle banche! Negli USA l’incazzatura banche c’è stata solamente quando c’era Sindona a farle fallire! Da noi: OPA non OPA, veti non veti, cordate naturali e artificiali. Sarà un caso, ma le banche attualmente più scalate, coccolate, opate o opsate sono quelle o loro derivati(certamente una coincidenza, dato che oggi non sono più uguali a se stesse) che nel passato sono state le più chiacchierate (Saddam Hussein, Nerio Nesi, Drogoul da una parte, Calvi, IOR, Marcinkus, Gelli, Sindona etc. dall’altra).
L’atteggiamento della Banca d’Italia riflette una mentalità molto ma molto conservatrice. Questa è la stessa mentalità che si riscontra in molti giovani: “Dateci il lavoro nella nostra città: vogliamo restare da mammà.“
A questo proposito bisogna ricordare che là dove la Costituzione Italiana recita “…repubblica basata sul lavoro” non vuol dire che debbano portarci il lavoro a casa nostra. Significa anche e soprattutto che dobbiamo farci un bel mazzo per costruire e mantenere uno Stato. Figuriamoci l’Europa!
Partite! Conquistate l’Europa con il vostro lavoro così come i nostri antenati hanno conquistato Paesi lontani. La grande differenza è che l’Europa non è terra d’emigrazione: è casa nostra. Ma già non ci credo più.
Thursday, May 12, 2005
non
DOLO!
Sorpresa! Cose nuove per noi! In Italia infatti, quando trattiamo di certi avvenimenti, la colpa è sempre e senza eccezioni collegata al dolo.
Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Stazione di Bologna, Ustica insegnano.
Ma c’è una differenza? Una, piccola piccola sì.
Negli USA si sputtana un certo Mario Lozano, che, ragazzotto cacasotto, almeno una raffica l’ha sparata. Da noi si sputtana mezzo mondo; si mettono alla gogna, o peggio in galera per mesi, quando non per anni, individui colpevoli d’aver detto due parole di troppo, d’aver fatto un saluto fascista da nostalgico di qualcosa che già non sa bene cosa sia stato, d’aver fatto una battuta cretina ad una spia della polizia ancora più cretina, d’aver incontrato persone sbagliate ai posti giusti o persone giuste ai posti sbagliati, di esser capitati in un periodo di governo balordo (quasi sempre).
Piazza Fontana ha battuto tutti i record in tutte le discipline:
· Dolo
· Lentezza
· Imbecillità e/o Vigliaccheria
· Preconcetti
· Incapacità degli inquirenti ? e/o
· Insabbiamenti politici e non ? e/o
· Incompetenza dei magistrati e
· Governanti privi di palle,
ma, e soprattutto
· Segreto di Stato
Ci siamo arrivati: il Segreto di Stato!
Bella istituzione! Usata ed abusata.
Caso A - Siamo vicini a diventare un paese comunista? Bene! L’istruzione dice: introdurre tutti gli omissis possibili in qualsiasi documento affinché il popolo bue possa ricavare l’impressione che siamo diventati i servitori degli americani.
Caso B - Abbiamo un rigurgito a destra? Installare di corsa gli omissis che rendano ben evidente il pericolo comunista, ante-muro, post-muro, dentro le mura.
Persino il Vaticano ha reso pubblici alcuni documenti secretati per secoli. E in Italia? No! Mai e poi mai!
Esistono certamente rapporti confidenziali sulle scappatelle di monarchi, di capi di stato, di politicanti e politicastri, che certamente non venderebbero mai quanto le barzellette su Totti, ma che darebbero con tutta probabilità un’idea di come girano, o giravano, le cose. Un bel caso Profumo lo abbiamo mai messo in piazza? No. Mai tradire, è il nostro motto. Il documento verrà rivelato e alcuni degli omissis verranno tolti solo quando ciò servirà a mantenere la direzione del popolo bue nel senso prefissato da qualche governante. Per esempio, oggi è tutto più o meno noto sugli amori del Benito nazionale. Ascoltando le illustrazioni televisive della sua storia con Claretta, si ricava l’impressione che almeno durante una parte del famoso o famigerato ventennio, le funzioni del nostro capo del governo, in base al principio del ce-l’ho-duro, si svolgessero esclusivamente in posizione orizzontale.
Se però cerchiamo dati relativi a personaggi importanti, siano essi tuttora viventi oppure imperanti fino ai giorni nostri (leggi ad esempio: delitto Mattei; lista completa dei membri della P2 ecclesiastici compresi; leggi sequestro e uccisione di Moro; leggi dossier Mitrokhin completo; leggi attentato al Papa; leggi collegamenti italiani e vaticani con i generali argentini; leggi Ustica e/o Sila; leggi strane morti per affogamento di due fratelli famosi e celebrati; leggi la morte di Giorgiana Masi; leggi la scomparsa d’Emanuela Orlandi etc.etc.), ci si scontra o ci si è scontrati sempre con qualche omissis o, peggio, con i famosi muri di gomma. In ogni caso si è sempre cercato ed ottenuto di insabbiare, mascherare, falsificare fino a ché le generazioni testimoni dei fatti siano completamente scomparse. Le verità (?) verranno fuori lentamente con il tempo e non potranno più far danni perché a due o tre generazioni di distanza alla gente non glie ne fregherà più di tanto. Avranno altre rogne da grattarsi.
Se un giornalista non rimbalza sui muri di gomma secondo collaudata specifica, rischia di brutto: Mauro De Mauro insegna. Il tanto vituperato Mino Pecorelli (secondo me uno dei migliori giornalisti italiani) avrebbe anche lui qualcosa da raccontarci.
Perché negli altri paesi, e in USA in primis, i disastri Carter-Iran, il Watergate, lo scandalo BNL-Atlanta (a proposito: che Nerio Nesi fosse indagato dagli Americani era noto in Italia solo agli addetti ai lavori dell’economia!), persino l’assassinio dei coniugi Rosenberg, vengono fuori? Perché i muri di gomma presentano rapide crepe per poi sgretolarsi completamente.
In Italia no. A parole combattiamo contro l’omertà. Ma l’omertà di chi? Del picciotto? Del drogato? Di chi ha visto e non parla. Giusto, più che giusto, ma l’omertà dello stato? Quella no. Omissis, per favore.
Chi è oggi il depositario dei nostri segreti di stato?
Gli archivi di Stato, del SISMI, del SID, del SISDE o di qualche ministero?
No. Credo che solamente due persone potrebbero aiutarci a capire. Queste due persone si chiamano Andreotti e Cossiga.
Andreotti vale di più perché, oltre a tutti i rapporti intrattenuti con Arabi e dintorni, conosce molti dei segreti vaticani mai resi noti e sepolti più in basso della tomba di San Pietro: IOR,
cedolare secca, Gelli, Sindona, Calvi, guerra delle Malvinas etc.
Cossiga invece sulle BR e sui Neri dovrebbe saperne molto di più di quello che dice. Tipi come Marco Donat Cattin, ad esempio, sono stati molto più importanti di quanto si sia voluto far credere. La manovalanza del caso Moro è poi stata tanto manovalanza oppure qualcosa di più? Quanto c’entrano gli Americani e quanto i trinariciuti comunisti? La strage alla stazione di Bologna è stata veramente nera o di colore dubbio?
Ma la loro, purtroppo, non è classificabile “omertà”.
La loro è, giustamente, fedeltà ad uno Stato che questi principi, un pò dittatoriali, impone.
Mentre egoisticamente auguriamo lunga vita ai due con la speranza che un giorno si decidano a raccontarci qualcosina in più, vorremmo tanto che, nel frattempo, qualcuno ci spiegasse perché, a distanza di tanti anni, ci ritroviamo a dire che la strage di Piazza Fontana è stata quasi un evento naturale paragonabile ad alcuni degli incendi appiccati da piromani in Liguria. Anche in quei casi non troviamo mai il colpevole, colpevole che comunque dovrebbe essere accusato di “tentata strage” e non di qualche reato minore, magari solo amministrativo, che i nostri codici mettono a disposizione di GIP buonisti.
Il futuro?
Una bella commissione d’inchiesta in Parlamento per indagare sulle responsabilità del terremoto di Messina.
Thursday, May 05, 2005
BBOLLE
BBLU
Siamo forse immersi nel tanto decantato mare di Sharm-el-Sheik?
Siamo forse in qualche isoletta dei Caraibi con le palme che, curvate dal vento, sfiorano con la loro chioma l’acqua cristallina tanto famosa?
No…mi dicono, siamo alle Maldive, Tsunami permettendo.
Ma che Maldive! Solo alle Mauritius troviamo una cosa tanto meravigliosa…indescrivibile!
Già. Perché le Barbados non ti dicono niente? Quel mare splendido! Le bolle che vengono direttamente dalle radici di mangrovie che affondano nell’Oceano!
Sbagliate tutti! Se proprio volete immergervi nel bel mezzo delle mille bolle blu non dovete far altro che andare alle Comores!
Ma è proprio necessario andare così lontano da casa? La Sardegna non vi dice niente?
“Ingenui” penso io“perché muoversi da Roma?”
OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOO
Non vi bastano le Lancia Thesis ministeriali, le Alfa 166 di polizie più o meno conosciute, le verdi di ufficiali e sottufficiali dell’EI che stanno facendo tardi al lavoro, le BMW e le AUDI di deputati, di portaborse, di consiglieri regionali, provinciali, comunali, di direttori di banche e bancherelle, di CP, CFS, Protezione Civile, Sorveglianza Autostradale, persino le FIAT Punto di qualche anonimo usciere o tirapiedi? Sfrecciano al centro della città, sulle tangenziali, sulla corsia d’emergenza del GRA. Tutti s’incazzano, ripeto s’incazzano, al loro passare, primi fra tutti i conducenti d’autoambulanze, i VF, bloccati da qualcuno di questi “dittatori, talvolta abusivi del traffico”.
Ma in fondo siamo un popolo bue. Non reagiamo in nessun modo. Il bancario sogna il giorno in cui anche lui, così come già il suo capo, viaggerà con la sua cipolla blu lampeggiante o meno sulla testa.
Lo stesso pensa l’impiegato di concetto al ministero. Il sergente autista del generale si consola: lui la cipolla blu già ce l’ha.
Lo so: è contro la legge…ma un buon giornalista dovrebbe passare una giornata – dico solo una giornata – a fotografare, a scrivere tutti i numeri di targa bbolleggianti, a verificare con il PRA che abbiano diritto (già discutibile la parola) a farne uso e cominciare almeno con la pubblicazione della lista degli “abusivi”.
Grazie Mina!
Friday, April 29, 2005
E’ un giorno di gennaio 2002. La grande cabina della funivia da La Villa a Piz La Villa – quella che porta in cima alla Gran Risa ora sostituita da una più moderna ovovia – si stacca dalla baia di partenza. Siamo in molti a bordo, forse una cinquantina. E’ impossibile ignorare le conversazioni che s’intrecciano tra i passeggeri.
Una signora elegante, in compagnia di due signori prossimi alla cinquantina, ovviamente tutti ben mascherati da sciatori, esattamente come il sottoscritto, butta lì la battuta classica, forse anche un po’ di cattivo gusto: “Speriamo che non succeda come al Cermis!”
I due signori ridacchiano. Uno di loro: “Faccia pure gli scongiuri, ma cose del genere non avvengono con tanta frequenza.”
“Eh…così dice Lei. Ma se un pilota americano perde il controllo…ci butta giù, esattamente come quei poveretti!”
“Signora. Non parli tanto male dei piloti americani. Noi italiani non siamo da meno. Glie lo posso garantire; siamo tutti e due ex piloti dell’aviazione militare.”
Qui interviene l’altro: “Vede signora, non dipende dall’abilità del pilota. E’ più una questione d’incoscienza. Sa…come essere un po’ ubriachi.”
“Bravi! E gli americani lasciano che i loro piloti guidino un aereo in quelle condizioni?”
“No, cara signora. Lei faccia conto d’essere stazionato in una base NATO, pronto a decollare in caso d’allarme. L’allarme arriva. In pochi minuti si arriva in quota e si segue un itinerario prestabilito. La cosa più importante è che nessuno le dice se sta facendo un’esercitazione, una normale attività di pattugliamento, o le hanno ordinato d’alzarsi in volo perché c’è un attacco in atto. Perciò si dovrà concentrare al massimo. Non deve commettere errori perché, in caso di scontro a fuoco, ne va della sua pelle. Lei non sa, perché nessuno glie lo ha detto, se di colpo si troverà in guerra e da che parte arriverà il nemico. Sì, deve aspettare gli ordini mentre è già in volo. Poi fortunatamente…l’ordine di rientro arriva. L’esercitazione, perché d’esercitazione si è trattato, è finita. Pensi alla tensione nervosa accumulata! Pensi a come scaricarla. Nello spazio di secondi siamo passati dalla guerra alla pace. Come reagirebbe un bambino al quale hanno annullato una punizione o un compito pesante? Griderebbe di gioia, salterebbe, farebbe le capriole. Beh…noi diventavamo bambini. Proprio qui…sulle Dolomiti e proprio come gli americani. A noi è sempre andata bene.”La conversazione si spegne lì.
Monday, April 25, 2005
I got only a few reactions from UK. The Britons felt that the draft constitution was going too far, thus affecting in depth the sovereignity of the nations. Exactly the opposite of what I perceived when reading the draft constitution. They expressed always their concern with respect to the loss of part or the totality of their personality, independence, democracy, sovereignity…
A single gentleman from Lithuania answered my contribution stating that the parallelism with the URSS was not applicable. Probably he was right: in the European Union the situation may be much worse indeed.
I wrote a second contribution where I explained that, having spent most of my life abroad (with respect to Italy), I had had the opportunity to learn to libe behaving as a true European.
Referring to the years I spent in Denmark, in France, in Germany, in Poland, I concluded: “…this is the way to love…to live a country.” I thought this would be a convincing move. No reaction at all.
Let’s have a look at the other Europeans.
French contributions to the debate expressed mostly concern about the concept of (national?) freedom of political opinions within the European Union that did not appear to be sufficiently evidentiated and guaranted in the proposed text.
Spanish contributions generally expressed deep concern about the future of the forests and woods ignored in the constitution (!!??).
Italian contributions, you can imagine, were mostly based on Vatican’s position about the Christian roots of Europe.
I commented the contribution of a Belgian gentleman who expressed concern about the lack of definition of the boundaries of Europe. In reality the boundaries of Europe may extend to the American continent (Greenland being part of Denmark) and to the Urals, if some of the Caucasic republics will join the Union (we are already speaking of Turkey, Ukraina, may be Moldova), the most important boundary being the one with Switzerland.
I feel that the boundaries of Europe are “physically” irrelevant, provided that a true European feeling and a common way of living the democracy will pervade the inhabitants of the Union.
De profundis is the prayer for the defuncts.
Italy and Germany both attach much importance to the “political government”of the regions and provinces. These constitute the most important basic cell (although at a microscopic level) of a European structure. The Bulgarians and the Portugueses will be certainly interested in knowing that the Venices and Lombardia are steered by the Lega and Latium by the Leftists!
Europe’s representatives have often spoken against other European countries (Prodi docet; the declaration against Israel; no early warnings…yes early warnings; we love Russia…but we prefer Ukraina, etc.)
France is probably going to vote the Constitution down.
Norway and Iceland are within Schengen but are not members of the Europe Union.
The Balkans? Silence, please! For the time being Slovenia is enough.
European rules reflect the interests of the countries represented by the most efficient politicians disregarding very often the needs of minor (or less representative) populations.
Economically speaking Europe loves to be clear: the famous ratio of 3% shall be kept! With the following results:
Germany is out of range
France is out of range
The Netherlands are out of range
Italy most probably will be out of range
Greece has submitted phony calculations.
It’s a great score!
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Wednesday, April 06, 2005
ed altri fornitori di “pacchi”
In Italia il reato di plagio da tempo non esiste più…ovvero, siamo più precisi, il plagio esiste,.. ma non è un reato e pertanto, non è perseguibile né punibile.
L’abolizione del reato di plagio ha colpito, e in qualche caso distrutto, centinaia di migliaia di persone! E parliamo solo dell’Italia…
Ci troviamo in continuazione davanti a reati di plagio commessi senza che sia possibile reagire per tagliarne le radici. Ovviamente, l’unica cosa da fare è “non abboccare”. Ma quanti sono i semplici di spirito che abboccano?
ti faccio i tarocchi. Costo della telefonata X Euro/min
ti do i numeri vincenti al lotto. Costo della telefonata Y Euro/min
ti tolgo il malocchio…anzi non ti metto il malocchio. Altri Euro che girano. Questi tanti.
Il mago XXX riceve da …a
Senti quanto predico bene! Mandami una donazione così salvo l’anima tua e quelle di tutta la tua famiglia!
Guarda come lacrima quella statua…miracolo! (esistono miracoli cattolici, ortodossi, islamici…non ne ho trovati di luterani. Forse una dimenticanza!)
Satana etc.
Ci sono club privati gestiti da associazioni collegate a santoni del tipo Sai Baba dove, oltre a farvi mangiare sconcezze vegetariane di infima qualità, si pratica il lavaggio del cervello. Questo allo scopo di “agevolare” l’efflusso e il convogliamento di capitali verso determinate organizzazioni, che pongono il dio quattrino almeno allo stesso livello di altre divinità.
Signore e signori! I videopoker, al confronto, sono niente!
Qui stiamo parlando di milioni di deboli di spirito che si lasciano turlupinare da una squadra nutrita di venditori di “pacchi”.
Se ragioniamo sull’argomento e consideriamo tutte le religioni, dottrine, e credenze alla pari, troviamo che il primo posto in classifica la chiesa cattolica se lo è guadagnato abbondantemente. Donazioni, eredità, miracoli, finanziamenti. Tutto ha contribuito e contribuisce a creare una tale potenza economica e finanziaria da far impallidire Halliburton e Microsoft.
Oggi la religione cattolica non causa “danni diretti” comparabili a quelli delle sette sataniche. Non dobbiamo però dimenticare che mr.Satana ha raggiunto fama e celebrità anche e sopratutto con il contributo di chi esercita tanta pressione sugli individui per combatterlo.
Sì, è vero: i “danni indiretti e consequenziali” vengono chiaramente esclusi dalla normale contrattualistica, ma non dobbiamo dimenticare che molti dei satanisti doc hanno cominciato a praticare i loro riti più o meno cruenti a valle dei lavaggi di cervello cattolici cui sono stati sottoposti quando erano adolescenti. Questi lavaggi di cervello eseguiti da persone generalmente non qualificate (suore, volontari, maestrine d’asilo), hanno influenzato profondamente la psiche dei bambini più deboli per ragioni di nascita, d’ambiente, di famiglia. Credo che in fondo ci sia un’analogia con alcuni sport che, se imposti troppo presto a bambini non adeguatamente preparati o inadatti da genitori che grandi praticanti non sono mai stati, possono introdurre degenerazioni e pregiudizi fisici.
Non parliamo poi dell’azione degli esorcisti (esistono quelli cattolici, quelli islamici, ortodossi e perfino luterani). A questi dovrebbe essere dedicato uno studio profondo per capire esattamente dov’è il confine tra la loro professione e quella dello stregone.
Garcia Marquez ha scritto un romanzo delizioso sull’esorcista che s’innamora della ragazza posta sotto il suo trattamento. Purtroppo, non tutti i discorsi sugli esorcisti sono altrettanto piacevoli.
Non ricordo in quale occasione il reato di plagio sia stato eliminato dal codice italiano. Ho il vago sospetto che l’eliminazione sia collegata al momento in cui la religione cattolica ha perso il suo status di religione di stato. In questo modo, con la revisione del concordato, si è voluto probabilmente evitare di trovarsi sommersi da denunce e litigi, più o meno fondati, tra singoli individui e rappresentanti della religione ex di stato.
E se introducessimo nel Ministero della Salute un sottosegretariato destinato esclusivamente alla protezione, al recupero ed alla riabilitazione delle vittime del plagio? Qualsiasi ne sia la causa e l’origine, ovviamente. Purtroppo, dato il numero dei pazienti potenziali, l’impresa sarebbe difficilmente finanziabile.
Wednesday, March 30, 2005
PROSSIMAMENTE
più emozionante di "Ritorno al presente"
più violento di "Rambo"
un film che fece epoca negli anni venti
completamente restaurato a cura di
Fausto Bertinotti
La Rifondazione Stalinista
Non avendo trovato traccia dell'abolizione della proprietà privata nella
Costituzione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste sovietiche
adottata dalla settima (speciale) sessione del Soviet Supremo dell'URSS, in nona convocazione,
il 7 Ottobre, 1977
costituzione che all'art.13 così recita
"La proprietà privata dei cittadini ed il diritto ad ereditarla sono protetti dallo stato"
noi
Fausto Bertinotti
certi di venire incontro ai desideri dei centenari che ci seguono e ci appoggiano, abbiamo deciso di cambiare il nome del nostro partito da "Rifondazione Comunista" a
"Rifondazione Stalinista"
Friday, March 25, 2005
IPOCRISIA
L'ipocrisia è uno dei malanni che affligge l'umanità da quando l'uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra. Non mi risulta infatti che gli altri animali siano ipocriti o, qualora lo fossero, lo sarebbero in un modo che per lo meno al sottoscritto, non appare rilevabile.
L'uomo al contrario brilla per la sua ipocrisia. Alcuni esempi?
La concorrenza cinese
Anno di grazia 1997. Sul volo della Cathay Pacific da Roma a Hong Kong sono seduto vicino ad un giovane di 32-33 anni che appare entusiasta del fatto che il suo lavoro lo porti in giro per il mondo viaggiando comodamente in business class. Io neanche mi lamento, se non per il fatto d'avere una trentina d'anni più di lui.
Ci presentiamo e ci raccontiamo in breve lo scopo dei nostri rispettivi viaggi.
Io prenderò la coincidenza della Vietnam Airlines per Hanoi. Ho al mio seguito una valigia con una trentina di chili di documenti tecnici da consegnare al potenziale cliente vietnamita. Lavoro infatti per una società italiana d'ingegneria e costruzioni e sto negoziando la fornitura d'un grande impianto petrolchimico.
Il mio vicino prenderà invece la coincidenza per Shanghai insieme ad una quarantina di scatoloni.
No. Non parliamo d'un campionario nel senso letterale della parola. Parliamo di semilavorati.
I produttori domiciliati in una certa regione italiana (si badi bene:associazione regionale di detti produttori) famosa per la qualità delle calzature ivi prodotte, ha infatti stabilito degli accordi di collaborazione con uno o più laboratori cinesi per continuare a realizzare a costi accessibili le famose scarpe "cucite a mano".
La sequenza delle lavorazioni è chiara:
- design e scelta dei materiali in Italia;
- taglio al computer in Italia;
- trasporto dei semilavorati in Cina;
- assemblaggio, cucitura e finitura in Cina, sotto supervisione italiana;
- trasporto del prodotto finito in Italia, distribuzione e vendita, ovviamente come "made in Italy".
Trovo tutto questo corretto. Non sarebbe il primo caso e certamente assicura il calmieramento dei prezzi di alcuni prodotti d'alta qualità.
Infatti già molto del cashmire italiano è prodotto e lavorato in Cina su design e sotto supervisione italiana. Determinate marche di prodotti di seta italiani, di casuals, di occhiali sono prodotte (non copiate!) in Cina. Per quanto mi consta, negli anni ottanta-novanta gli stessi prodotti erano reperibili sui banchi dei mercatini di Pechino. Non si trattava di imitazioni; si trattava di produzioni debitamente autorizzate dai detentori dei marchi e destinate alla distribuzione sul mercato interno cinese. Io stesso ho comprato recentemente ad Hanoi dei "....", occhiali da sole "made in Italy" originali. Ovviamente a un decimo del prezzo che avrei pagato in Italia.
Quindi niente da obiettare, anche se riconosco che molta paccottiglia d'imitazione e d'infima qualità viene dall'Oriente.
L'ipocrisia allora?
Quella di alcuni dei più importanti produttori italiani di beni "made in Italy" cinesi, e tra questi rappresentanti della regione di cui sopra, che recentemente sproloquiavano in TV contro:
- la qualità discutibile dei materiali impiegati dai cinesi (quasi sempre i loro!);
- l'imitazione del design italiano (!!!);
- il costo bassissimo della mano d'opera all'origine del dumping (i loro prodotti nei negozi italiani sono tutt'altro che oggetto di dumping!);
- l'impreparazione dei governi dell'EU (che hanno avuto solamente un pò più di cinque anni dall'annuncio dell'ingresso della Cina nel trattato del commercio mondiale, faccio notare) a fronteggiare il fenomeno;
- l'insufficienza dei controlli alle frontiere.
La Privacy
Si vergognino, si dimettano, commettano suicidio di massa i soloni della privacy, i famosi garanti, a qualunque paese essi appartengano, colpevoli di non aver oscurato d'autorità tutte le televisioni di questo mondo che hanno trasmesso:
- con falsa pietà;
- con falsa commiserazione;
- con il compiacimento del falso buon samaritano;
le immagini della morte per fame e per sete d'una signora ricoverata in un ospedale della Florida. Questo a prescindere dalla legalità, non in discussione, della procedura adottata.
Vergogna! Mi auguro che non rompiate più, dico mai più, con la mancanza della privacy conseguente all'adozione da parte dell'umanità intera di moderni strumenti di comunicazione e di controllo che possono anche proteggerci dalla criminalità diffusa.
Le leggi e la loro interpretazione
Ogni riferimento all'Italia è puramente voluto. Ma anche altri Paesi (leggi ad esempio Francia) non scherzano.
"Lollo & Co. sono stati degli sbadati. E' vero. Forse, chissà...hanno versato del liquido infiammabile, ma non c'era volontà di uccidere nel momento in cui gli hanno dato fuoco. Anzi!"
Un pò di vergogna non ce l'abbiamo tutti... per non aver dato fuoco al tribunale?
"Sono uno scrittore di gialli. Non mi sento un assassino!"
"Abbiamo capito. Perciò è meglio che scappi subito, altrimenti poi dobbiamo riarrestarti."
Vive la France. Vive La République. Questo lo diceva De Gaulle in ogni occasione. Avranno il coraggio di dirlo quei giudici d'Oltralpe che hanno favorito la fuga d'un pluriassassino?
"Non sono terroristi. Sono dei resistenti."
Viva la resistenza. Lo dovrebbe dire Giorgio Bocca. C'è però chi usa a proposito e a sproposito questa espressione.
"...quei mercenari."
L'esercito di mercenari comprende in Italia i tre milioni e mezzo di dipendenti del pubblico impiego, gli oltre quindici milioni di dipendenti di imprese private. Restano fuori solo i cinque milioni di detentori di partita IVA, Berlusconi, Tronchetti Provera, Della Valle e Benetton.
Friday, March 18, 2005
vs
LOMBARDIA
tragicommedia in più atti
Personaggi ed interpreti (gli interpreti coincidono con i personaggi)
I PIEMONTESI
G.e U. Agnelli
O.L.Scalfaro
P.Fassino
A.Occhetto
N.Bobbio
G.Bocca
C.De Benedetti
attenzione! la lista dei piemontesi non finisce qui in quanto ci sono anche gli assimilati, come Bertinotti, Violante etc.
I LOMBARDI
S.Berlusconi
U.Bossi
G.Tremonti
OUTSIDERS
R.Prodi
M.D'Alema
F.Rutelli
C.Romiti
A.Di Pietro
Sommario dell'opera.
Si assiste ad una guerra non dichiarata tra la vecchia "nobiltà" piemontese e i "parvenus" lombardi. E' vero: la guerra era già stata combattuta contro il primo dei parvenus non piemontese: Raul Gardini. Non credo sia sfuggita all'attenzione degli spettatori la freddezza del Gianni nazionale alla presentazione della superbarca "il Moro di Venezia".
Specialmente gli Agnelli, che si sono sempre atteggiati a fondatori e salvatori della patria, hanno condotto e conducono una lotta senza quartiere a quel signore ricco d'idee, d'inventiva, di sedere e d'amicizie che si chiama Berlusconi. Gran torto di Berlusconi è stato quello di lanciarsi verso il controllo dei media con largo anticipo rispetto agli altri, che non ne avevano in quel tempo afferrato l'importanza. Per gli Agnelli i media erano "La stampa" e "Il Corriere della Sera". La televisione era ancora un oggetto misterioso tutto da scoprire. De Benedetti ha allargato il concetto dei media all'editoria cartacea in generale. I re dei tabloids (Rizzoli etc.) si sono trovati un pò spiazzati ed hanno perciò visto declinare l'ammucchiata di prìncipi, principesse, cosce e tette che costituiva, insieme ai fotoromanzi, il nucleo dell'informazione italiana.
E chi troviamo, non ultimo, nell'arena? Famiglia Cristiana. Approfittando delle lotte, dichiarate o meno, tra i diversi gruppi editoriali, si scava la sua nicchia importantissima e, con grande skill editoriale (che scatenerà anche le ire e le reprimende del Vaticano), conquista lettori a sinistra e a destra.
La lotta si scatena. Gli editori ed I direttori responsabili dei quotidiani più gettonati cambiano spesso.Nella mischia è entrato anche un outsider romano, C.Romiti, forte della liquidazione Fiat che gli ha permesso d'entrare nel mondo dell'imprenditoria. Si continua a non parlar male degli Agnelli anche se questi hanno ricevuto, secondo un Otto e mezzo della 7, un milione di miliardi di vecchie lire come aiuti a vario titolo. Naturalmente pagati da noi contribuenti.
Qualcuno comincia a chiedersi se, per caso, più che di agnelli non convenga parlare di lupi, anche perché i sullodati i soldi ricevuti spesso vanno ad investirli in altri paesi lasciando la Fiat in braghe di tela.
Atto 1°
Siamo in Italia 1994.
Entra Berlusconi.
"Lor signori mi consentano. Mi avete tutti rotto i maroni! 1) Fondo un partito. Anzi no. Una tifoseria. Si chiamerà 'forza Milan' Anzi no. Visto che aspiro, la chiamerò 'forza Italia'.
1) da non confondere con l'omonimo ministro: una delle poche persone serie della seconda repubblica.
Il coro.
Pernacchie.
Il popolo
Ma in fondo è uno nuovo. Votiamolo. Vuoi vedere che cambia qualcosa?
Sì. Cambia la segreteria della camera. Mio figlio chiede: ma papà, la Pivetti non presenta un programma in TV?
Sì. Abbiamo un ministro di peso: Giuliano Ferrara. Ma papà, non era Fellini quello di 8 e mezzo?
No. Gli Agnelli continuano a fare i cavoli loro. L'IFIL compra azioni all'estero. E io pago.
Con Berlusconi Oscar Luigi non ci sta. Lo racconta anche a Clinton, in diretta. Lui non ci capisce una beata fava. Sorride comprensivo. Forse teme che l'Oscar Luigi possa diventare aggressivo e pericoloso.
Berlusconi
"Guarda che ti faccio:
chiedo a Tremonti di farti una belle legge Tremonti.
Poi ti combino un bel meeting a Napoli."
Di Pietro
"E guarda che ti combino io? Ti sputtano davanti a tutti. Beccati questo avviso di garanzia!"
Il coro lombardo, Bossi in testa
(musica della Cavalleria Rusticana- voi lo sapete o mamma...)
"Sai che ti dico o Silvio? Anche se sei lombardo. Io, faccio il ribaltone...tu perdi la poltrona."
Umberto (fra sé e sé): Nel frattempo mi faccio un quartino di Po del Monviso.
Oscar Luigi
(musica del Rigoletto)
"Sì vendetta, tremenda vendetta, i lombardi si stanno scannando."
Prodi, Veltroni ed altri biechi scherani
(musica della Vecchia Fattoria):
"alle prossime elezioni...ti faremo il cul.
Vinceremo tanti seggi, voterem così:
Una quercia, occh. la quercia...occh. la quercia...
Un ulivo, pro. l'ulivo...pro. l'ulivo...
alle prossime elezioni...ti faremo il cul"
il Pubblico
Non abbiamo capito niente. Però la musica, specialmente quella dell'ultimo brano, è veramente forte.
Atto 2°
Anno 1996
Coro a bocca chiusa (Berlusconi, Tremonti, Bossi, i lombardi)
Ahi, ahi, ahi. Uh, uh, uh.
Prodi
(musica di Vasco Rossi)
"Voglio una vita spericolata...perciò la lira non mi piace più.
Entrar nell'Euro è una cazzata, ma l'eurotassa ci aiuterà."
Il popolo
(musica del Nabucco)
"Va' Romano, va' dove speriamo...
Non ci rompere più las pelotas
Ché le tasche digià sono vuotas
E nessuno salvarci potrà...
salvarci potrà.
(in dissolvenza)
salvarci potrà...salvarci potrà...
I lombardi
(musica popolare romana-ladrona)
"Lasciatece passà, semo i lumbard..."
I piemontesi
(musica Fratelli d'Italia)
"Berlusca, del cavolo, l'Italia s'è desta,
Mandarti affan...soltanto ci resta.
Abbiamo alleati fedeli e veraci
Perciò ci stimiamo cazzuti e capaci.
Sì!"
I lombardi
(la Madonnina)
"Caro il mio Romano Prodi,
puoi fidarti? chi lo sa?
Se ti trombano che fai?
In agguato, già ci sta,
quel baffetto un pò sornione,
che in passato a Molotov
il suo cuore già donava
per il Che ed Andropov.
Prodi
(musica di Renato Zero)
"Il triangolo no...non l'avevo considerato...Bertinotti and Co. mi hanno proprio incasinato..."
D'Alema
(in puro meneghino)
"Dimettiti! Ghe pens mi..."
Così, melanconicamente, tra un Kosovo un D'Alema, un Rutelli e un Ciampi presidente, si chiude il sipario.
il Pubblico
(mormora e protesta)
"Ridatece l'Eurotassa..."
Atto 3°
Siamo nel 2001. Emilio Fede, lombardo d'adozione, annuncia trionfante le proiezioni delle elezioni politiche. Non s'inginocchia. Probabilmente solo perché non saprebbe proprio come rimettersi in piedi.
Il Piemonte è in lutto. Oscar Luigi non parla neanche più; prega solo. Fassino tenta di far capire agli italiani che sono una massa di cretini. D'Alema ha fatto in tempo ad imboscarsi e riesce quasi a salvare la faccia.Gli Agnelli cominciano a defilarsi.
I soli piemontesi parlanti, oltre al povero Passino cui sono affidate le figure di merda, sono Bobbio e Bocca. Naturalmente condannano tutto di tutto. Il conflitto d'interessi (che io identifico con passivi 12% e attivi 0.02%) fa epoca. I banchieri si mangiano l'un l'altro. Se depositi oggi 2 milioni, pardon...1000 Euro nella banca X, domani non sai neanche in che banca devi cercarli. Ma tanto qualcuno quei soldi se li è già fregati. Quindi perché cercare il nome della nuova banca?
Nel 2001 accade di tutto, di più. Purtroppo sopratutto di più.
I piemontesi
Colpa di Berlusconi!
Il sottoscritto
Ma io ho l'ernia.
I piemontesi
Sempre e comunque colpa di Berlusconi.
Il coro
Vorremmo dire qualcosa sugli Agnelli, ma non osiamo.
I piemontesi
Non vi azzardate!.. Sono i salvatori della patria.
I lombardi
E allora vi spariamo una Tremonti bis.
I piemontesi
Anatema! Anatema!
Berlusconi
"Faccio un patto!"
Il coro
Patto che te ne vai?
Bocca
"Può essere solo un patto d'acciaio. Noi, della resistenza..."
Oscar Luigi
Io comunque non ci sto.
I lombardi
Ma te. Chi ti cerca?
Berlusconi
"Faccio il 'patto con gli italiani'!"
Il coro
Patto che te ne vai?
Berlusconi
"No, il patto del buon governo. Bonaiuti! Passami il programma. Grazie. Dunque: primo, vi levo le mutande, oh pardon, le tasse. Secondo: ci facciamo tante grandi opere. Di bene? No. Il tsunami non è ancora arrivato. Facciamo strade, ponti, tanti ponti, tanti tanti. Poi daremo la pensione minima, cioè daremo la minima pensione. Poi faremo la devolution. Cerco di capire di che si tratta, ma la faremo. Tutto alla faccia di chi ci vuole male."
Il coro
(inno alla gioia di Beethoven - inno dell'Europa)
"Da quando pago in Euro, mi sento un pò più povero.
Mi mangio le risorse, perché sto molto in forse.
Dammene tanti
tanti e poi tanti
perché non so se basteran!
Dammi tanti Euri ed io ti voterò."
Prodi
(da Bruxelles)
"Colpa di Berlusconi! Diglielo tu, Fassino. Diglielo tu, Rutelli."
Gli allegri girotondini
...cade il mondo, cade la terra e tutti nella merda!...
Colpa di Berlusconi.
Interruzione del 3° atto
Il direttore del teatro
"L'opera subisce qualche variazione per le seguenti ragioni:
-un G8
-tanti no-global piuttosto rompi
-le torri gemelle
-il terremoto in Molise
-la guerra in Afganistan
-la guerra in Iraq
-Nassiriya
-gli attentati islamici (Mosca, Marocco, Spagna, Ossetia)
-la Palestina ed Israele
-le nuove brigate rosse
-gli anarcoinsurrezionalisti
-gli scissionisti di camorra a Napoli
-l'assalto dei clandestini a Lampedusa
-il trapianto di capelli con bandana
-i residui radioattivi
-i termovalorizzatori
-unabomber
-Bruxelles e Buttiglione
-Prodi denigratore
-tsunami
-Alitalia, Fiat, Parmalat, Cirio, i tangobond
il che significa che il Presidente, oltre che lavoratore, è anche sfigato."
I piemontesi
Ma se è colpa dei Lumbard!
Berlusconi
"Qui si fa la differenza! Vi mostrerò cosa si fa quando si hanno le palle, pardon...il pallone. Nel 2004 Il Milan ha vinto lo scudetto. Quindi non rompete. Nel 2005 lo rivincerà, nonostante quella crapa non trapiantata di Galliani e completamente alla faccia di Moggi e dei suoi arbitri. Questo è il primo segno che l'Italia sta bene. Quindi PIL a PIL ci avvicineremo a Galliani, questo è vero, ma non scenderemo mai a patti con il nido di merlo di Prodi! Risorgeremo! E risorgeremo come primi della classe in Europa, anche se siamo per ora solo all'asilo.
Il patto è mantenuto. Con il prossimo anno farò ancora di più. Il Milan vincerà le olimpiadi invernali a casa di quei pirla di piemontesi. Vincerà in tutte le discipline, compreso il tiro al Fassino. Speriamo che nel frattempo mantenga la sua splendida forma. Altrimenti dovremo sparargli di profilo. Accetteremo anche la benedizione di Oscar Luigi a meno che nel frattempo non venga elevato agli onori degli altari.
A nome dei miei cari amici George W. e Tony vi auguro un felice ritiro dall'Iraq. Non ci rimane che ririraci dall'Afganistan, dal Kosovo, dall'Angola, da...ma che cavolo, Bonaiuti portami un atlante!"
il Pubblico
"Bravo! Dimettiti! Morte a Fassino! Viva la democrazia! Ridatece baffone! Terrone ?! Ruini for president!"
dissolvenza.
Sunday, February 27, 2005
Le statistiche indicano che in Italia gli esorcisti debbono esaudire circa cinquecentomila "chiamate"/anno.
Per venire incontro a questa forte domanda di prestazioni il Vaticano ha organizzato corsi per esorcisti. Detti corsi vengono seguiti in maggioranza da sacerdoti.
Tutti muniti d'una laurea in medicina?
Non credo.
Uno psichiatra però la laurea deve conseguirla, altrimenti non viene abilitato all'esercizio della sua professione.
Ne va di mezzo la psiche del paziente, che non è cosa da poco!
Perché un esorcista, se non laureato in medicina, non dovrebbe essere denunciato per esercizio abusivo della professione medica?
Anche lui va ad agire, direttamente o indirettamente, sulla psiche del paziente. Satana, in fondo, è lì che si abbarbica...Dov'è il confine tra esorcismo e trattamento psichiatrico?
La questione è molto delicata. Infatti, non essendo più la religione cattolica "la religione di stato", anche altri piccoli imprenditori (quali maghi e stregoni), potrebbero sentirsi autorizzati a mettersi "legalmente" in concorrenza con esorcisti e psichiatri!
E poi ci lamentiamo delle sette sataniche?
Chiedo chiarimenti.
Thursday, February 24, 2005
60 Years ago
theAUSCHWITZtragedy
came to an End
I visited the Auschwitz/Birkenau lager/monument/museum in year 2000.I knew since the end of World War II what had been going on in the German camps.All of us knew it. But why so many people declared that they had learnt about the atrocities committed by the nazis only on the occasion of the 60 years celebration? Are they all bloody liers?
It was impossible not to know.
The Italian "Luce" and later on, "Settimana Incom", introducing any and all movie performances in Italy, had repeatedly shown most of the documentary films shot by the Allied Troups at their arrival to Auschwitz, Buchenwald, Dachau, Mathausen, Treblinka...All the Italian, French, British (German?) tabloids had published the terrible pictures of the bodies piled up in the corners of the camps, the photos of the crematoriums, of the shower rooms, of the few survivors behind the barbed wire of the camp fence.
In the fifties, "Se questo è un uomo" had been already written by Primo Levi and published in Italy by Einaudi.On many occasions, the names of the German companies involved in the industrial utilization of the manpower "temporarily" made available by the different Death Factories have been published. Let's not concentrate on the BUNA plant where Primo Levi has been compelled to work when in Auschwitz. Let's speak of the suppliers (Zyklon B was manufactured by somebody isn't?) and of the companies transforming the noble and less noble materials stolen from the victims of the holocaust or even recovered from the bodies prior to being incinerated in the crematorium.The name of one company appeared more and more frequently in the press: Degussa AG.Degussa AG: the largest and most qualified German refiner of silver and gold...Degussa AG: the process for hydrocyanic acid production...The day after visiting the Auschwitz lager, I was back in my office in Krakow.In order to get some information about the aforementioned company, I clicked on my computer: www.degussa.de.I filed my queries in the appropriate product inquiry case:
- First "hydrocyanic acid". The reply was that this product was not manufactured by the company. This might be true in year 2000.
- Than I asked for Zyklon B. Obviously, I got the same answer.
Before leaving the Home Page of Degussa I digited "War Criminals" in the inquiry case. In no way this item could be included in the product split of the Company!
This was what I thought!
But...but...see what happened!
The document herebelow appeared on the display!
Wednesday, February 23, 2005
The Degussa document is dated January 28, 1998. I read it and printed it on May 08, 2000 !!!
Two considerations are to be made:
- to my knowledge, Ms.Monika Hillemacher has not kept her commitment to publish the results of the investigation to be performed by Professor Peter Hayes.
- in order to receive additional information, I tried unsuccessfully several times to contact Ms.Hillemacher by phone.
What can I add? May be the Latin proverb: "Escusatio non petita accusatio manifesta" (an unsolicited justification is a clear form of accusation)
On the other hand, what a surprise! The Peter Hayes book has been published in December 2004!
One more proverb? This time a Chinese one: "Seat by the river bank and wait! You will see the body of your ennemy floating by!"
Peter Hayes
Die Degussa im Dritten Reich
Von der Zusammenarbeit zur Mittäterschaft
KlappentextAus dem Englischen von Anne Emmert, Ursel Schäfer und Heike Schlatterer. Die AG Deutsche Gold- und Silber-Scheideanstalt vormals Roessler - besser bekannt unter dem Namen Degussa - wird wie kaum ein anderes Wirtschaftsunternehmen mit den Verbrechen des Nationalsozialismus in Verbindung gebracht. Als Lieferant des tödlichen Giftes "Zyklon B", das zur Ermordung von Millionen Menschen in den Gaskammern der Nationalsozialisten verwendet wurde, ist Degussa zum Inbegriff der Verwicklung der deutschen Wirtschaft in die Greueltaten des nationalsozialistischen Regimes geworden. Auch ein Großteil des von den Nazis geraubten Edelmetalls ging durch die Schmelzöfen der Degussa. Darüber hinaus war die Degussa ein wichtiger Hersteller von Rüstungsgütern für die Wehrmacht.
Rezensionen - Frankfurter Allgemeine Zeitung vom 28.12.2004"Überzeugend" findet Werner Abelshauser diese Geschichte der Degussa im "Dritten Reich", die Peter Hayes hier vorgelegt hat. Seines Erachtens lässt Hayes Arbeit zwei recht unterschiedliche Lesarten zu, die er beide für "legitim und wohlbegründet" hält. Die meisten Leser werden nach Ansicht Abelshausers ihre Erwartung bestätigt sehen und in dem Frankfurter Chemieunternehmen die "Hexenküche nationalsozialistischer Aggression und Mordlust" erkennen. Eine genauere Lektüre des Buches, die auch der Rezensent für sich in Anspruch nimmt, zeige indes, dass keiner der Kernvorwürfe gegen die historische Degussa - Verantwortung für den Holocaust mit Zyklon B, Bereicherung aus Zwangsarbeit und Raubgold - wirklich zu erhärten sei. Abelshauser widmet sich zunächst der ersten Lesart, wobei er zu dem Schluss kommt, dass sich der unternehmerischer Opportunismus der Degussa auszahlte und dass sie schon deswegen ihren Teil der Verantwortung für die Verbrechen übernehmen musste, die das NS-Regime mit ihrer Hilfe begehen konnte. In seiner Ausführungen zur zweiten Lesart hebt Abelshauser dann hervor, dass die Degussa im materiellen Sinne kaum von Raubgold, Zwangsarbeit und Holocaust profitierte. So zeige Hayes etwa, dass die Lieferung von Zyklon B nach Auschwitz Sache der Testa und der Degesch war, während er es für unwahrscheinlich erachte, dass die Degussa und die übrigen Teilhaber von dem Missbrauch des "Entwesungsmittels" gewusst haben. Abelshauser attestiert Hayes jedenfalls, die Rolle, die Degussa im System der NS-Verbrechen gespielt hat, zu präzisieren, ohne je Zweifel am Unrecht selbst und der Mitverantwortung der Degussa aufkommen zu lassen. Das Resümee des Rezensenten: "Hayes' politische Unternehmensgeschichte der Degussa ist ein wichtiger Schritt zu einer durch Sachlichkeit überzeugenden Analyse der Rolle der Wirtschaft in der NS-Zeit."
Rezensionen - Frankfurter Rundschau vom 27.12.2004Die Mittäterschaft der Industrie in der NS-Zeit mag viele Ursachen haben, doch mit Profitgier und ideologischem Fanatismus allein kann man sie wohl nicht erklären. Am Beispiel der Firmengeschichte des heutigen Chemieriesen Degussa zeigt der amerikanische Historiker Peter Hayes, wie gerade das Bestreben, sich vom Politischen zu distanzieren und lediglich die "Firma am Laufen zu halten" katastrophale Folgen haben kann. Sehr beeindruckend findet Malte Oberschelp, wie es Haynes gelungen ist, den massiven Einsatz von Zwangsarbeitern nach 1944, die Verarbeitung von gestohlenem gold jüdischen Besitzes und die Produktion des Nervengases Zyklon B durch Degussa nicht einfach nur moralisch zu verurteilen, sondern sie als das Ergebnis eines "störrisch-kooperativen Beharrens auf Eigenständigkeit" und einer zweckorientierten Loyalität gegenüber dem Nazi-Regime darzustellen. Der ganze Abgrund der Degussa Mittäterschaft offenbart sich in der dummen "Gleichgültigkeit", mit der die Firma sich der Befriedigung vorhandener Bedürfnisse widmete, völlig egal, ob es sich dabei um das Waschmittel Persil oder das Todesgas Zyklon B handelte, resümiert Oberschelp.
Shall we try to translate the document above?
Degussa in the Third Reich
From cooperation to collusion
C.M.Beck Verlag, Muenchen 2004
Summary
From English by Anne Emmert, Ursel Schaefer and Heike Schlatterer.
The German firm for the separation and recovery of silver and gold, once Roessler - better known as Degussa - more than any other enterprise can be put in relation with the crimes of the nationalsocialism.
As supplier of the deadly poison "Zyklon B", used by the nazis for killing millions of human beings in the gas chambers, Degussa has become the very substance of the implementation of the atrocities committed by the nationalsocialist regime.
Furthermore, a large share of the noble metals stolen by the Nazis passed through the Degussa melting ovens. To complete the picture, Degussa has been a very important manufacturer of war materials for the Wehrmacht.
Review - Frankfurter Allgemeine Zeitung - 28.12.2004
"convincing" - this is how Werner Abelshauser defines this history of Degussa in the Third Reich here proposed by Peter Hayes. His opinions allow for two different interpretations of Hayes work, both appearing "legitimate and justified".
According to Abelshauser's viewpoint, most readers will find their expectations confirmed and will identify in the Frankfurt Chemicals Company "the witch kitchen of the nationalsocialist aggression and killing fever".
But a more accurate reading of the book, that has been also a concern of the reviewer, shows that no fundamental criticism against the historical Degussa - responsibilities in connection with the Holocaust, with Zyklon B, with building up its resources using hard labor and stolen gold - can be actually confirmed.
Hayes points out that the supplies of Zyklon B to Auschwitz could have been the business of Testa and Degesch for which reason it should not be considered proper to believe that Degussa and the other partners knew anything about the wrong use that was made of the "rat poison"( forgetting that Degesch was a production unit of Degussa? note of the translator).
In any case, Abelshauser states the role that Degussa has played in the nazi crimes in order to better clarify, leaving no doubt, the intrinsical wrong doing and the common responsibility of Degussa. The summary of the commentator: "Hayes' history of the Degussa firm is an important step toward an objective convincing analysis of the role this company had in the nazi time."
Review - Frankfurter Rundschau - 27.12.2004
The collusion of the industry in the nazi time may be due to several reasons, nevertheless it cannot be completely explained by the profit fever and the ideological fanaticism. For instance, the analysis of the history of today's giant of the Chemistry Degussa drawn today by the American historian Peter Hayes, shows how direct an effort has been made to keep the distances from politics and consider only the catastrophic consequences of "stop the run of the firm". Malte Oberschelp finds very impressive the way Hayes succeeds in giving a representation of the massive utilization of hard labor until 1944, of the working process of the gold stolen from the jewish properties and of the production of the nerve gas Cyklon B through Degussa, not condemning it morally, but considering them the result of a "stubborn-cooperative effort of independence" and of a misaddressed loyalty toward the nazi regime. (if this analysis of the work is true, I will confirm my opinion that history is a personal interpretation of facts and the only original and reliable truth is represented by actual news reports. note of the translator).
Oberschelp summarizes in saying that how deep the Degussa implication has been, is evidentiated by the idiot "lack of interest" shown by the firm in attaining actual results in its business, being this equally satisfied whether by means of the washing powder(Persil) or the product meant to induce death (Zyklon B).(!!!!!! note of the translator).
Degussa still exist as a -prosperous - member of the group Degussa-Huels.
Degussa has industrial and commercial interests in USA and in several other countries...
Actions
I do not know whether the Degussa company has ever paid directly any indemnities to the Jewish survivors of the concentration camps. I hope it did. Obviously, after so many years, the number of survivors has been decreasing steadily and the enormous delay in requesting the contribution to the government-administered fund has been only in favor of Degussa.It is worthwhile to mention that the government-administered fund is meant as compensation for hard labor and not for the genocide.
In order to avoid undue discounts to Degussa, I would like to suggest herewith a very simple solution:
Request Degussa to provide funds for the education and support of the young people of Ossetia, until they are full 18 years old.
The administration of said funds should be the responsibility of an absolutely independent, non-German, non-profit organization.
The young people are there. They are all "survivors". Choose them as symbol of ALL Holocausts.
Hopefully, they will not disappear as the few survivors of the nazi death program.
Wednesday, January 26, 2005
ovvero
TRASVERSALMENTE PARLANDO
Lo confesso: ho avuto la fortuna di vivere il comunismo russo in URSS ai tempi di Breshnev. Ho imparato così ad apprezzarne (nel senso di "apprendere e valutare") gli aspetti più negativi e deleteri. Da un lato: lo svilimento dell'individuo, il falso entusiasmo nei confronti d'uno stato padrone, l'eliminazione ufficiale della disoccupazione facendo fare a tre persone il lavoro di una, la diffusione d'una cultura (?) limitata agli eroi consacrati del socialismo (Dom Knighi a Mosca era il più chiaro esempio di bottega "minculpop"). Dall'altro: la caccia all'informazione e al prodotto occidentale (in particolare alle musicassette dei gruppi pop più in voga in Occidente; non ridete! i gruppi pop sono stati per anni il simbolo della libertà e dell'emancipazione!), la diffusione d'informazioni (incontrollate sì ma certamente più vere di quelle ufficiali) mediante veline dattilografate o in alcuni casi scritte a mano e fotocopiate, lo sfogo di alcuni coraggiosi dissidenti (scrittori, poeti, pittori, tutti non inquadrati nel sistema), il volto d'un tassista estasiato nell'ascoltare i resoconti di quei fortunati che avevano visitato un qualsiasi paese in Occidente o almeno una delle repubbliche baltiche dove il comunismo era relativamente più annacquato, l'opera nascosta degli intellettuali (innamorati del loro Paese) che hanno tentato di proteggere al massimo i monumenti e le memorie del passato.
Il POPOLO RUSSO (tutto assolutamente maiuscolo) ha vissuto e sofferto questa situazione. Ha però reagito introducendo mode decadenti ad imitazione della vecchia Inghilterra, creando barzellette, battute, stornelli, d'una causticità da far invidia ai Romani al tempo del papa re, facendo tesoro dell'esperienza accumulata "da non dimenticare" (esagerato definirla la "shoah" russa?), coltivando al massimo quelle amicizie con gli stranieri che il regime ha sempre scoraggiato.
Lo confesso: ho avuto la fortuna di vivere il fascismo negli anni del mio apprendimento, quando cioè, come tutti i bambini/ragazzi, ero più ricettivo verso gli input esterni. Ho registrato, così come poteva fare un Russo nel suo Paese a partire dal 1917, gli aspetti e le informazioni che un regime poteva e voleva mettere a disposizione del popolo per plasmarlo, fortunatamente non a sua immagine e somiglianza, bensì conformemente agli schemi "minculpop" che necessariamente una dittatura deve stabilire. Il fascismo mi ha dato l'opportunità di vivere avvenimenti indimenticabili sotto tutti i punti di vista. Ho partecipato alle adunate più o meno oceaniche, ho applaudito (con la maggioranza dei Romani del tempo) Hitler al suo arrivo a Roma. Ho fatto la fila per il pane e più tardi per l'acqua. Ho visto i corpi dopo il bombardamento di San Lorenzo a Roma. Ho visto uccidere un affamato che tentava di rubare la carne da un camion tedesco. Io stesso ho partecipato all'assalto per svuotare un deposito di patate della potente Wehrmacht. Per un pelo non sono rimasto intrappolato nella retata di via Rasella dopo l'omonimo attentato. Dopo l'arrivo delle truppe Alleate ho visto linciare un collaborazionista. Insomma, ho visto l'Italia agitarsi tra il nero e il rosso per poi sfociare in un bianco che più bianco non si può.
Lo confesso: ho avuto la fortuna di vivere a Pechino il primo post-comunismo Cinese degli anni ottanta compresi il primo Kentucky Fried Chicken inaugurato a cento metri dal mausoleo di Mao, i Mac Donalds che si moltiplicavano, la 'pizza diavolo' preparata da un calabrese nella pizzeria dello Sheraton, e la cena a 'El Tulà'. Questo grazie a Den Xiao Ping con cui l'era moderna ha avuto inizio per tutto il mondo. Nel '98 in un elegante ristorante di Pechino ho gustato un eccellente T-bone steak texano servito da una ragazza cino-americana al suono di musica eseguita da un complesso country, rigorosamente americano. Ho visto quell'anno a Pechino tre negozi Ferrari. Gli yuppies lasciavano gli uffici all'ora di pranzo per un rapido snack. Nonostante i nuovissimi fly-over, gli ingorghi d'auto si moltiplicavano facendo rimpiangere gli ingorghi di biciclette degli anni ottanta.
Credevo: d'aver assistito alla cristallizzazione d'un Paese, l'Italia, in funzione d'una situazione cristallizzata nel mondo. Poi, con qualche preavviso ovviamente, abbiamo sperimentato uno scossone rapido: il muro di Berlino crolla nel 1989. Guarda caso! L'unica giornalista italiana tedesco parlante , Lilli Gruber, era proprio lì a Berlino, ai piedi del muro. Che coincidenza!
(l'impressione sincera era che Hr. H.Kohl avesse distribuito i biglietti d'invito per l'evento preparato durante anni ed anni di lavoro con Reagan e Co.). Due anni più tardi crolla l'URSS. Si disgrega l'ideologia comunista che, qualora non fossero morti in tempo utile Moro e Berlinguer (ambedue cervelloni creativi), sarebbe sopravvissuta, pur se in forma attenuata, solamente in Italia. Scompaiono i partiti tradizionali. Questo è avvenuto a seguito di grandi sconvolgimenti economici, mafiosi, giudiziari. Il Vaticano ha perso il suo nitore grazie a personaggi come Marcinkus, Sindona, Calvi. La presa della religione cattolica sul popolo si allenta. Ormai i Rossi non mangiano più i bambini. I vescovi non s'azzardano più ad affermare che chi vota per i Rossi commette peccato mortale. Occhetto si presenta come agnello sacrificale: fa la svolta e pianta querce. Più tardi tutti i centrosinistrorsi pianteranno ulivi, girasoli, margherite etc.
Credevo: che il compromesso storico non sarebbe più stato di moda; poi, all'improvviso, che cosa spunta? Una nuova forma di compromesso, o meglio di associazione: il cattocomunismo. Si aggregano subito tutti quelli che un tempo erano bianco- sinistrorsi sulla scia dell'Aldo Moro immortalato con l'Unità sotto il braccio. Ma se Moro avesse letto l'Unità dei nostri giorni avrebbe egli accettato di farsi ritrarre in siffatta posa? In ogni caso il raggruppamento (non credo sia il caso di chiamarlo coalizione) ha trovato immediatamente i suoi sponsor e si è quindi lanciato in una sua politica confusa (certamente più di quella dei suoi avversari di centro-destra che, liberi nella loro casa, preferiscono schierarsi a mò di squadra di pallone, o di pallonari?) tentando di applicare in Italia regole e principi in assoluta contraddizione con quelli dell'Europa liberista. Si conservano: una cassa integrazione, una golden share, alcune partecipazioni statali mascherate (le multe accumulate nel tempo ci costano una fortuna!). Si evita di discutere troppo di questi argomenti in quanto i sindacati (con l'appoggio in pectore dei cattocomunisti), pur dichiarandosi pro Europa, preferirebbero lasciare tutto come prima, o ancora meglio, ripristinare la situazione degli anni prelavaggio delle mani. I sondaggi la fanno da padrone! Chi si scopre troppo perde il favore delle genti.
Trasversalmente si vince! E la trasversalità da dove vien fuori? Dal voler mantenere il miglior rapporto possibile con interessi, tradizioni, ideologie, religioni e superstizioni radicati nella popolazione. In parole povere...con il numero di voti potenziali sui quali ognuna delle due fazioni vuole porre l'ipoteca per le prossime elezioni.
Così nascono alcune decisioni parlamentari ed alcune leggi. La più recente (era estremamente importante assicurarsi il favore del Vaticano e quindi dei bempensanti, siano essi cattocomunisti o solamente catto) è quella sulla "procreazione assistita".
Radicalmente Radicali: riescono a far approvare quattro referendum abrogativi di altrettanti articoli della legge.
Religiosamente Vescovi: giustamente, è il loro compito; si schierano contro l'abrogazione degli articoli in questione (attenzione! uno degli articoli, se mantenuto tal quale, prelude all'abrogazione della legge sull'aborto in quanto, se all'embrione viene attribuita la dignità di essere umano, la norma permetterebbe di mettere sotto accusa per omicidio vuoi paziente che medico).
Ingiusta, scorretta e perseguibile per via diplomatica (e spero venga fatto) in quanto contraria al concordato, è l'esortazione di detti Vescovi (del Vaticano, quindi) a boicottare i referendum così da invalidarli. Questa è una vera ingerenza negli affari di casa nostra.
Lo scrive chiaramente Eugenio Scalfari nel suo editoriale su La Repubblica del 23 gennaio 2005. Bondi, su Il Giornale del 24 gennaio accusa a sua volta Scalfari d'interferenza con il sentimento religioso, di non rispetto dell'autorità dei Vescovi e il solito blà blà.
Dell'articolo di Scalfari, di cui condivido pienamente il contenuto, voglio criticare solamente un paio di cosette:
· "...quando si entrerà nel vivo della campagna elettorale referendaria." Non posso credere che Scalfari non sappia che con i referendum abrogativi non si elegge bensì si abroga. Di conseguenza debbo assumere che la frase sia stata buttata là per insinuare che la trasversalità sulla legge fatalmente si romperà e che almeno una delle fazioni politiche (probabilmente ambedue) ne approfitterà per gettare le basi della campagna elettorale per il 2006.
· "...non abbiamo purtroppo un presidente del Consiglio che senta questo tipo di doveri." Sia ben chiaro: maiuscolo solo "Consiglio".
Domanda: perché ci si deve allineare necessariamente "a priori" con uno schieramento politico trascurando la logica che dovrebbe regolare ogni aspetto della nostra convivenza?
E' logico che i Politici (maiuscola vuoi per Cdestri che per Csinistri) non siano mai sufficientemente chiari nell'illustrazione al Popolo Bue (anche Lui ha diritto alle sue maiuscole!) dei progetti di legge, dei programmi e di quanto essi sono chiamati ad elaborare e decidere? Non parlo qui di chiarezza del linguaggio dove i Cdestri la vincono di gran lunga in quanto hanno abolito il politichese. Parlo di un'infinità di leggi e leggine che vengono fatte per adeguare il nostro Paese alle norme e direttive Europee. Perché non illustrare con sufficiente chiarezza che l'Europa, non l'Italia sola, prevede gestioni separate per rete ferroviaria, treni, stazioni? Perché non comunicare la necessità di abolire un certo numero di privilegi di categoria per adeguarci alla normativa Europea? Perché non si comincia a parlare di Sindacati Europei, a prescindere dai cinquanta orientamenti politici nostrani? Si rischierebbe, così facendo, di spostare consensi da un blocco all'altro? Certamente sì. Si introdurrebbe però il concetto pesantissimo di onestà e correttezza, concetto che renderebbe superflua la trasversalità.





