why should I lie?

why should I lie?

Friday, February 11, 2011

FRIDAY, FEBRUARY 11, 2011

Al "miglior" Ministro: MARONI

Ministro, per ragioni di sicurezza, più che giustificate, Lei non avrà, immagino, molte occasioni per passeggiare nelle vie di Roma, città che, pur sempre "ladrona", è una delle più belle città del mondo.

Non avrà perciò esperienza diretta del fatto che il numero di vecchine (?), storpi (?), bambini lerci, diseredati di tutti i tipi, che sui marciapiedi della città, nella metro, all'uscita dei supermercati chiedono l'elemosina, sta aumentando di giorno in giorno in modo esponenziale.

La maggior parte di questi parla un italiano stentato e invoca santi e santini per ottenere un qualsiasi contributo in denaro da parte di noi cittadini "benestanti".

A questi si aggiungano i molti bengalesi (anche il loro numero è in crescita esponenziale) che, avendo prosciugato la sera precedente decine di bottiglie di birra, non certo "aggratisse", rivolgono, sempre ai "benestanti", l'implorazione "un euro per mangiare".

Sappiamo, e le autorità lo sanno, che tutto questo giro di elemosine non va a mettere una toppa alla situazione disastrosa dei diretti interessati, bensì finisce nelle tasche dei gestori di un lurido traffico. In realtà parliamo di vere mafie, responsabili di reati del tipo "riduzione in schiavitù" (art.600 del codice penale che prevede per i colpevoli una pena da 8 a 20 anni).

Infatti molte delle cosiddette vecchine vengono reclutate in Romania ed esportate in Italia. I Bengalesi (molti di loro sono ragazzi quando arrivano) vengono fatti immigrare in EU da zii caritatevoli, che altro non sono che capimafia. Questi gestiscono una buona fetta del caporalato. Anche in questo caso il giro dei quattrini è considerevole.

Non escludo (ma questa è una mia idea maligna) che esistano legami con tutte le altre mafie operanti in Italia (e non solo).

Sarà un caso, ma in gran parte dei negozi di frutta e verdura verrà servito da bengalesi.

Il mio pensiero maligno è: ho soldi da riciclare. Compro, o prendo in affitto un piccolo locale. L'insegna, spesso in italiano zoppicante, indica la vendita di frutta e verdura. Ci metto un bengalese a servire i clienti. La frutta e la verdura arrivano via canali prestabiliti da zone dove mafia, camorra e 'ndrangheta fanno il bello e il cattivo tempo.

Ma questo è solo un mio pensiero maligno: lo dimentichi, signor Ministro!

Ascolti comunque la mia preghiera. Faccia intensificare le retate che spesso vengono effettuate in zona China Town di Roma. Faccia sottoporre "le vecchine" a identificazione e controllo dei documenti. Chieda ai giudici buonisti (e comunisti, secondo Silvio) di non declassare mai il reato di cui si macchiano i gestori del lurido traffico da RIDUZIONE IN SCHIAVITU' ad accattonaggio, reato questo caricabile sulle spalle della vittima stessa.

Monday, February 07, 2011

da: POLITIKEN (Copenhagen Febr.6, 2011)

Officer: Afghanistan-krig kan ikke vindes

Un Ufficiale: La guerra in Afghanistan non può essere vinta

Foto: VALENTE DITTE

FOTO: VALENTE DITTE

En højtstående dansk officer og hemmelige dokumenter sår alvorlig tvivl om fremgangen i Afghanistan.

Un ufficiale danese di alto livello, così come anche documenti segreti, seminano seri dubbi sugli sviluppi in Afghanistan.

TEKST

FACEBOOK

SEND

PRINT

DE FALDNE SOLDATER

I SOLDATI CADUTI

Siden 2002 er dusindvis af danske soldater faldet i Aghanistan - de fleste som følge af vejsidebomber.

Dal 2002 sono dozzine i soldati danesi caduti in Afghanistan - la maggior parte a causa di bombe poste al lato delle strade.

»Krigen i Helmand er tabt, og jeg vil ikke længere være med til at skjule det for befolkningen og de kommende soldater«, siger en højtstående officer til Ekstra Bladet søndag.

"La guerra nell'Helmand (patria delle piantagioni di papavero - ndt) è persa, e non voglio continuare a nasconderlo alla popolazione e ai soldati che in futuro vi andranno" dichiara un ufficiale superiore a Ekstra Bladet di domenica.

Officeren har indtil for nylig gjort tjeneste i Afghanistan, men ønsker ikke at stå frem med navn af frygt for at blive retsforfulgt af forsvaret for brud på sin tavshedspligt.

L'ufficiale ha fino a oggi prestato servizio in Afghanistan, ma non desidera rivelare il suo nome poiché teme di essere portato davanti alla corte da parte della (ministero della) difesa per aver trasgredito al suo dovere di riservatezza e segreto.

Avisen er i besiddelse af hemmelige kort og en række interne dokumenter fra kampgruppen, som understøtter hans pointer omkring situationen på slagmarken i green zone.

Il quotidiano è in possesso di carte riservate così come d'una serie di documenti interni alla formazione di battaglia che supportano il suo punto di vista relativamente alla situazione nella zona di guerra nell'area verde.

Alene i 2010 mistede otte danske soldater livet ved vejsidebomber i den grønne zone, og officeren frygter, det vil fortsætte.

Solo nel 2010 otto soldati danesi sono stati uccisi da bombe collocate ai lati delle strade nella zona verde e gli ufficiali temono che questo proseguirà.

»I hundredvis af unge danske drenge vil blive sendt til Helmand frem mod 2014. De har ret til at kende den virkelige risiko. Politikerne og forsvarstoppens fortælling om, at det går fremad både civilt og militært, passer ikke«, siger officeren.

Centinaia di ragazzi danesi verranno inviati a Helmand fino al 2014. Questi hanno il diritto di conoscere il vero rischio. I discorsi dei politici e dei vertici della Difesa che raccontano che la situazione progredisce sia dal punto di vista civile che da quello militare non corrispondono a verità.

Selv om forsvaret ikke udadtil erkender, at det går tilbage i Helmand, viser dokumenterne, at Taleban har genindtaget en stor del af de områder, danskerne har trukket sig fra, og står stærkt omkring de nuværende danske baser i Patrol Baseline.

Anche se la Difesa non riconosce ad oggi che si regredisce in Helmand, i documenti mostrano che i Talebani hanno riconquistato una gran parte dei territori da cui i danesi si sono ritirati e hanno stabilito una forte posizione intorno alle basi danesi oggi esistenti nella Patrol Baseline.

»Det er her, soldaterne dør i øjeblikket. Vi ender også med at trække os fra baserne i Baseline, så det er forgæves, at vi i dag bemander dem. Det er her de seneste mange dræbte og sårede er blevet ramt«, fortæller officeren.

"E' qui che in questo momento i soldati muoiono. Finirà che ci ritireremo anche dalle basi nella Baseline cosicché invano oggi vi stiamo inviando nuove truppe. E' qui che i tanti morti e feriti sono stati colpiti nei tempi più recenti." dice l'Ufficiale.

Ekstra Bladet har vist et hemmeligt kort over fundne og eksploderede vejsidebomber til lektor og forsvarsekspert Peter Viggo Jakobsen fra Københavns Universitet.

Ekstra Bladet (altro quotidiano danese - ndt) ha mostrato al professor Peter Viggo Jakobsen dell'Università di Copenhagen, esperto della Difesa, una mappa segreta che indica le località dove le bombe collocate al lato delle strade sono state individuate o sono esplose.

»Kortet viser, at Taleban kontrollerer området, og de danske soldater reelt ikke er kommet ud af stedet«, siger han.

"La mappa indica che i Talebani controllano la regione e che i soldati danesi in realtà non sono usciti da quella zona." dice l'esperto.

ritzau

NOTA

GLI ABITANTI DELLA DANIMARCA SONO MENO DI 6 MILIONI. I SOLDATI DANESI MORTI IN AFGHANISTAN SONO GIÀ QUARANTA.

Pubblicato da francesco at 12:16 AM 0 commenti

Saturday, February 05, 2011

CHE SODDISFAZIONE!!!

Aver comprato il DVD del film KATYN in un negozio della catena più sinistrorsa che esista in Italia, ovvero la FELTRINELLI.
E non dite di no: il suo fondatore era un bombarolo. Di bomba feriva, o per lo meno sembra che ci provasse, e di bomba morì.
Il film di Andrzej Wajda è stato boicottato in Italia a livello distribuzione. Nonostante il Globo d'Oro 2009 e la nomination Oscar 2008 come miglior film straniero, fu distribuito in un numero talmente limitato di copie che pochi cinema in Italia hanno avuto il privilegio di proiettarlo.
Sarà probabilmente dovuto al fatto che lo stesso poster del film indicava IL MISTERO DI UN CRIMINE MAI RACCONTATO.
E, aggiungo, un crimine che ha messo sempre in enorme imbarazzo vuoi l'Unione Sovietica, in quanto crimine perpetrato dalla Armata Rossa, vuoi i partiti comunisti di tutto il mondo.
Fallito il tentativo di Stalin di farlo catalogare come crimine nazista, è stato imposto il silenzio più assoluto a tutti i livelli e in tutte le circostanze.
Capi e capetti del Partito Comunista Italiano, anche quelli che ancor oggi esercitano funzioni di responsabilità, hanno trovato il modo di criticare l'intervento russo in Ungheria, la repressione della primavera di Praga e altre quisquilie di rosso vestite, ma mai - ripeto mai - nessuno di loro si è lasciato coinvolgere in una qualsiasi discussione dove ci fosse il minimo rischio di riapertura dell'argomento Katyn.
Nell'anno 2000 abitavo a Cracovia. La Polonia stava per entrare in EU.
Si celebrò a Katyn il sessantesimo anniversario dell'eccidio di Katyn. La celebrazione fu trasmessa in TV.
Vergogna delle vergogne! Nessun rappresentante dei Paesi Europei era presente. Solamente una persona "occidentale" ha partecipato. Una sola persona! Comunque una persona con le palle: la pensionata Margaret Thatcher.
E lei le palle non solo le ha sulla corona che porta in testa (è stata nominata baronessa) ma anche al posto giusto per un uomo, non per uno dei tanti politicanti quaquaraquà che hanno brillato per la loro assenza.







Friday, February 04, 2011

Referenze di Giuliano Amato proposto quale salvatore della patria da una delle (tante) correnti del PD

fine giugno 1992: Giuliano Amato diventa presidente del Consiglio dei ministri.

fine agosto dello stesso anno: il marco sale al tetto massimo di oscillazione consentito dal Sistema Monetario Europeo (Sme): 765,40 lire.

inizio settembre: Amato dichiara che l'Italia, d'accordo con la Cee, non ha intenzione di svalutare.

13-17 settembre: crisi finanziaria il governo Amato vara una legge finanziaria da 100.000 miliardi(aumento dell'età pensionabile, aumento dell'anzianità contributiva, blocco dei pensionamenti, minimum tax, patrimoniale sulle imprese, prelievo sui conti correnti bancari, introduzione dei ticket sanitari, tassa sul medico di famiglia, imposta comunale sugli immobili (Ici), blocco di stipendi e assunzioni nel pubblico impiego, privatizzazioni ecc.).

5 ottobre: minimo storico della lira: occorrono 940 lire per un marco. (il giorno precedente Amato aveva annunciato di aver concordato con il ministro delle finanze tedesco una svalutazione della lira pari al 7% rispetto al cambio ufficiale di 750 lire per marco)

Tuesday, January 25, 2011

ACCADEMIA DELLA CRUSCA...

Finalmente qualcosa si muove nella lingua italiana, una delle lingue più statiche e stantie al mondo.
A cinquant'anni dalla creazione felliniana del Paparazzo, creazione che ha contribuito in modo quantomai positivo alla bilancia dell'import-export, abbiamo accettato di buon grado l'introduzione del neologismo derivato:

PAPARAZZARE (verbo regolare transitivo)

Pur non essendo granché eufonico, questo verbo potrebbe in futuro essere utilizzato come merce di scambio nei confronti dei creatori di neologismi informatici quali chattare, cliccare, copia-incolla. C'è però un inconveniente: paparazzare presenta una spiccata consonanza con Papa Ratzinger. Un uso non oculato di questo verbo rischia perciò di farci commettere involontariamente qualche reato legato a religione, capo di stato o simile.
In fondo però, anche noi, quand'anche italiani tradizionalisti, abbiamo diritto a introdurre nuove forme d'espressione nel linguaggio utilizzato a livello mondiale, linguaggio che già annovera, tra le parole più popolari, due classici quali ciao e pizza.

Ma noi non vogliamo fermarci qui. Vogliamo perciò suggerire variazioni importanti, pur se non fondamentali e innovative, al nostro modo di esprimerci, anche a livello nazionale. Dette variazioni sono ispirate ai recenti cambiamenti introdotti nel linguaggio giornalistico, in particolare quello di stampa e TV sinistrorsi.

Questi sono i nostri primi suggerimenti:

- "porca d'una pu...na!" diventerà "maiala d'una escort!" (mi si scusi il toscanismo)
- "fijo de 'na mig..ta" diventerà "rampollo d'una escort"
- "ché m'hai preso pe' na checca?" diventerà "anche tu omofobo?"
- "ar core nun se comanna!" resterà invariato: là comanda Lui.
- "settimo: non rubyare!" pardon!...mi è sfuggita una y...
- "nono: non desiderare la donna d'altri" diventerà "calmi! Ce n'è per tutti!"
- "concussione" sfido chiunque a indicarmi l'infinito del verbo collegato al sostantivo a meno che non sia concutere, ma ne dubito.
- "prostituzione" è un reato? Io credevo che il reato fosse "favoreggiamento della prostituzione" Se così non fosse, vedrei con molta difficoltà il nostro prostituirsi giovanilmente.
QUEGLI STR...ANI DI FRANCESI AVEVANO BOLLATO IL LIBRO DI ORIANA FALLACI: "ISTIGAZIONE ALL'ODIO RAZZIALE"!

Al Qaeda fa invece di tutto per farsi amare, anche negli stessi Paesi islamici!

Egitto: Strage di Alessandria
Algeria: disordini e morti
Tunisia: disordini e morti
Albania: disordini e morti

L'export di Al Qaeda segna un saldo attivo molto importante: Mosca, quasi 40 morti e oltre 150 feriti.

Lo diciamo anche a Carla: cerca di non fare la snob buona. Contentati di fare la snob bbona!

Wednesday, January 12, 2011

STATUTI MOLTO SPECIALI

Il primo che a 65 anni dalla fine della 2a guerra mondiale tenterà di giustificare l'esistenza di 5 (cinque!) regioni a statuto speciale su un totale di 20 regioni (UN QUARTO del totale!!! Capite? UN QUARTO!!!) deve essere esposto alla gogna in piazza Montecitorio quale simbolo eterno dell'ipocrisia cogliona del popolo italiano!!!
Le notizie più recenti ci danno il Bellunese in marcia verso il Trentino Alto Adige. Perché? Ma ve lo chiedete? Trattamento fiscale? ACCISE? Amministrazione meno burocratizzata in quanto meno italiana? Non me lo dite! Non basta?
Così festeggiamo i 150 anni dell'unità d'Italia!
Siamo uniti? Certo: appiccicati insieme da un collante di cui nessuno ricorda la formula. Dovremmo chiedere alla massoneria inglese! Loro sanno come l'hanno fatto.
E così, dopo 65 anni abbiamo questa situazione che, inquadrata in uno scenario europeo, non avrebbe ragione di esistere.
Poi, gli ipocritoni si meravigliano delle aspirazioni indipendentiste (per ora federaliste) dei Padani!
Il principio generale è: ognuno cerchi di farsi i cavoli propri!
Dunque 150 anni d'Italia e 65 anni di statuti speciali. Un bel record! Qualcuno ce lo invidia? Non credo proprio!
Per quanto mi risulta la Spagna e la Francia hanno qualcosa di speciale nei dintorni dei Pirenei. Forse la Francia ha anche qualche anomalia dalle parti di Alsazia e Lorena.
Il Belgio non conta in quanto praticamente non esiste più come unità.
Credo che in Germania il periodo di transizione legato alla riunificazione sia terminato. Quindi?
Noi. I più antichi e nobili. Creatori del Diritto Romano (più opportuno sarebbe chiamarlo in buon Padano: il Dritto Romano). Noi siamo bellamente spezzettati in regioni di prima categoria e regioni di seconda classe.
Continuare così, imbrogliando i cittadini del Paese, mi sembra una di quelle carognate pazzesche cui siamo stati abituati, sin dalla fondazione del Paese, da governi spesso improvvisatori, dal dittatore che ha tenuto banco per un ventennio, dai grandi nomi democristiani che hanno fatto del loro meglio per proteggere gli interessi del Vaticano.
Tra le regioni a statuto speciale non contiamo ovviamente né il Vaticano, né San Marino, né i Cavalieri di Malta. Non resisto quasi alla tentazione d'infilarci l'Opus Dei con la sua extraterritorialità (Sant Apollinare).
E poi ci lamentiamo delle aspirazioni padane?
Ma mi faccia il piacere!!! direbbe il Nostro.
I PRIVATI E L' UNIVERSITA'

Nel 1958 (preistoria?) ho cominciato a preparare la mia tesi di laurea in ingegneria chimica, tesi sperimentale dal titolo "Processo per la produzione di silicio iperpuro per elettronica". Il lavoro di sviluppo teorico e sperimentale del processo avveniva nei laboratori dell'Istituto di Metallurgia della Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Roma. Durata circa 18 mesi.
In questo periodo, sebbene ancora studente, ho ricevuto dalla Società Montecatini (più tardi Montedison) uno stipendio mensile di 30,000 lire pari a ca.15 €. Da sottolineare il fatto che in quel periodo un lavoratore dell'industria percepiva 13 mensilità di 40-50 mila lire/mese.
In parallelo un mio collega studiava i processi di produzione e utilizzo dei dodecaborani quali possibili propellenti per missili. Uno stipendio simile al mio veniva pagato dalla NASA.
Inizio 1960 ci siamo laureati.
La facoltà d'Ingegneria dell'Università di Roma ci ha spinti a partecipare al programma di realizzazione industriale dei due separati progetti. Non conosco le decisioni del mio collega riguardo alla NASA. Io ho seguito per un breve periodo la messa a punto in fase sperimentale su pilota del processo da me sviluppato; poi ho cambiato datore di lavoro trasferendomi, per mia scelta, all'estero dove ho lavorato su altri progetti di ricerca e sviluppo.
Né la Montedison né la NASA hanno acquistato potere, e quindi opportunità di comando, all'interno della Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Roma.
Il beneficio che hanno tratto dall'operazione si può riassumere così:
- contatti frequenti con il corpo docente per verificare avanzamento lavori e discutere eventuali modifiche dei programmi.
- suggerimenti basati sull'esperienza industriale della società e discussioni volte a ottenere possibili miglioramenti di stime di costi e tempi.
- processo a livello sperimentale di laboratorio che più tardi, una volta verificatone la validità su impianto pilota, ha permesso la realizzazione dell'impianto di Merano.
Ripeto: fino a produzione del progetto cartaceo a conclusione del lavoro sperimentale di ricerca, il potere decisionale (nei limiti del budget stabilito dalla Montecatini) è rimasto sempre nelle mani del Direttore dell'Istituto di Metallurgia della facoltà d'Ingegneria dell'Università di Roma.

Se questo è stato fatto nel periodo 1958-1960 non vedo perché, a seguito dell'imbecillità dei molti politicastri che hanno messo le mani sul tèma insegnamento (valgano come esempio:Iervolino, Berlinguer, Fioroni), l'Italia dovrebbe continuare a rifiutare l'iniziativa dei privati.
Questa, non solo permette a organismi statali di mettere in cantiere progetti importantissimi, progetti che lo stato in generale non avrebbe la capacità di finanziare, ma inserisce allo stesso tempo nella mente del ricercatore i concetti di tempi, rese, profitti. (Il MIT di Boston-USA è il simbolo mondiale di questa mentalità e di questo modus operandi).
Attenzione: i privati vogliono i più bravi.
Lo stato obietta: che facciamo con le Università più scamuffe?
Risposta:
Stato! Datti da fare per selezionarle, chiudendone qualcuna, migliorane lo standard e dedica a quelle università i tuoi fondi limitati per la ricerca.
Sorry per quelli che credono ancora alle frescacce marxiane o marxiste! Se non ci sono i soldoni dei privati, tranne rare eccezioni (vedi progetto Manhattan), la ricerca va a farsi fottere.
TRA ASSUNTA E RACHELE

Il nostro GF è proprio vittima delle donne.
Immaginava d'aver già dato in quanto una moglie l'aveva avuta. E invece no.
Prescindiamo dalla Tulliani che si è trascinata appresso un'intera famiglia. In fondo Elisabetta è un bel nome. Ricorda regine regnanti e d'un tempo: solamente molto più belloccia delle coronate.
Quello che preoccupa invece è l'abbinata Assunta e Rachele. Sinceramente, una persona che di gossip non se ne intende, quale il sottoscritto, allorché ha sentito parlare di Rachele ha immaginato che si chiamasse in causa la fu signora Mussolini.
E il sottoscritto, ingenuo a digiuno di gossip, ha pensato:

- perché andare a disturbare una buonanima che per di più degli affari politici del marito non sapeva granché? (qualcosa in più conosceva probabilmente dei suoi affari sentimentali)
- perché cercare l'eredità spirituale d'una signora paziente e rassegnata che si occupava quasi esclusivamente dell'educazione dei figli?

Poi ho capito: donna Rachele non c'entra niente!

- donna Assunta basta a ricordargli i doveri ereditati dai suoi trascorsi di ragazzo intraprendente caratterizzato dal braccino anchilosato.
- la coscienza forse gli rimorde per essere stato (superficialmente e molto ingannevolmente, è vero) in combutta con decentratori di professione, quali Bossi, Calderoli e addirittura Borghezio! E il Fascismo, sempre nel suo cuore, non gli impone di lottare per mantenere un Paese unito e centralista?
- si propone per caso di rientrare rapidamente nelle linee per non subire più bacchettate da donna Assunta? "Ohoh ragazzo! L'eredità morale di Giorgio me la devi rispettare! Prima ti metti la kippah. Poi dici che Mussolini qualche stronzata l'ha fatta. Sposi un programma di governo che contiene il federalismo. Pazziamo?
L'avessi saputo mi sarei coltivata Storace!"
- Il ragazzo però soffre: che fare? Arruffianarsi con gli extracomunitari in vista d'un Futuro (e Libertà? poi vedremo) così da rimpiazzare le antiche legioni di Ascari con squadre di Bengalesi? Sputtanare al massimo quel governante profittatore, mandrillo, filorusso, trapiantato e liftato, oltre che distruttore della dignità del politichese? Questo è il primo must.
- Ohoh ragazzo. Ma non vorrai mica fermarti là! 'Sto federalismo! Lo vogliamo sabotare oppure no? Ricordati che i miei concittadini calabresi i soldi per i servizi sociali e sanitari, in quantità molto più grande di quella dei milanesi (i soldi...non i servizi), da qualche parte li devono tirar fuori. Ti aspetti che Bossi ti lasci qualche briciola? Ma dico! Perché Giorgio ha scommesso su di te?
- Ma non converrebbe insegnargli a lavorare meglio, a tagliar fuori la 'ndrangheta, a imparare qualcosa da Brunetta (scusa la bestemmia!)?
- Allora sei proprio senza speranza! Ti sei imborghesito di brutto. Ci scommetto che tra una bella camicia nera e un cashemirino sceglieresti il secondo! Guarda! Un'ultima prova. Poi non ne parliamo più. Mi vendi quattro o cinque dei tuoi a Vendola così siamo sicuri che almeno quelli al federalismo si opporranno! O almeno così credo! Che tristezza ragazzo mio. Chi glie lo dice a Giorgio?



Tuesday, December 21, 2010

Ho letto solo il titolo
mi è bastato.
Il titolo giusto sarebbe:
"Per difendere un blindato della Polizia spacca la testa a un quindicenne!"
Possiamo definire Repubblica "la Fabbrica degli Eroi" con casco o senza.

Tuesday, December 14, 2010

IL DIS.ORDINE DEI GIORNALISTI

Colui che ha avuto la triste idea di introdurre il concetto di Ordine dei Giornalisti ha probabilmente pensato che un giornalista potrebbe esercitare un'influenza determinante sulla psiche del lettore.
Già questo concetto deve indurci alla ribellione.
Infatti, l'ipotesi che un giornalista abbia, nei confronti del suo "cliente", una capacità e una responsabilità simile a quella d'un medico o d'un ingegnere, implicherebbe che il cliente stesso ha un cervello idoneo solamente a immagazzinare input dall'esterno senza farne oggetto d'un minimo di ragionamento e di critica.
Ci offendiamo subito e ci ribelliamo dopo o facciamo le due cose in contemporanea?
A prescindere da Conchita, che si trova a dover dirigere un giornale di ex partito, giornale fallito più volte, ma che continua a vegetare in profondo rosso, gli altri si mascherano in generale da quotidiani indipendenti.
E' facile smascherare "Il Giornale" in quanto risulta di proprietà di tale Paolo Berlusconi. I suoi giornalisti difendono a spada tratta la politica, l'armi e gli amori del Silvio nazionale.
Altrettanto facile è ricondurre "La Stampa" alla famiglia Agnelli della quale costituiscono il braccio grafopsicologico.
Più complicato è invece il processo necessario a stabilire il collegamento tra "La Repubblica" e il suo legittimo proprietario/timoniere, i.e. l'ing.Carlo De Benedetti.
In prima battuta, l'analista tenderebbe a fermarsi al livello del fondatore Eugenio Scalfari, individuo più ruspante, se paragonato all'ultramiliardario italo-svizzero, ma certamente più creativo e critico.
Analizzando l'impostazione degli articoli concepiti, redatti e pubblicati dai giornalisti di questo quotidiano, lo sguardo va automaticamente alla testata. Ci si aspetterebbe di vedere, ben virgolettato "proletari di tutto il mondo unitevi!" ...e invece niente! Ci si spaccia quasi per borghesi.

Il mistero diventa più profondo nel caso del Corriere della Sera.
Pur prescindendo dall'impostazione antiberlusconiana data a questo quotidiano dall'ex direttore Mieli, si rileva una deriva sistematica rispetto alla tradizione borghese del quotidiano. Spesso compaiono in TV giornalisti del Corriere, chiaramente borghesi nell'aspetto e nel comportamento.
Questi però, a valle dei discorsi da borghesi benpensanti, sciorinano opinioni da Manifesto. Indossino almeno la sciarpetta palestinese tipica dei contestatori!
Al Corriere compaiono e scompaiono direttori responsabili.
Nominati da? RCS è un drago a molte zampe e tante teste. Risulta quindi impossibile identificare colui o coloro che in un determinato momento ispirano certe colorazioni.
E visto che si parla di Manifesto, conviene sottolineare il fatto che, oggi come oggi, questo quotidiano ricorda quasi un giornale parrocchiale se messo a confronto con "Il Fatto Quotidiano".

E siamo a "Libero". Libero lo è probabilmente. Di esprimere opinioni molto soggettive, poco oggettive, spesso condivisibili con quel viso da Sfinge del suo direttore.

Dimentichiamo la miriade di altri quotidiani: dalla Padania al Sole 24 ore, dal Roma al Messaggero, dal Secolo al Piccolo etc.etc.
Non ci troviamo per caso di fronte ad un'agenzia di collocamento?
I giornalisti "col timbro" sono già decine di migliaia: Figuriamoci se si lasciasse libero accesso ai freelance senza imprimatur!
Già un colpo pesantissimo è stato assestato da Metro, Leggo, City etc. Come difendere la categoria? Ordine nel disordine, è la risposta.
Ma, a difesa dei consumatori d'inchiostro stampato, non pensiamo di dover sottolineare il fatto che i lettori sono, in generale, forniti d'uno strumento chiamato cervello, strumento che ci permette di difenderci dalle frescacce che molti di quelli "col timbro" tentano sistematicamente di propinarci?.
Non credo spetti al presidente dell'Ordine (e del disordine) proteggere la nostra mente ingenua e verginella. Ho il sospetto che lo scopo dell'azione del Sig. Presidente dell' Ordine sia quello di proteggere il posto di lavoro di coloro che, pur noncuranti del disordine creato, una quota associativa all'Ordine la pagano.

Friday, December 10, 2010

IL SOGNO DIVENTA REALTA'

Immaginate una città di 4-5 milioni di abitanti e immaginate pure un sistema di treni ad alta velocità che collegano questa città ad altri insediamenti di pari importanza. La velocità di questi treni è tale per cui si possono percorrere circa 500 km in meno di tre ore. Non male, diremo noi. Ma se analizziamo come il tempo di percorrenza viene impiegato troviamo che, quando la stazione di arrivo è una stazione di testa, sono necessari almeno cinque-sei minuti per l'avvicinamento e la fermata del convoglio.
Questo è il caso della stazione Termini di Roma.
Per risolvere nel modo migliore il problema qualcuno ha a suo tempo pensato:

a-spostiamo la stazione principale da Termini a Tiburtino. Questa non presenta i problemi e le difficoltà d'una stazione di testa come Termini che per di più è ubicata al centro della città. E' vero: la stazione Tiburtina dovrà essere ampliata e completamente ristrutturata.

b-trasformiamo Termini in un grande shopping mall fornito di parcheggi a silo ricavabili nell'area attualmente occupata da parte dei binari. A Termini resteranno esclusivamente i collegamenti regionali e quello con l'aeroporto.

c-installiamo tre o quattro linee parallele di metro diretto Termini-Tiburtina con frequenza delle partenze simile a quella delle linee di collegamento tra corpo centrale e satelliti di un qualsiasi aeroporto.

Dopodiché pensiamo al futuro.

[Questo progetto l'aveva creato molti anni or sono una persona eccezionale.
Il suo sogno sembra stia diventando realtà. Spero veramente che non ci si sogni d' introdurre modifiche sostanziali al progetto]






Friday, December 03, 2010

JINGLE BELLS, JINGLE BELLS
Santa Klaus sta per arrivare

Se avete in mente di fare un bel regalo di Natale all'Ambasciatore degli USA in Italia, potete scegliere uno o più abbonamenti alle riviste più popolari in Italia (alcune delle testate sono qui allegate).
Qualora Egli voglia seguire l'esempio dei suoi predecessori, potrà vantaggiosamente attingere all'informazione contenuta in quei preziosi documenti per redigere i suoi rapporti a Washington.

Attenzione però! Inviate il vostro regalo direttamente all'indirizzo dell'Ambasciatore: Villa Taverna, Roma.
Qualora lo inviaste all'ambasciata di via Veneto correreste il rischio di vederlo sottratto dal residente CIA, pronto a sua volta ad utilizzare la preziosa fonte d'informazione per la preparazione dei suoi rapporti relativi alla situazione politica italiana, europea, mondiale.

NON sto sfottendo!
Nel 1971, data della mia prima visita in USA, prima di rilasciarmi il visto d'ingresso (Ambasciata USA a Parigi) ho dovuto rispondere alle tre seguenti domande:
- è iscritto al Partito Comunista? (l'interrogante non ha specificato se a quello francese o a quello italiano)
- è stato iscritto al Partito Fascista? (dalla mia data di nascita poteva calcolare facilmente che alla caduta del fascismo non avevo compiuto i dieci anni).
- si reca negli USA con l'intenzione di attentare alla vita del Presidente? (a questo punto ti dai un paio di schiaffoni per capire se stai sognando)



Concludendo, concludendo...ricordate sempre

- gli USA sono un Paese meraviglioso
- i suoi abitanti sono "fedelmente e spontaneamente" americani
- se in qualche caso sembrano ingenui LO SONO VERAMENTE !








Thursday, December 02, 2010

COMMENTI ACIDI di certi politicanti AI WIKILEAKS RELATIVI A ITALIA

Si applica la frase conclusiva della famosa scritta che compare sistematicamente nei bagni di tutti gli istituti "d'istruzione", senza distinzione di livello. (personalmente l'ho letta e studiata nel 1954, sul muro dei bagni nell'Istituto di Matematica dell'Università "La Sapienza" di Roma)

"In questo tetro e oscuro asilo feci uno......... che pesava un kilo"
"Ed io, per imitar le gesta tue, ne feci uno che pesava due"
"Per non essere da men di te ne feci uno che pesava tre"
"Da quanto avete scritto ne ho dedotto che avete tutti quanti il ..... rotto"
"QUESTA E' L'INVIDIA CHE TI FA PARLARE PERCHE' SEI STITICO E NON PUOI............!"

In tutta sincerità, non è applicabile ai politici di cui Wikileaks non si è occupata?

Wednesday, December 01, 2010

LA MAZZAFIONDA

Chiamasi così a Roma quell'arma improvvisata dai ragazzi costituita da una forcella in legno e una banda elastica completata dalla "pezzòla" idonea a contenere l'oggetto da lanciare. La pezzòla di lusso è in pelle.
Ai tempi in cui anch'io mostravo con orgoglio la mazzafionda inserita nella cintura dei pantaloni girava tra i ragazzi la seguente storiella.
-Un ragazzo, patito della mazzafionda, descriveva con fierezza le proprietà della sua arma: elastico regolarmente ricavato dalla camera d'aria di un'auto, forcina in legno d'ulivo, pezzòla regolamentare in pelle di capra con il pelo sul lato interno, fissaggio dell'elastico sulla forcina mediante fili di rame ricavati dal cavo rubato al negozio dell'elettricista all'angolo. La descrizione viene ripetuta a sazietà agli amici, conoscenti, insegnanti e parenti.-
- Risultato? Si interpella il medico di famiglia; quindi uno psichiatra. Meglio ricoverarlo, è il responso.-
- Passa il primo mese e il ragazzo viene sottoposto a un controllo. " Cosa faresti se domani uscissi di qui?" chiede lo psichiatra.
"Beh! Spero che ci sia il sole." dice il ragazzo "e che ci siano tanti uccellini che cantano..."
"Bravo" dice il dottore "E poi?"
"Cercherei un'automobile"
"E poi?"
"Taglierei le gomme per ricavare gli elastici per farmi una mazzafionda e tirare giù gli uccellini che cantano!"
Inutile dire che il ragazzo viene confermato quale ospite della clinica psichiatrica.
Il medico però non demorde. Dopo un paio di mesi richiama il ragazzo. "Cosa faresti se domani uscissi di qui?"
"Mi cercherei una ragazza" risponde il ragazzotto. "E poi?"
"La porterei in un grande parco, dove possiamo isolarci."
"E poi?" (il dottore scribacchia appunti)
"La bacerei sul collo. Poi più in basso,.. sulle tette. Poi..."
"E poi?"
"Poi le sfilerei le mutandine!" (che crescendo! pensa il dottore) "E poi?"
"Toglierei l'elastico delle mutandine per farci una mazzafionda!" grida trionfante il ragazzo.

Leggere su Internet i primi titoli de "la Repubblica" relativi alla morte di Monicelli mi ha fatto tornare alla memoria la storiella della "mazzafionda". I titoli accatastati su tre righe (se ricordo correttamente) inducevano a pensare che quella squisita persona, di anni 95 e malato terminale si fosse suicidato solo, o anche perché, in questo regime in cui viviamo in Italia non si sarebbero più potuti fare film di un certo livello e qualità.
"Mauro...oh Mauro..." cominci a somigliare a Giorgio Bocca che se gli chiedi cosa ha mangiato a pranzo ti risponde. "Noi della Resistenza..."

Sunday, November 28, 2010

Quanto glie ce rode!

E così Repubblica se l'è presa dove di dovere!

I messaggi trasmessi dalla "diplomatica?" Americana alla casa madre USA risultano nella realtà un peana a favore del cicciottello incapace e lussurioso nostro Presidente del Consiglio.

La giornata del nostro Presidente del Consiglio si svolgerebbe così:
- cominciamo con una notte di bagordi! Quante se ne ripassa? Non è dato sapere, ma belle e nel fiore degli anni.
- al mattino, dopo una toletta affrettata ma curata, via in aeroporto. Rotta? Mosca. Cremlino? Manco per il cavolo. Vai, vai alla dacia di Putin. Oggi che facciamo? Parco delle Vittorie è andato...perché non farci quei due-tremila chilometri di gasdotto che girano intorno a quei rompiballe di Ucraini e ci assicurano il gas no-stop?
Ti piacerebbe poi un impianto di liquefazione gas sul mar di Barends? Ci possiamo metter anche un impianto per il metanolo. Vende bene, sai? Dai! Ci facciamo lavorare un po' di società italiane che queste cose le facevano già ai tempi di Breznev!
Ti ricordi i tempi di Togliattigrad? Tu eri bambino a quei tempi e per parte nostra girava qui da voi il mortadella. Era verso la fine degli anni settanta, è vero. La guerra era ancora fredda e voi preparavate in gran segreto l'occupazione dell'Afghanistan! Che ci trovavate allora? Petrolio mica tanto! I minerali? Tanti? Troppi? L'oppio? I più grandi giacimenti di rame e di litio? O cavolo! Ora ci sono quelli della NATO, ma un giorno un pensierino ce lo potremmo fare. Ricordati che il tuo amico Silvio può fornirti di tutto e di più. Macchinari e gente con le palle abituata a lavorare in tutto il mondo. Ciao Vladimir! A presto...e non baciarmi sulla bocca! Quello lo facevano quei porconi dei tuoi predecessori! Fossi almeno una bella fighetta!

Saturday, November 27, 2010

QUALORA FOSSE IN GRADO DI SVELARE I "SEGRETI DI STATO" ITALIANI DEGLI ULTIMI 100 ANNI DAREI DI CUORE IL BENVENUTO A WIKILEAKS!

Friday, November 26, 2010

I contributi alla ricerca

Siamo arrivati ai giorni del gran casino: scioperi, occupazioni, dichiarazioni politiche, voti in parlamento, trionfo del parolaismo!
I precari della ricerca si ribellano. Gli studenti che, forse in un futuro prossimo, aspirano a diventare ricercatori, possibilmente a tempo pieno o, in mancanza di meglio precari, organizzano il casino più spinto.
Domanda: cosa vogliono ricercare e con quale scopo?
Partiamo dalle discipline tecnico-scientifiche.
In questo ambito la ricerca è, nella maggior parte dei casi, orientata verso l'individuazione e l'interpretazione di fenomeni relativi all'esistenza dell'individuo nel mondo nonché allo sviluppo di nuovi prodotti e delle relative tecnologie di produzione.
La ricerca è fondamentale. Ricordiamo però che, non trovandoci in un regime di tipo comunista, la ricerca nel settore tecnico è legata fondamentalmente agli interessi delle aziende private che dalla ricerca possono trarre benefici.
Le spese da sostenere non consistono solamente in cervelli, precari o meno, bensì anche in impianti macchinari e "consumables".
Le aziende devono investire nella ricerca. Vogliono però avere un ritorno economico immediato: ad esempio la deduzione dall'imponibile di tutte le spese investite in ricerca.
E' difficile, se non impossibile, controllare le spese che un'azienda dichiara aver investito in ricerca. E' quindi più semplice spostare la ricerca verso istituti universitari o assimilati.
Qualche anno fa' (molti in verità) alcune aziende avevano proposto di finanziare la ricerca universitaria in quei settori più vicini agli interessi delle aziende stesse. Ritorno immediato? I quattrini investiti dovrebbero essere portati in detrazione delle tasse dovute.
Scandalo del governo dell'epoca, nettamente sinistrorso.
Si disse: i privati investirebbero solo nelle università più qualificate aumentando così la differenza di "classe" o di "classifica" tra i vari atenei. A nessuno venne in mente che, qualora lo stato avesse pompato finanziamenti per la ricerca all'interno delle università "scamuffe" lasciando al privato il finanziamento della ricerca in quelle "di classe alta", si sarebbe potuto dar vita ad una competizione estremamente costruttiva. Qualcuno ha presente il MIT di Boston?
Bene! Anzi malissimo! I nostri politicanti hanno cervelli a peperini inquadrati nei loro colori e nelle loro convinzioni, spesso marxiste.
Risultato? Piangiamo. Facciamo ricerche tecnico scientifiche a rilento. Mancano i soldi del privato. Si finanziano ricerche letterarie, storiche e filosofiche d'interesse molto limitato per lo sviluppo del Paese. E il sistema dei precari non fa altro che alimentare malcontento e scarsa produttività.
Cambierà un giorno questo modus operandi?

Wednesday, November 17, 2010



Finalmente!

Feltri lo ha scritto (il Giornale del 16/11/2010):
l'obiettivo vero della manovra di Fini non è Berlusconi. E' Bossi.
(Questa è in realtà la conclusione dell'articolo di VF)

Ciò conferma quanto da me sostenuto in data 10 Novembre: il fascismo - così come pure il comunismo - è centralista. Non può quindi accettare il federalismo.
L'erede di Almirante, tale Gianfranco Fini, ha studiato e sofferto, ha complottato e organizzato, per infine sferrare il colpo che, almeno nelle sue intenzioni, dovrebbe sbatter fuori la Lega e affossare il federalismo.

Sinceramente, spero che il colpo non riesca.

Il federalismo infatti, ha il pregio di mettere il pepe al sederino di quei burocrati da strapazzo, in maggioranza originari del sud, che, per tradizione, aspirano al "posto" piuttosto che ad una vera attività produttiva.

L'UDC, che da sola non convincerebbe nessuno (tranne forse qualche componente della CEI) si aggrega alla cordata anti-Lega, cordata che non ha come scopo l'abbattimento del berlusconismo, come opportunamente strombazzato per dare una copertura all'operazione, bensì il sabotaggio dell'operazione federalismo.

Anche guardando a sinistra, vedo le stesse intenzioni dettate dal centralismo di tradizione comunista. Tutti apprezzano l'operato di Gianfranco. I Sinistrorsi sono comunque meno diplomatici, più fegatosi, e qualche errore in più lo commettono. Così l'attacco sferrato da Saviano alla Lega è stato probabilmente un passo falso commesso dal fronte antifederalista comunista.
Vedremo gli sviluppi.



DOMANDA INGENUA

Da quanto ci viene riferito, risulta che dalla regione afghana di Helmand proviene la maggior parte dell'oppio/eroina prodotti in Afghanistan e commercializzati nel mondo.
Questa situazione è confermata dalle fotografie satellite+earth disponibili su Google Maps. Le fotografie mostrano distese immense coltivate a papavero da oppio. Nell'area c'è anche un aeroporto, Bost, che sembra edificato specificamente per il trasporto dei preziosi prodotti.

Quando i Russi avevano occupato l'Afghanistan, si proponevano, tra l'altro, di distruggere completamente le piantagioni di "poppy".
Ovviamente, tutto il mondo si schierò contro i Russi in nome della libertà e dell'indipendenza del popolo afghano.
Dobbiamo riconoscere che tutti si sono battuti in seguito per garantire l'indipendenza del popolo afghano. Ci sono riusciti? Probabilmente sì, se per indipendenza s'intende la libertà di produrre quantitativi di droghe tali da inondare il mondo intero.
Pensierino riverente relativo all'ottavo peccato capitale: l'IPOCRISIA (dovrebbe essere posizionato al primo posto nella scala dei peccati e peccatucci).

"Ma bruciando le piantagioni di poppies condanneremmo quei poveri contadini a morire di fame! E poi! Sia i defolianti che il napalm sono proibiti per convenzione internazionale!"

"Diciamo loro di produrne di meno e solo per destinare l'oppio all'industria farmaceutica!" (questa è la più, per così dire, divertente!)

"Insegniamo ai contadini afghani a coltivare i broccoletti così che, spontaneamente, cambieranno i loro programmi di produzione agricola!"

In omaggio ai principi generali dell'ipocrisia, nessuno ha detto "Sodomizziamo a sangue i gestori, i trafficanti locali e internazionali, i governanti che tollerano questa situazione e che ne traggono profitto!"

Restiamo però garanti dell'indipendenza del popolo afghano.

Domanda: Il bilancio tra giro d'affari relativo alle droghe e numero di ragazzi che in Afghanistan ci hanno lasciato le penne è ancora a favore della protezione della regione di Helmand e del relativo aeroporto di Bost?

In data 14/12/2010 leggo quanto WIKILEAKS scrive:

SUBJECT: SECDEF MEETING WITH ITALIAN FOREIGN MINISTER
FRANCO FRATTINI, FEBRUARY 8, 2010


-- and noted
concrete Italian projects to convert poppy cultivation to
olive oil production and to create a national high school for
public administration.

GIURO! NON LO SAPEVO QUANDO SCRIVEVO DEI BROCCOLETTI!!!